Ceccuzzi e le chiare, fresche e dolci acque Stampa
Domenica 23 Giugno 2013 15:48

Tempi duri per tutti, tempi di crisi. La quale colpisce anche i partiti, come il PD, che hanno il problema di pagare gli stipendi ai loro funzionari di partito.  Il Governo bipartizan  procede verso una robusta stretta ai finanziamenti pubblici ai partiti. E questo può essere un problema, per esempio, per ex sindaci o ex onorevoli, o ex tutti e due.

In questo quadro, colpisce l’articolo a firma di Alberto Celata pubblicato su La Nazione Siena domenica 23 giugno 2013 a pagina 7, intitolato “Fiora: dopo Periccioli spunta Ceccuzzi. Ceroni confermato presidente Acquaser”. All’interno dell’articolo, si legge che Acquaser è una partecipata di Acquedotto del Fiora, e che la presidenza è “una poltrona importante, anche da un punto di vista economico, dal momento che, grazie a un recentissimo aumento, (il presidente, ndr) riceverà un rimborso annuo lordo pari a 57.600 euro”. Niente male. Ma nel citato articolo si legge ancora che “liquidato, con soddisfazione dell’interessato, Ceroni, adesso sono apertissimi i giochi per la sua sostituzione (alla presidenza di Acquedotto del Fiora, ndr), giochi che rischiano di ridursi ad uno scontro di campanile tra la città del Palio e Grosseto”. Infatti “Fino a qualche giorno fa per la poltrona di Fiora era dato in pole position Moreno Periccioli. Ma poi si è votato a Siena, è stato eletto sindaco il renziano Valentini, ma che nel gruppo consiliare del suo partito ha ben otto fedelissimi di Ceccuzzi, in cerca di collocazione, dopo essere stato parlamentare e primo cittadino”. E si legge ancora: “Per buona pace e per poter iniziare così in tranquillità il proprio mandato, Valentini potrebbe davvero chiedere al collega grossetano Bonifazi di avallare la nomina del senese Ceccuzzi al Fiora”.

Così ha scritto La Nazione Siena, ed ora non resta che aspettare smentite, oppure le mosse di Valentini. Certo, la presidenza del Fiora non sarebbe niente male per uno come Ceccuzzi, che vanta un curriculum universitario non particolarmente prestigioso, e che è indagato dalla Procura di Salerno per il crac del Pastificio Amato, ragione per la quale ritirò la sua candidatura a sindaco di Siena, nonostante avesse già vinto le primarie sull’abbordabile avversario di SEL, dottor Pasquale D’Onofrio.

 

 

Noi siamo convintamente garantisti, per tutti e fino all’ultimo grado di giudizio, quindi lo siamo anche per Ceccuzzi, a maggior ragione perché coinvolto in un procedimento giudiziario che è solo all’inizio. Ma questo non ci impedisce di leggere i giornali, senesi e non senesi, tanto più che oggi la tecnologia on line aiuta. Riportiamo quindi qualche notizia che abbiamo trovato sia su carta stampata che in rete.

“Ceccuzzi e Mussari indagati per il crac al Pastificio Amato. Nuovo filone di inchiesta della Procura di Salerno che sta mandando gli atti ai pm di Siena” (Simone Innocenti, Corriere Fiorentino del 22 febbraio 2013).

“MPS: Mussari e Ceccuzzi indagati per il crac del pastificio Amato. L’ex sindaco: ‘Estraneo alla vicenda’. Al centro delle indagini un finanziamento di circa 20 milioni di euro messo a disposizione di una società immobiliare del gruppo Amato da parte di alcune banche fra cui il Monte dei Paschi di Siena”. E all’interno dell’articolo si legge: “(…) L’ex presidente di MPS, Giuseppe Mussari, e l’ex sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Salerno per concorso in bancarotta nell’ambito dell’inchiesta stralcio sul fallimento del Pastificio Amato della città campana” (La Nazione Siena del 22 febbraio 2013).

“Il figlio del sindaco preso con le mani in pasta. Nomi eccellenti nell’inchiesta sul crac del pastificio di Salerno ‘Antonio Amato’ ”. Nell’articolo si parla del figlio di Enzo De Luca, sindaco PD di Salerno, nel 2011 eletto per  la quarta volta primo cittadino della città campana. E nello stesso articolo si legge: “Una conviviale a base di capretto e patate”, alla quale partecipò anche “l’ex deputato PD, Franco Ceccuzzi (grande sostenitore dell’acquisizione Antonveneta oggetto di un’inchiesta che vede Mussari indagato)”. (Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo, Il Giornale del 17 ottobre 2012 a pagina 13).

“Del Mese: Non ho preso tangenti, dagli Amato solo un prestito personale”. All’interno dell’articolo si legge: “Nell’impianto accusatorio Del Mese è il politico che, forte del suo rapporto con le banche (soprattutto con l’MPS di Mussari e Ceccuzzi, con i quali è coinvolto in un secondo filone di inchiesta) avrebbe permesso alla fallita Amato Spa di ottenere un finanziamento di circa 16 milioni di euro nonostante la società vivesse già in uno stato di crisi” (Angela Cappetta, Corriere del Mezzogiorno del 14 giugno 2013).

 

 

Nonostante tutto questo, stando sempre a La Nazione Siena, Ceccuzzi sarebbe in corsa per la presidenza delle chiare fresche e dolci acque di Acquedotto del Fiora.

La circostanza casca a fagiolo con l’insediamento del nuovo consiglio comunale di Siena, in programma per giovedì 27 giugno 2013, quando, all’ordine del giorno, ci  sarà anche la delibera sulla “Definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni”.

Lo schema di delibera prevede alcuni passaggi molto importanti. Per esempio quando si afferma che le nomine e designazioni del Comune dovranno avvenire secondo criteri di “COMPETENZA, ONESTA’ e MERITO”. Tre requisiti che evidentemente dovranno essere vagliati molto bene dal Comune di Siena, per un eventuale sostegno a candidature alla presidenza di Acquedotto del Fiora. O anche per un semplice avallo politico alla stessa nomina se scaturita dall’interno degli organismi societari. E ciò, pena la credibilità stessa della neonata giunta Valentini, messa così severamente alla prova di etica politica proprio all’inizio del mandato.

 

 

Ad essere pignoli, nella citata delibera comunale sugli indirizzi di nomina, fra i tanti concetti condivisibili che vi sono contenuti, forse ne manca uno: non è prevista alcuna esplicita menzione (ci si limita a citare il quadro legislativo, ndr) circa il divieto di presentare candidature per i nominativi che abbiano in corso un procedimento giudiziario penale, sia pure in fase iniziale. Una carenza di chiarezza alla quale, forse, lo stesso consiglio comunale potrebbe porre rimedio durante il dibattito in aula. Vedremo. Il metro di giudizio sul sindaco Valentini potrebbe delinearsi subito con evidenza, fin dalla prima seduta consiliare.

Cassandra