Voto di ballottaggio, istruzioni per l’uso. Apporre una croce sul nome di De Mossi. Non c’è alcun voto disgiunto PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Mercoledì 20 Giugno 2018 14:48

In occasione del ballottaggio, il voto va espresso apponendo una croce sul nome del candidato sindaco prescelto.

In considerazione dell’inscindibile legame tra il nominativo del candidato alla carica di sindaco e il conseguente risultato elettorale per la lista o le liste ad esso collegate, si ritiene che la validità del voto debba essere riconosciuta anche quando l’espressione del voto sia stata impropriamente apposta fuori dallo spazio contenente il nominativo del candidato, ad esempio sul contrassegno di una lista collegata, poiché la volontà effettiva dell’elettore appare comunque manifesta: ciò, sempreché il voto sia valido sotto tutti gli altri aspetti. Analogamente, è da ritenersi valida l’espressione di voto per un candidato sindaco anche in presenza di più segni di voto, apposti sia sul nominativo del candidato alla predetta carica, sia su uno o più simboli di liste collegate.

 

 

Qualora, invece, l’elettore abbia tracciato un segno di voto sia sul nominativo di un candidato alla carica di sindaco sia su un simbolo di una lista collegata all’altro candidato alla medesima carica, è da ritenere che la volontà non si sia espressa in maniera univoca e che pertanto la scheda sia nulla.

In particolare, per l’elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, poiché nel turno di ballottaggio la competizione è limitata alla opzione tra i due candidati alla carica di sindaco, non trova alcuna applicazione la modalità del “voto disgiunto”.

 
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