Quell’osso di balena in Fontegiusta “parla” di Cristoforo Colombo PDF Stampa E-mail

hi entra in Fontegiusta dalla porta principale, una volta all’interno, si volti a osservare, nella controfacciata, un grande osso di balena, esattamente la scapola di un cetaceo. Forse non tutti sanno che la leggenda popolare vuole che sia stato Cristoforo Colombo a donare a questa chiesa l’osso, insieme ad alcune armi oggi conservate nel museo curato dalla compagnia laicale, in rendimento di grazie per il felice esito della spedizione volta a “buscar el levante por el poniente”.

Ma perché Colombo si era ricordato di questa bella chiesa senese? Semplicemente perché sembra che il giovane Cristoforo sia stato studente proprio presso l’Università senese, e che addirittura qui abbia avuto un giovanile amore per una ragazza di Camollia.

Certo, come già detto, si tratta solo di una leggenda, ma è una leggenda attestata, nel corso dei secoli, da diversi antichi scrittori. E non è neanche inverosimile. Infatti, al tempo di Colombo, non c’era l’Università a Genova, come del resto non c’era a Firenze, c’era però a Pisa, così come c’era fin dal secolo XIV uno Studium Generale a Siena. E’ probabile che il giovane Colombo, essendo di Genova, ed essendo la sua città in conflitto più o meno perenne con Pisa, abbia scelto di studiare a Siena, dove avrebbe appreso nozioni di astronomia, matematica e geografia. Cristoforo Colombo conosceva infatti anche il libro di geografia detto Cosmographia, scritto dal Papa umanista senese Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, libro il cui titolo esatto era in realtà Historia rerum ubique  gestarum locorumque descriptio.

Non solo, risulta che lo scopritore delle “Indie”, Cristobal Colon, sia stato anche devoto della nostra Santa Caterina da Siena (canonizzata proprio da Pio II nel 1461), come attestano alcune annotazioni di pugno colombiano rilevate nel libro delle Profezie.

Caterina, dunque, la ragazza di Fontebranda, sarebbe da considerare non solo la Patrona d’Italia e d’Europa, ma in qualche modo anche l’antesignana del cristianesimo d’America.

Visto dove ci portano le osservazioni intorno alla chiesa di Santa Maria in Portico di Fontegiusta? Dalla piccola storia alla grande storia, l’ennesima conferma che davvero nella storia “tout se tient”. Non è finita. Prossimamente faremo il percorso a rovescio, dalla grande alla piccola storia, e parleremo ancora della chiesa di Fontegiusta, e di tante altre cose della nostra piccola grande Siena.

 

Senio Ghibellini

 

 
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