Palestra Piccolomini: tornano “di moda” le proposte delle LCS PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2010 10:39

 

Per il ripensamento, opportuno, dopo otto anni di tetragona “cantonata” sulla ubicazione della palestra per il Piccolomini, il Comune non può pensare di cavarsela troppo a buon mercato. Non può bastare un contorto comunicatino stampa a giustificare la benvenuta, ma pur sempre clamorosa, marcia indietro. Intanto, bisognerà pur revocare, in Consiglio Comunale, la delibera di variante al PRG approvata a maggioranza il 26 giugno 2007. In quella accesa discussione, i consiglieri delle Liste Civiche Senesi non si limitarono ad elencare i numerosi problemi che sconsigliavano l’ubicazione della palestra dietro la scuola San Bernardino, ma avanzarono anche delle proposte, tutte comunque ricomprese nel principio che la palestra stessa doveva essere realizzata nel vasto complesso immobiliare di Sant’Agostino o in area immediatamente contigua ad esso.

E qui si innesta l’interessante dibattito che si sta sviluppando in questi giorni. Prima Agostino Milani ha argomentato i motivi per cui non sarebbe auspicabile l’interramento della palestra negli orti Tolomei. Poi Augusto Mazzini ha rilanciato un’antica e suggestiva ipotesi, quella di realizzare la palestra negli spazi interni al Piccolomini, rivitalizzando luoghi attualmente sottoutilizzati.

In fondo, questa è proprio l’ipotesi di partenza del dibattito sviluppatosi nel 2002, quando si pensava addirittura, come soluzione provvisoria, di realizzare la palestra all’interno di un “pallone” nel cortile del Piccolomini. Si disse che la Soprintendenza era assolutamente contraria. Da qui la ricerca di una soluzione alternativa, e l’individuazione dell’area della San Bernardino, scegliendo un rimedio peggiore del male.

A questo proposito, tornando al dibattito consiliare del 26 giugno 2007, il consigliere Marco Falorni dichiarò in aula che “difficilmente riuscirete a realizzare quella palestra, intanto perché manca lo spazio, e non solo per una palestra a norma, ma anche per gli spogliatoi, i bagni maschili e femminili, il pronto soccorso previsti dalla legge, a meno che non vogliate farne a meno, e in quel caso evito commenti”. Come volevasi dimostrare!

Nello stesso dibattito, proprio a proposito della possibilità di realizzare la palestra negli spazi interni al Piccolomini, il consigliere Pierluigi Piccini dichiarò testualmente: “Ma è possibile che non si possa tentare di lasciare una traccia progettuale coraggiosa in un edificio come il Tolomei? Eppure questa Soprintendenza autorizza la chiusura della corte del Continental, autorizza la chiusura della corte del museo Diocesano di Montalcino, permette le escavazioni nelle corti per farci delle aule magne, ed è possibile che non ci si trovi intorno ad un tavolo con gli architetti e con la Soprintendenza stessa per lasciare un gesto progettuale significativo sul territorio?”.

Sembra l’anticipazione dell’intervento di Augusto Mazzini. E a chi ribatteva che la Soprintendenza bocciava l’idea, le Liste Civiche ricordarono che un progetto non era mai stato presentato. Addirittura Falorni, in dichiarazione di voto, fece rilevare che l’eventuale copertura della corte del Piccolomini, con una soluzione architettonica dignitosa tale da prevedere un utilizzo multifunzionale, avrebbe costituito una risorsa preziosa anche per il territorio circostante, e per la stessa contrada della Tartuca.

 

 
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