Le “camicie” di piazza sono piene per non confondere i cavalli. Giusto, e allora che senso hanno? Stampa
Lunedì 03 Ottobre 2016 14:39

Ricordate l’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, in merito alle cosiddette “camicie” in piazza del Campo per il Palio? La risposta del sindaco è tutta un programma. Qui di seguito si riepilogano il testo integrale della citata interrogazione e della riposta del sindaco. Ma prima ecco alcune considerazioni “di getto”: 1) l’unica cosa su cui il sindaco ha ragione è che è bene non creare vuoti in piazza per non confondere i cavalli, ma questo si sapeva anche prima, e allora perché si decise comunque di creare le “camicie”? 2) Così riempite di spettatori, le “camicie” impediscono di fatto un soccorso efficiente da parte degli addetti ai lavori. 3) L’impressione visiva è che il numero degli spettatori presenti sia molto ma molto superiore a quello dichiarato dal sindaco, il che significa che i controlli, se ci sono, risultano inefficaci. 4) non si capisce che forma di gratificazione sia farsi dare un “biglietto” gratuito per le camicie, dal momento che si vede uguale, o peggio, rispetto agli altri punti della piazza, e si continua a non capire il criterio con cui vengono distribuiti i “biglietti” ad alcune singole persone e non ad altre; 5) l’inferriata intorno a fonte Gaia fu creata, nell’800, per impedire l’ingresso agli spettatori, che avevano provocato il crollo delle statue di Jacopo della Quercia, mentre ora si fanno entrare a iosa spettatori che si accomodano a sedere o in piedi sulla fonte. 6) Conclusione: tutto ciò non ha alcuna attinenza con la buona e sana amministrazione.

Marco Falorni

 

 

Interrogazione del consigliere Marco Falorni

Premesso:

- Che a suo tempo, a torto o a ragione, sono state istituite le cosiddette “camicie” all’interno della conchiglia di piazza in occasione dei Palii;

- Che, indipendentemente dall’efficacia dimostrata o meno da queste innovazioni, esse sono state istituite per essere riservate ai soccorritori affinché possano ospitarvi le persone che ne avessero bisogno per motivi sanitari;

- Che le foto dimostrano ampiamente che in tutte e tre le “camicie” di piazza - fonte Gaia, Casato e San Martino - ci sono moltitudini di spettatori in borghese, tanto che si fatica a distinguere le tute arancio dei soccorritori, ed è praticamente impossibile distinguere differenze di “densità di popolazione” con le altre zone della conchiglia;

- Che nella “camicia” di fonte Gaia si notano anche numerose persone sedute o in piedi sopra la fonte;

CHIEDO al sindaco:

- Come farebbero i soccorritori, in caso di necessità, a prendersi cura delle persone bisognose di assistenza sanitaria, o anche semplicemente ad aprire una barella per farvi stendere qualcuno;

- Chi sono le numerosissime persone presenti all’interno delle “camicie”, a parte il personale addetto al soccorso;

- Se il Comune, per accedere nelle dette “camicie”, rilascia o meno un apposito “biglietto”, se questo è gratuito o a pagamento, e con quali criteri vengono scelti gli eventuali autorizzati;

- Chi deve controllare gli ingressi delle persone munite di “pass” e chi deve impedire eventuali (e probabili) ingressi di “portoghesi”;

- Chi deve (o avrebbe dovuto) controllare che le persone eventualmente autorizzate a stare all’interno della “camicia” di fonte Gaia, non salgano a sedere o in piedi sopra la fonte, con pericoli per il monumento e per loro stessi;

- Se pensa o meno che, in ogni caso, sia necessario un ripensamento, o almeno una radicale razionalizzazione delle citate camicie”.

 

Risposta del sindaco Bruno Valentini

“Le “camicie” del Casato, di San Martino e lo spazio circostante la fonte Gaia, considerate le loro posizioni strategiche, vengono usate come punto di soccorso dagli operatori di volontariato del 118, Arciconfraternita di Misericordia e Associazione di Pubblica Assistenza.

In considerazione delle dimensioni delle aree, che delimitano le camicie di San Martino e il Casato, a mezzo di apposito steccato, è stato stabilito che all’interno delle stesse potranno essere presenti massimo 35 persone per ogni camicia, oltre al personale di servizio adibito al soccorso, debitamente dotato di tesserino di riconoscimento rilasciato dal Comune di Siena. La decisione di non lasciare vuote le camicie è stata presa per assicurare una continuità di veduta ed evitare che i cavalli potessero essere tratti in inganno da spazi vuoti rispetto al pieno della piazza.

Il Comune, quindi, oltre a rilasciare i tesserini nominativi per gli operatori di volontariato in servizio per le prove e per il Palio, fornisce i biglietti necessari per l’ingresso alle “camicie” che vengono interamente ceduti, a titolo gratuito, agli organismi di volontariato tramite il servizio 118 che coordina tutte le associazioni operanti in occasione del Palio e delle prove.

I biglietti per l’ingresso presso la fonte Gaia sono invece numero 135 e vengono distribuiti, a titolo gratuito, alle contrade che partecipano alla corsa e ai dipendenti comunali impiegati in tutte le fasi organizzativa e gestionali del Palio.

Il controllo degli ingressi all’interno delle “camicie” del Casato, San Martino e dello spazio di fonte Gaia è a cura dei vigili urbani che sono altresì tenuti a vigilare, insieme alle altre forze dell’ordine pubblico, sul corretto comportamento del pubblico”.