Approvato un bilancio impresentabile, mentre una piccola minoranza tiene in ostaggio, tramite il sindaco, una intera comunità Stampa
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Domenica 13 Luglio 2014 14:33

Il consiglio comunale, nella seduta del 10 luglio 2014, ha approvato a maggioranza il bilancio preventivo 2014 del Comune di Siena. Un bilancio che, per diversi e ben precisi motivi, il capogruppo di IPS ha definito “impresentabile”. Il tutto si è consumato sullo sfondo di una autentica faida interna alla maggioranza, con il PD ceccuzziano impegnatissimo a duellare, con la spada e non con il fioretto, contro il sindaco Valentini ed alcuni suoi “alleati” in giunta (il vicesindaco Mancuso, gli assessori Vedovelli e Mazzini, e nel mirino c’è forse anche il segretario generale Del Regno). La forza del sindaco sta tutta nella sua remissività: come una spiga di grano, si piega, ma non si spezza. Accetta di tutto, pur di restare in piedi. Ma così facendo, come lo ha accusato il consigliere Falorni durante il suo intervento, egli espone una intera comunità alle pretese, anche duramente esplicitate senza tanti fronzoli, di una piccola minoranza che ha un peso nel gruppo consiliare PD e che minaccia di mandare tutti a casa. Sarebbe ora che Valentini si mettesse a fare davvero il sindaco, andando a “vedere” fino in fondo le carte dei ceccuzziani. Ma state tranquilli che non lo farà.

E così, in un tragico gioco delle parti, tutto giocato sulle spalle della comunità senese, che come al solito tutto subisce senza reagire, anzi, non accorgendosi di nulla, o facendo finta di non accorgersene, si è arrivati a votare il bilancio, rimandando alle prossime settimane una resa dei conti che comunque ci sarà, e che comunque non sarà mai definitiva, fino alla fine del mandato, se il sindaco non comincerà a fare il sindaco.

In sede di votazione i numeri sono stati questi: 22 voti a favore, e 7 voti contrari. La sostanza non cambia certo, ma è destituito di ogni fondamento l’esito del voto riportato da un quotidiano fiorentino, che aveva scritto di 29 voti a favore e 9 contrari, anche perché 29 più 9 fa 38, mentre i consiglieri sono 32 più il sindaco.

Da rilevare che fra i consiglieri che hanno approvato il bilancio preventivo (che come noto è l’atto amministrativo più importante fra quelli di competenza del consiglio comunale) c’è stato anche Mauro Marzucchi, finora teoricamente risultante in quota alle minoranze, come naturale esito del fatto che alle elezioni si era presentato da candidato sindaco, non eletto e non apparentato al secondo turno. Questo voto sancisce ufficialmente l’ingresso di Marzucchi nelle litigiose file della maggioranza, dove due schieramenti si contrappongono, e dove anche un consigliere in più o in meno potrebbe fare la differenza. E questo salto del fosso, evidentemente, dovrà preludere ad un riassetto dei posti nelle commissioni consiliari che finora Siena Futura ha occupato nelle quote spettanti per regolamento alle minoranze. Ma di questo ci sarà modo di riparlarne.

Per il momento, qui di seguito riportiamo integralmente l’intervento sul bilancio pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

 

“Per quanto riguarda il bilancio preventivo 2014, in questi giorni la capogruppo del PD ci ha spiegato che lo stesso a fine giugno era insostenibile, e che ad inizio luglio è diventato sostenibile. Intanto mi domando: se è vero che il bilancio era insostenibile, per colpa di chi? Dell’opposizione? Spero di no.

Ma vorrei capire perché ora il bilancio sarebbe diventato sostenibile, dal momento che è chiaro, empiricamente rilevabile, ed ufficialmente confermato dal segretario generale, che questo bilancio è lo stesso che era in discussione il 26 giugno scorso. Di più: è lo stesso che è stato licenziato dalla giunta con delibera di fine aprile 2014 e che da due mesi abbiamo sul tavolo dello studio di casa.

Quanto alla previsione di trasferimenti statali a fine giugno, era azzeccata - e ne diamo atto al nostro ufficio finanziario - e quindi il saldo è rimasto invariato. Addirittura il piano integrativo di alienazioni immobiliari, di cui avremo da deliberare più tardi con apposita delibera, lo stesso era già stato approvato dalla giunta al momento della richiesta di rinvio del bilancio avanzata dal PD. Si tratta comunque di un piano marginale, e che poteva essere presentato al consiglio in un momento successivo, perché gli assestamenti di bilancio sono appositamente previsti dalla legge.

Quindi tutto il can can per il rinvio del bilancio fatto dal PD è da ricondurre solamente ad una battaglia politica interna alla maggioranza, perché motivi matematici, giuridici e contabili non ce ne sono, e le prove le abbiamo in questi fogli, che sono gli stessi che abbiamo da due mesi.

La verità è un’altra, e stavolta mi rivolgo al signor sindaco. Questo bilancio è impresentabile. Era impresentabile a giugno, e lo è anche a luglio, perché è erede di bilanci impresentabili. La colpa dell’attuale amministrazione è di non aver fatto niente per rendere il bilancio ereditato un pochino più presentabile. Questa giunta e questo sindaco si sono limitati a scaricare sui cittadini i disastri precedenti, che senza colpe hanno ereditato.

E ciò avviene attraverso una pressione fiscale, che era già altissima, e che è stata ulteriormente aggravata ed è insostenibile, come dimostra il grafico a pagina 44 della relazione tecnica, che evidenzia il raddoppio della tassazione pro-capite, già altissima, presente nel 2011. Quindi in tre anni le tasse comunali sono raddoppiate. E poi, nonostante questo, si riesce in qualche modo a far quadrare il bilancio solo con la vendita di patrimonio, che non è una festa, perché si tratta di patrimonio dei cittadini. Capisco l’esigenza di abbassare il debito. Ma tutto questo avviene mentre non si ricercano le responsabilità di chi il disastro lo ha provocato.

Bruno Valentini in campagna elettorale diceva - ed io ero presente - ‘non avrò pace finché non avrò individuato e perseguito i responsabili dei disastri’. Ora il sindaco si è dato pace? Domando: quali atti ha fatto per chiedere conto ai responsabili della situazione grave del Comune di Siena che lui ha ereditato? Mi pare che non abbia fatto niente. Mi pare anche che siano i fantasmi del passato, e del presente, che non le danno pace, sindaco, che la condizionano pesantemente. Ma si può condizionare solo chi si fa condizionare.

Lei, sindaco, con il suo atteggiamento remissivo, fa tenere in scacco una intera comunità da parte di una piccola minoranza, ma organizzata e combattiva, pervicacemente protesa ad accaparrarsi le briciole di residuo potere presenti in città.

 

 

A suo tempo, a noi che votammo contro il bilancio presentato dal sindaco Ceccuzzi, ci hanno accusato di essere affamati di poltrone. Sindaco Ceccuzzi che fra l’altro non abbiamo mandato a casa noi, perché lui si è dimesso. Il commissario a Siena non lo ha portato nessuno, se non lui, che si è dimesso. Comunque noi eravamo così affamati di poltrone, che abbiamo messo a rischio, ed effettivamente poi abbiamo perso, le nostre piccole poltroncine, o strapuntini che fossero. Il tutto per consentire a Siena di “rigiocare” legittimamente la sua partita. Vi domando: oggi chi sono quelli che chiedono poltrone? Fra l’altro lo dicono, e lo scrivono. Vediamo cosa dichiara, proprio oggi, su un quotidiano locale, la capogruppo del PD. Dichiara che chiede posti in giunta, chiaramente, e dice che ci sono membri di giunta che minano la stabilità. E dice ancora: ‘non voglio gente equivoca lì dentro’. Una volta c’era l’erba voglio. Ora c’è anche l’erba non voglio. Sindaco, ma chi è il sindaco?

In questo quadro, il giovane segretario provinciale del PD ha avuto la faccia tosta di chiedere che vengano fatte delle scuse al PD! Ma scuse da parte di chi? Sindaco, questa comunità è stata devastata, e proprio in questi giorni - senza parlare dei disastri epocali del passato recente - si parla di altre migliaia di esuberi al Monte dei Paschi, la Mens Sana è stata suicidata, la Robur è a forte rischio, e il PD vuole le scuse?

Il PD, attraverso gli uomini e le donne che ha nominato e che ha eletto, e dai quali si è fatto finanziare, come da statuto del partito, è il massimo responsabile del disastro di Siena. Sindaco, lei lo sa. Lei è il massimo rappresentante della nostra comunità. E’ lei che deve rispondere come merita al segretario del PD. Perché tace? E’ d’accordo che il PD ha diritto a delle scuse?

In campagna elettorale lei disse: ‘Io ho sconfitto il PD’, e lo ha detto in televisione. E’ giusto che oggi il PD, un certo PD immagino, voglia le scuse? Da chi? E’ lei, sindaco che deve rispondere. Non io, né nessun altro. Lei deve rispondere a Guicciardini.

Infine, in questo contesto, Lei sindaco non ha trovato di meglio che fare i complimenti a Profumo per un aumento di capitale della Banca che ha certificato la fine della plurisecolare senesità del Monte. Non sono un esperto di finanza, ma come ragioniere con 60 sessantesimi, a suo tempo diplomato al Bandini, mi permetto di notare che, subito dopo un aumento di capitale pagato dalla città a carissimo prezzo, un aumento che non ha neppure consentito la completa restituzione dei Monti Bond ma solo il 75 per cento di essi, non solo il titolo MPS continua a soffrire in borsa, ma la Banca ha immediatamente lanciato un prestito obbligazionario da un miliardo di euro, che rivela una persistente necessità di liquidità da parte dell’Istituto.

Io voglio bene al Monte. Ero e resto cliente del Monte. Ho dedicato la mia tesi di laurea ad un primo cittadino che fu difensore del Monte, e che per questo si dimise, in tempi in cui dare provocatoriamente le dimissioni poteva essere pericoloso. E infatti, quel valoroso amministratore subì l’emarginazione, anche fisica, nei suoi ultimi anni.

Ci sono molti modi di difendere il Monte, e non è detto che gli incondizionati complimenti siano il modo migliore”.