Paolo Mascagni, “inventore” dei vasi linfatici PDF Stampa E-mail

Forse non tutti sanno perché la via che da Pian de’ Mantellini conduce a porta Laterina è intitolata a Paolo Mascagni. Rimediamo subito. Cominciamo subito col dire che non c’entra niente con il grande musicista livornese Pietro Mascagni, che peraltro fu a sua volta un amico di Siena. L’autore de La cavalleria rusticana, infatti, cattolico e devoto della Madonna di Montenero, fu un estimatore del Palio e completò la celeberrima Marcia del Palio scritta da Pietro Formichi, con gli squilli di risposta delle chiarine del Carroccio a quelle sul palco delle comparse. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo al nostro Paolo Mascagni, che fu invece un illustre anatomista, nato a Pomarance, in provincia di Pisa, il 25 gennaio 1755 e morto a Castelletto, presso Chiusdino, il 19 ottobre 1815. Costui, non solo studiò, insegnò e soggiornò a lungo a Siena, dove fra l’altro nel 1798 veniva eletto Presidente della inclita Accademia scientifica dei Fisiocritici, fondata nel 1691 dal senese Pirro Maria Gabrielli, ma soggiornò per lunghi anni di studio e riposo anche nelle campagne di Chiusdino, dove morì e fu sepolto.

Paolo Mascagni, insieme col Morgagni, lo Spallanzani e pochi altri, è da considerare tra i più grandi studiosi di anatomia e chimica organica del XVIII secolo, a livello internazionale. Dopo aver studiato all’Università di Siena, a soli 22 anni fu chiamato ad insegnare nello stesso Ateneo, acquistando notevole fama e meritando importanti riconoscimenti internazionali. Fu soprattutto un grande professore di anatomia umana, ma si interessò anche di fisiologia, chimica, agronomia. Molte città si contesero l’onore di averlo come docente nelle rispettive Università. Mascagni insegnò soprattutto a Pisa e a Firenze, ma pure a Napoli e Roma. Fu autore di importanti ricerche ed ebbe modo di conoscere i più illustri scienziati del suo tempo. Negli ultimi anni si dedicò soprattutto allo studio delle piante e della terra.

Di particolarissima importanza furono le sue ricerche sui vasi linfatici, intorno ai quali pubblicò, nel 1787, il suo trattato più conosciuto, il “Vasorun lymphaticorum corporis humani historia et iconographia”. Altro notevole trattato di anatomia fu il “Prodromi della grande anatomia”, edito postumo a Milano nel 1821. Altri suoi libri, riccamente illustrati, servirono da modello a scultori e pittori per dare forma alle loro composizioni artistiche. Paolo Mascagni è sepolto nel piccolo cimitero rurale di Castelletto, presso Chiusdino, minuscola frazione che la gente del luogo usa chiamare anche Castelletto Mascagni. A titolo di curiosità, va ricordato che, sulla lapide tombale, campeggia una ingenua iscrizione, forse dettata dai familiari del Mascagni, in cui egli viene definito come “inventore” (!) dei vasi linfatici.

Molte altre cose si potrebbero scrivere su Paolo Mascagni, sulle sue passioni politiche, sugli aneddoti della sua vita. E magari le scriveremo, come scriveremo tanti altri fatti, fatterelli e fattacci della storia di questa amatissima città chiamata Siena. Prossimamente.

 

Senio Ghibellini

 

 
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