Marco Falorni: “Meglio in consiglio, che in giunta” PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Mercoledì 25 Luglio 2018 13:57

Sulla cronaca di Siena de “La Nazione” di mercoledì 25 luglio 2018 è stata pubblicata la seguente intervista a Marco Falorni, curata da Orlando Pacchiani.

Falorni, dopo 17 anni sui banchi dell’opposizione, che effetto le fa essere presidente del consiglio comunale eletto dalla maggioranza?

“È un grande onore, ma anche un onere altrettanto grande. Sento la responsabilità di garantire le prerogative di tutti i consiglieri comunali. Così come di favorire i lavori dell’aula in modo tale che anche questo organismo possa corrispondere alla grande attesa di cambiamento che c’è in città”.

Lei ha criticato anche nell’ultimo mandato le regole votate dalla maggioranza. Ora come si comporterà?

“Tutte le regole hanno bisogno di un adeguato periodo di sperimentazione. Ho sempre sostenuto che ogni cambiamento va soppesato, ma nonostante i miei suggerimenti nello scorso mandato hanno voluto produrre una serie di novità che ora devono essere verificate. Tra l’altro nell’ultima parte del mandato andò meglio di quanto avessi previsto”.

Dopo una vita all’opposizione, non considera un’occasione persa non essere in giunta?

“No, non mi sento affatto sminuito. La giunta è importante, ma è un organismo fatto di persone che rispondono solo al sindaco. Il consiglio risponde ai cittadini e ritengo la responsabilità addirittura maggiore. Ho sempre pensato che questo è il mio habitat naturale, i consiglieri sono eletti dal popolo e devono svolgere fino in fondo il loro mandato. Così non è per la giunta, che può anche cambiare con grande rapidità”.

Questo ruolo è un po’ l’emblema del suo impegno ventennale in politica?

“È così, considero il consiglio la cassa di risonanza delle speranze dei cittadini. Da qui passano tutte le più importanti decisioni. E sono sicuro che tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, ne avvertano la responsabilità”.

Qual è la sua valutazione politica sul voto e sull’avvio del mandato?

«Ho vissuto due momenti storici in consiglio comunale: la caduta del sindaco Ceccuzzi, che poteva già preludere al cambiamento, e l’insediamento di una maggioranza di colore nuovo. E questa è storia, non una opinione. È normale che un’amministrazione nuova sconti in partenza qualche limite di esperienza, era da mettere in conto e non ne farei un dramma. Così come c’è stata sorpresa per il voto sul mio nome: le ultime quattro volte l’opposizione aveva votato il presidente proposto dalla maggioranza. Ora no, è stata un’elezione vera, e non una formalità. Meglio così, ha dato maggiore validità al voto, si vede che è destino che si debba sempre vincere al fotofinish”.

 
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