Ambrogio Nuti, fine diplomatico PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Maggio 2018 15:49

Nato a Siena, proveniente da illustre famiglia del monte dei popolari, vissuto nel secolo XVI, Ambrogio Nuti di Quirico, oltre che poeta e scrittore fecondo, nonché dottore in filosofia e medicina, fu soprattutto un politico, e in particolare un abilissimo diplomatico, più volte al servizio della Repubblica di Siena come ambasciatore, in tempi molto difficili e correndo seri rischi. Spesso in viaggio, Ambrogio svolse le sue ambascerie presso l’imperatore Carlo V d’Absburgo (1500-1558), il duca di Firenze Cosimo I de’ Medici (1519-1574), il re di Francia, vari papi e molti altri protagonisti del tempo.

 

 

Dopo essere stato creato cavaliere del Sacro Romano Impero nel 1536 dall’Imperatore Carlo V, nel 1548 e nel 1554 egli fu capitano del popolo. Nel 1552 ebbe un ruolo importante nella rivolta popolare che portò alla cacciata della guarnigione spagnola da Siena. Il Nuti partecipò poi alla difesa della città contro gli eserciti ispano-fiorentini, e nel 1555 fu tra i plenipotenziari che trattarono la pace coi Medici; fu proprio lui a recare ai senesi la notizia della resa della città al marchese di Marignano (Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, 1498-1555). La presa di Siena fu l’ultima vittoria militare del Marignano, che l’8 novembre 1555 morì improvvisamente a Milano, forse avvelenato.

Frattanto, esule a Montalcino, Ambrogio Nuti attese all’organizzazione civile e militare della Repubblica senese priva della propria capitale, ed ivi ritirata, che seppe resistere eroicamente fino al 1559. E’ ignoto l’anno di morte del Nuti.

Senio Ghibellini

 
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