Frana dei Pispini: il Comune ha saputo dal Tribunale le cause del crollo PDF Stampa E-mail
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Sabato 06 Novembre 2010 16:18

Ricordate l’interrogazione sulla frana dei Pispini, presentata dai consiglieri delle Liste Civiche Senesi? La stessa è stata illustrata, dal consigliere Marco Falorni, a nome dei richiedenti, nella seduta del consiglio comunale di martedì 2 novembre 2010. All’interrogazione ha risposto l’assessore all’urbanistica, Fabio Minuti. E’ interessante conoscere com’è andata in aula. E intanto, per comodità dei lettori di questo www, riportiamo il testo della breve ed essenziale interrogazione presentata dalle LCS.

 

In merito alla cosiddetta “frana dei Pispini” avvenuta il 1 novembre 2006, e indipendentemente dagli esiti del procedimento giudiziario in corso, che riguardano l’eventuale accertamento di responsabilità,

si chiede al sindaco

se a distanza di quattro anni dall’evento è in grado o meno di riferire con precisione le cause che hanno determinato il crollo, anche al fine di evitare il ripetersi di eventuali analoghe situazioni nell’ambito del territorio comunale.

 

 

Il consigliere Falorni, nella sua illustrazione, rivolgendosi al sindaco, ha detto: “Ci tengo a specificarlo bene: lasciamo completamente al di fuori da questa discussione l’esito del procedimento giudiziario che, mi sembra di aver letto, è arrivato alla conclusione del primo grado. Non so se ci saranno altri gradi di giudizio, ma quello riguarda l’accertamento delle responsabilità, che ci può interessare o meno come cittadini, ma che non ci riguarda, per competenza, come consiglio comunale. Ci riguardano invece - ed anzi, abbiamo il dovere di accertarle - le cause che hanno determinato il crollo”.

“Proprio per questo - ha proseguito il consigliere delle LCS - quattro anni fa, come Liste Civiche Senesi, abbiamo richiesto la costituzione di una apposita commissione di inchiesta per accertare le cause del crollo ma, a colpi di maggioranza, questa richiesta venne respinta. È un po’ difficile da comprendere, il comportamento della maggioranza stessa. Lo si potrebbe in qualche modo, non dico giustificare, ma almeno comprendere, se a quella data il sindaco avesse avuto già chiare le cause del crollo. E così dovrebbe essere stato, tanto è vero che contemporaneamente sono stati fatti continuare i lavori. Questo non si spiegherebbe, se non sapendo già i motivi del crollo.

Noi richiedenti l’interrogazione diamo quindi per scontato che quattro anni fa, quando il sindaco ha mandato avanti le costruzioni, già sapeva quali erano le cause del crollo, altrimenti nulla si spiegherebbe di tutta questa vicenda”.

“Quello che non è chiaro - ha proseguito Falorni - è perché il sindaco abbia aspettato quattro anni a dirlo anche ai cittadini senesi. Come diceva Diogene Laerzio: c’è un solo bene, la conoscenza, e c’è un solo male, l’ignoranza. La prego dunque, signor sindaco, di arricchire la nostra conoscenza e, sia pure con quattro anni di ritardo, siano benvenute comunque le informazioni. Ci dica perché fuori porta Pispini, quattro anni e un giorno fa, è crollato ogni ben di Dio”.

 

 

La risposta, come detto, è stata fornita in aula dall’assessore Fabio Minuti, che ha dichiarato: “Per individuare le cause che determinarono il crollo fuori porta Pispini, bisogna rifarsi alla sentenza del Tribunale. Da questa si rileva, in particolare, che lo studio dei consulenti del pubblico ministero, studio non contestato, ha individuato le seguenti cause: errori nella progettazione strutturale, non precisando se i tiranti dovevano essere permanenti o provvisori; scelte tipologiche inopportune; adozione di tiranti dalla paratìa diversi da quelli previsti; parametri di progetto assunti per il terreno errati (…) In proposito, il valore del coefficiente di coesione del terreno di riporto è stato indicato dieci volte superiore a quello reale, in sostanza 0,20 chilogrammi/centimetro quadrato, invece di 0,02 chilogrammi/centimetro quadrato”.

“A tutto questo - ha concluso l’assessore all’urbanistica - deve aggiungersi l’aver considerato con superficialità i primi cedimenti dei tiranti, iniziati a partire dal maggio 2006, e non aver riverificato i calcoli e i dati geotecnici delle paratìe. Difficile comunque è evitare gli errori umani, e non solo nel territorio del nostro comune”.

In sede di replica, il consigliere Marco Falorni ha dichiarato: “Purtroppo devo lamentare che si sente pochissimo da questi banchi con il nuovo impianto audio, quindi non vorrei fare delle gaffes. Se ho ben capito, o meglio se ho ben sentito, il Comune di Siena solo da poco tempo ha capito perché è crollato tutto fuori porta Pispini. Però nel 2006 ha fatto proseguire i lavori. Il Tribunale - e non altri, stando a quello che dice l’assessore competente - ci informa che ci sono stati degli errori nella progettazione e quant’altro, ma soprattutto, mi sembra di capire, nella consistenza del terreno su cui si andava a costruire. Assessore, mi corregga se sbaglio, perché non voglio dire cose errate. Se questi calcoli sul terreno erano sbagliati di dieci volte… La consistenza del terreno era un decimo rispetto a quella calcolata”. 

Il consigliere delle LCS ha quindi così concluso: “Lei è tranquillo che però attualmente è tutto in sicurezza. Questa è una responsabilità tutta vostra che naturalmente si spera di non dover mai verificare. Tutto qua. Voi quattro anni fa siete andati avanti con le costruzioni - e questo è un dato di fatto a questo punto non smentibile, vista la risposta - senza sapere le cause che avevano determinato il crollo”.

 
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