C'era una volta il viale Mazzini, bello, verde e ombreggiato... PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Venerdì 05 Marzo 2010 14:32

Riceviamo e pubblichiamo.

Implacabili, ogni giorno le motoseghe tagliano i bei pini del viale Mazzini: pini robusti e sani, come risulta evidente a chiunque, da un esame anche sommario delle basi rimaste al suolo. Vorremmo che quegli stessi agronomi incaricati delle perizie, per rispetto della verità e per rispetto dei cittadini, venissero a verificare lo stato di perfetta salute di queste basi; e vorremmo che tali perizie fossero rese pubbliche.

Quei pini erano l’unica bellezza di questo viale, così importante perché porta alla Stazione Ferroviaria, e che adesso mostra, ogni giorno di più, una triste sfilata di brutti palazzi dalle facciate pallide e slavate; quei pini erano il biglietto da visita della città per i viaggiatori e per i turisti. Ora, il viale è divenuto una squallida strada di periferia; e pensare che l’Amministrazione Comunale ha definito l’intervento del taglio dei pini e della loro sostituzione “riqualificazione dell’assetto urbano”, e ha scritto nella lettera inviata a tutti i residenti “…il viale avrà di nuovo l’aspetto di un viale alberato importante”! Invitiamo amministratori e cittadini a verificare sul luogo questa cosiddetta riqualificazione, con i perini che, in qualche parte del viale, sono già stati sostituiti ai pini, e che per la metà dell’anno sono nudi.    

Avevamo chiesto con insistenza che solo le piante che risultassero effettivamente a rischio fossero eliminate. Si è voluto invece fare una vera e propria mattanza, senza neppure eseguire quelle prove di stabilità, che avevamo suggerito dopo avere consultato un esperto fitopatologo; quello stesso che, tempo fa, aveva effettuato, a nostre spese, una specifica perizia.

Inoltre, l’Amministrazione Comunale non ha tenuto in nessun conto, e ci teniamo a sottolinearlo, la richiesta di scegliere per la sostituzione, al posto dei perini, piante sempreverdi, che con le loro chiome, potessero fare da filtro all’inquinamento da traffico: il viale infatti, in certe ore, è una lunga, vera e propria camera a gas.

Siamo convinti - e lo conferma la ricerca scientifica - che la salute dei cittadini debba essere tutelata in maniera globale e che l’aria pulita sia il primo presupposto di questa salute. E, per quanto riguarda la funzione del verde urbano per il miglioramento della qualità della vita, consigliamo di consultare il “Dossier sugli alberi” pubblicato sul sito della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) www.lipu.it.dossierLIPUalberi, dove viene illustrato il valore, anche economico, degli alberi nelle città, e come questi abbiano il potere, producendo ossigeno, di rimuovere le sostanze inquinanti, comprese le pericolose polveri sottili PM10, di migliorare il microclima e di schermare il rumore.  

Nulla potrà ripagare il dolore di tanti residenti e di tanti cittadini, dei quali in questi giorni abbiamo raccolto lo sconforto. Nulla potrà ripagare la bellezza di un viale cancellata per sempre, e nulla potrà ripagare la perdita di immagine e di valore degli appartamenti, immersi ora nell’asfalto e nello smog. Strade simili le abbiamo viste purtroppo nelle brutte periferie venute su in fretta, ma una città come Siena, con una grande tradizione di storia e di civiltà, che si propone candidata a capitale europea della Cultura, meritava una maggiore attenzione per un viale, che dal centro è passaggio obbligato per la stazione ferroviaria e per la stazione degli autobus, e rappresenta un raccordo vitale con l’ospedale delle Scotte e con la zona nord della città, comprese la via Fiume e la superstrada per Firenze.

 

Siena 1 marzo 2010                                                           

                                                                                           Maria Grazia Lorenzoni

                                                                          Socia di Italia Nostra sezione di Siena

 

Nelle foto: i pini di viale Mazzini, com’erano, e durante il taglio, e un esemplare dei nuovi minuscoli “perini” (che non sono sempreverdi) piantati dal Comune.

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                               

 
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