Neroccio di Bartolomeo de' Landi, eccellente pittore e scultore Stampa
Croce del Travaglio
Mercoledì 27 Dicembre 2017 14:19

Nato a Siena e battezzato il 4 giugno 1447, proveniente dalla nobile famiglia Landi dal Poggio, Neroccio fu artista ssai valido, sia come pittore che come scultore in legno e marmo. In entrambe queste arti figurative egli fu allievo del Vecchietta (Lorenzo di Pietro, 1410-1480), di cui rilevò la bottega nel 1480, ma dal 1469 circa al 1475 fu anche socio di Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), forse limitatamente al solo campo della pittura. E per quanto riguarda la pittura, Neroccio di Bartolomeo si caratterizzò per i colori delicati e trasparenti, per le figure intrise di un sentimento musicale derivato da Simone Martini (1284-1344), ma anche dalla capacità di far incontrare armonicamente la tradizione gotica senese con il nuovo spirito e con i valori propri dell’umanesimo.

 

 

Neroccio eseguì molte opere, in Siena e nel contado. Nel 1472 dipinse una “Madonna assunta” per l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Nel 1474 eseguì la statua di “Santa Caterina da Siena”, commissionatagli dal Comune di Siena, per l’oratorio dedicato alla santa in Fontebranda (oggi oratorio della contrada dell’Oca), statua che costituisce una delle più popolari e venerate immagini della patrona d’Italia e d’Europa. Anteriori al 1475 sono le “Storie di San Benedetto”, su tavola, attualmente agli Uffizi di Firenze, a cui probabilmente collaborò anche Francesco di Giorgio Martini. Del 1475 è la tavola con la “Madonna col Bambino fra San Girolamo e San Bernardino”, ora nella Pinacoteca nazionale di Siena, da considerare forse il capolavoro dell’artista, per i delicati accordi cromatici e per l’incantevole espressione, velata di malinconia, nei volti dei sacri personaggi.

Nella medesima Pinacoteca si trova il trittico con la “Madonna col Bambino tra San Michele Arcangelo e San Bernardino da Siena” (1476), opera firmata e datata, di originale composizione, con la figura della Vergine in piedi e il San Michele Arcangelo rivestito con un insolito e fastoso abbigliamento. Da ricordare ancora la bella tavoletta di biccherna con la “Vergine che raccomanda Siena a Gesù Cristo” (1480), conservata nell’Archivio di Stato di Siena.

Neroccio di Bartolomeo eseguì anche vari lavori per la cattedrale di Siena; fra le altre cose, collaborò allo splendido pavimento realizzando, nel 1483, la rappresentazione a tarsìe marmoree della “Sibilla Ellespontica” (1483). Ancora nel duomo dell’Assunta egli realizzò, nel 1485, l’elegante monumento funebre a Tommaso Piccolomini del Testa, vescovo di Pienza morto nel 1483, una delle più pure creazioni del rinascimento senese; l’opera è posta in alto sulla parete del campanile, ed è firmata “Opus Nerocii pictoris”. Del 1489 sono alcuni bassorilievi intorno a una porta laterale della chiesa di Fontegiusta. Del 1490 circa è la statua di “Santa Caterina d’Alessandria” nella cappella di San Giovanni Battista del duomo di Siena.

Nei suoi ultimi anni, Neroccio dipinse una pala d'altare per la pieve della Santissima Annunziata a Montisi, una figura di Claudia Quinta nella tavola eseguita per la famiglia Piccolomini (1492) ed oggi presso la National gallery di Londra, ed una serie di opere aventi per soggetto la “Madonna col Bambino”; fra le altre: una mirabile “Madonna col Bambino e le Sante Caterina da Siena e Maria Maddalena” conservata presso la collezione Chigi Saracini di Siena, due (“Madonna in trono col Bambino e Santi”, 1492, “Madonna col Bambino fra i Santi Domenico e Caterina da Siena”, 1492 circa) presso la Pinacoteca nazionale di Siena, una al museo Horne di Firenze, una al museo di Villa Cagnola a Gazzada Schianno (Varese), una al Museum of art di Indianapolis, una al museo Cristiano di Esztergom (Ungheria).

Varie altre opere attribuite a Neroccio si trovano in diversi musei italiani ed esteri. Fra le opere da citare: la “Annunciazione di Maria” alla Yale university art gallery di New Haven (1470-75); la tavola ad olio e tempera con la “Madonna col Bambino, San Paolo e Santa Maria Maddalena” (1487 circa) e la scultura in legno di noce dipinto con l’ “Angelo annunciante” (1474 circa) nella collezione Salini nel castello di Gallico presso Asciano; due scomparti di predella con una “Predica di San Bernardino in piazza del Campo” e il “Corpo di San Bernardino che libera un’ossessa” ed un affresco con la “Madonna col Bambino” conservati nel palazzo Pubblico di Siena; la “Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe e Michele Arcangelo” nell’oratorio della Santissima Trinità della contrada di Valdimontone a Siena; la “Vergine allattante”, frammento di pala d’altare, nella chiesa dell’Annunziata a Magliano in Toscana; i frontali di cassoni con episodi della storia romana (“Incontro di Antonio e Cleopatra” e “Battaglia di Azio”, 1480 circa) nel North Carolina museum di Raleigh; quattro “Santi” (Cristina, Caterina, Girolamo e Galgano) nella collezione Johnson a Filadelfia; le “Storie di Santa Caterina” nella collezione Berenson a Firenze; le “Storie di San Sebastiano” nel museo Diocesano d’arte sacra a Pienza; “Madonna col Bambino e due angeli” (1470 circa) eseguita in collaborazione con Francesco di Giorgio, alla Lowe gallery di Coral Gables (Florida); “Madonna col Bambino” (1476 circa) all’accademia Carrara di Bergamo; “Ritratto di dama” (1481 circa), forse raffigurante la figlia del committente Bandino Bandini, oggi presso la National gallery di Washington.

Neroccio di Bartolomeo de’ Landi che, tranne una parentesi a Lucca nel 1481, visse sempre nella sua città (nella sua casa nei pressi del vescovado, già appartenuta al Vecchietta) e nei dintorni, morì a Siena nel novembre 1500.

Senio Ghibellini