Casa famiglia di Montalbuccio: il Comune conferma la delibera di vendita dell’immobile Stampa
Sabato 11 Aprile 2015 14:51

Non è affatto vero che il Comune di Siena ha rinunciato a vendere l’immobile di Montalbuccio adibito a casa famiglia per persone in difficoltà e disabili, anche gravi, gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, quella fondata dal quel sant’uomo di don Oreste Benzi.

Di questa triste vicenda si è già fornita notizia su IPS in data 5 aprile 2015 (cfr. http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2420:la-priorita-e-evitare-lo-smembramento-della-casa-famiglia-di-montalbuccio&catid=40:varie&Itemid=49 in archivio varie). In tale occasione si era anche già riferito del comunicato stampa divulgato dal Comune dopo le proteste dalla città e dal mondo dell’associazionismo, comunicato nel quale si poteva leggere tutto ed il contrario di tutto.

La verità è che, all’ordine del giorno del consiglio comunale del prossimo giovedì 16 aprile 2015, viene puntualmente riproposta la delibera n. 91/2015 con la quale si chiede all’aula di approvare la vendita dell’immobile di Montalbuccio, precisamente individuato come “Fabbricato ad uso abitazione posto su due livelli, con resede di competenza, ubicato in strada di Casciano delle Masse n. 6, distinto al C.F. Foglio 37 p.lla 119 subb. 5, 6 della superficie commerciale di mq. 535, valore presunto euro 830 mila”. L’unica differenza, rispetto alla precedente delibera, che era stata stralciata dalla seduta consiliare del 24 marzo, è che per il bene di cui al lotto n. 5 (l’immobile di Montalbuccio), “essendo lo stesso utilizzato fin dal 1999 ad ospitare un’attività di supporto sociale, si procederà all’inserimento nel relativo bando delle alienazioni allorquando saranno formalmente definiti i rapporti con gli attuali referenti dell’attività sociale stessa”. Altro discorso, quello partorito dal Comune, che vuol dire tutto e niente.

 

 

Riepiloghiamo. Nel 1999 il sindaco Pierluigi Piccini aveva dato in comodato gratuito l’immobile di Montalbuccio per uso sociale. Consentendo così - a parte il beneficio evidente per la comunità senese - al Comune di Siena di risparmiare molti soldi, perché se lo stesso avesse dovuto ospitare i disabili e persone disagiate in strutture proprie, avrebbe speso parecchio. Non solo, nel corso degli anni, la Comunità Giovanni XXIII ha effettuato a proprie spese notevoli migliorìe all’immobile, contribuendo così a valorizzare il patrimonio comunale. Ora, nel 2015, il sindaco Bruno Valentini si appresta a passare alla storia come colui che ha chiesto al consiglio comunale di approvare la vendita di questo immobile. Ci pensino, i consiglieri di maggioranza che con il loro voto aderiranno alla richiesta fatta da Valentini e dalla sua giunta, dalla quale, al di là delle chiacchiere di corridoio, non risulta alcuna pubblica e chiara presa di distanza da questo provvedimento.

Come andrà a finire? Si può solo azzardare una previsione. L’immobile di Montalbuccio sarà preso in affitto dalla comunità che lo gestisce, con un costo per la stessa decisamente elevato, e relativo beneficio per le casse comunali. Che peraltro avrebbero potuto essere rimpinguate scegliendo in maniera più razionale e più umana, nell’ambito dell’immenso patrimonio immobiliare comunale, gli immobili da valorizzare, vendendoli o mettendoli a frutto. Si mormora di un incontro già previsto fra il sindaco Valentini e la comunità che gestisce l’immobile di Montalbuccio, probabilmente per concordare il canone e gli altri aspetti di una locazione. Ma in ogni caso l’incontro si svolgerà dopo che il consiglio comunale, nella seduta del 16 aprile, avrà approvato la possibile vendita dell’immobile, mettendo così il Comune in posizione contrattuale di ulteriore maggior forza, per non dire altro. Bravo sindaco, complimenti per il suo modo di amministrare.

Finirà davvero così? Chi vivrà vedrà. Intanto aspettiamo di vedere, con legittima curiosità, come voterà la maggioranza nella seduta del consiglio comunale ormai alle porte.

Marco Falorni