La droga leggera è un ricordo, e le conseguenze della cannabis “attuale” sono devastanti PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Ottobre 2019 13:14

Non esiste più la droga cosiddetta “leggera”. Le mutazioni genetiche della cannabis che finisce sul mercato (forse l’unico ogm contro cui non si scagliano gli ecologisti) hanno una quota di principio attivo circa dieci volte superiore rispetto a pochi anni fa. Per fare un esempio, fumare la cannabis di oggi sarebbe come bere una birra non di 4 gradi di contenuto alcolico, ma di 40 gradi. Come si fa a definire leggera questa droga qui? Lo ha spiegato, in maniera chiarissima il dottor Giovanni Serpelloni, nell’incontro organizzato al Santa Maria della Scala dall’Osservatorio di bioetica di Siena. Il dottor Serpelloni ha anche dimostrato, dati alla mano, l’evidenza scientifica dei mutamenti sul cervello (e di conseguenza sul comportamento) di coloro che fanno uso anche di pochissimi “spinelli”. Le leggi possono dunque anche essere cambiate, ma la realtà medica e scientifica, ormai provata, è ben altra cosa.

 

 

Il dottor Alfredo Mantovano, magistrato, ha spiegato benissimo gli aspetti giuridici legati alla droga ed il terribile peggioramento sociale che ha provocato la riforma della legge nel 2014, che ha limitato la punibilità dei reati, con ciò facendo esplodere il fenomeno e le sue conseguenze sociali, in termini di salute, soprattutto dei giovani, e di sicurezza.

Interessanti tutti gli interventi, svoltisi alla presenza di un foltissimo pubblico, circa 300 persone, con larga rappresentanza di avvocati ed insegnanti. Manifestazione riuscitissima, complimenti agli organizzatori dell’Osservatorio di bioetica.

 
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