Dove abitò il Peruzzi, dove nacque il Papa di Legnano, dove è sepolto il Pinturicchio… PDF Stampa E-mail

A Siena, ogni pietra, ogni angolo, ogni lastra ha una storia da raccontare. In una singola strada ci sono bizzeffe di aneddoti, storici, leggendari o tutte e due le cose insieme. Prendiamo, per esempio, via Camollia. Già il nome stesso di questa strada, piuttosto misterioso, ha varie spiegazioni. Forse la più suggestiva lo fa risalire a “ca-molleria”, di derivazione latina, che stava per casa delle mogli, o delle donne, espressione a cui possono essere conferiti diversi significati.

In Camollia spicca la bella chiesa di San Pietro alla Magione, antica sede, insieme alle attigue costruzioni, dei Templari e poi dei Cavalieri di Malta. E infatti la via di fianco si chiama oggi via Malta. Magione viene dal francese maison, cioè casa, appunto casa dei cavalieri, che ne avevano fatto un ospizio per i pellegrini in transito lungo la via Francigena.

Proprio davanti alla chiesa della Magione, un piccolo bassorilievo sulla facciata di una casa ricorda che lì abitò il grande architetto e pittore Baldassarre Peruzzi, uno dei più insigni artisti del secolo XVI, non solo di Siena, ma dell’Italia intera, come testimonia la sua prestigiosa sepoltura nel Pantheon, a Roma.

Proseguendo verso il centro cittadino, si incontra, sulla sinistra la piazza oggi detta dei Paparoni, appunto perché fa angolo con l’antico palazzo dei Bandinelli, dove si presume che sia nato, nel 1110 circa, quel Rolando Bandinelli poi destinato a diventare il grande Papa Alessandro III (morto a Civita Castellana nel 1181). Il Papa senese Alessandro III fu il capo riconosciuto della Lega Lombarda, in suo onore la città fortificata di Civitas Nova mutò nome in Alessandria, ed in suo nome i comuni dell’Italia settentrionale inflissero una clamorosa sconfitta a Legnano (21 maggio 1176) all’Imperatore Federico Barbarossa. Dopo quel pontificato, la famiglia di origine si chiamò dei Bandinelli Paparoni. I resti del palazzo originario, con alcuni fra i più antichi esempi di arco ogivale, si possono ammirare con chiarezza dalla antistante via di Fontegiusta.

 

 

 

Proseguendo a percorrere Camollia, ci si imbatte, sulla destra, nell’oratorio della Contrada Sovrana dell’Istrice, dedicato ai Santi Vincenzo e Anastasio. Nell’ossario di questa chiesa fu sepolto il celebre pittore perugino Bernardino di Betto detto il Pinturicchio (1454-1513), che lavorò molto anche a Siena, e che eseguì fra l’altro, forse almeno in parte su cartoni di Raffaello Sanzio, gli splendidi affreschi con “Storie di Pio II” nella Libreria Piccolomini del Duomo.

 

Senio Ghibellini

 
© 2008 impegnopersiena