Lorenzo di Mariano Fucci detto il "Marrina", scultore finissimo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Aprile 2018 13:43

Alla bellezza di molte chiese ed edifici senesi ha contribuito molto questo oscuro ed abilissimo artista, scultore e decoratore del marmo di rara eleganza e finezza. Nato a Siena l’11 agosto 1476, figlio di un orafo, Lorenzo di Mariano di Domenico Fucci si ispirò ad Antonio Federighi (1411-1490) e fu probabilmente allievo di Giovanni di Stefano (1443-1504), dai quali apprese la grazia e la gentilezza dell’arte senese, e la varietà nel comporre plasticamente ornati e grottesche. Se fu valido scultore, il Marrina fu certo grandissimo decoratore; soprattutto fu un eccezionale virtuoso del marmo, che trattava quasi con il cesello dell’orefice, tanto che fu detto anche, appunto, “l’orafo del marmo”.

Tra le prime opere attribuite a Lorenzo di Mariano è una statua della “Vergine genuflessa” (1500 circa), nel museo Civico e Diocesano d’arte sacra di Montalcino. Dal 1506 egli fu capomaestro del duomo di Siena, dove lavorò molto. Vi eseguì, fra l’altro, lo stupendo prospetto marmoreo biarcuato della libreria Piccolomini (1504-10 circa) con finissime decorazioni di gusto classico e, insieme con altri, il portale e le decorazioni delle pareti della cappella di San Giovanni Battista. Nel 1507 Lorenzo lavorava nella basilica di San Francesco, dove realizzò l’ornamento marmoreo dell’altare e i graffiti del pavimento della cappella Piccolomini, su disegno di Giacomo Pacchiarotti (1474-1539), ed eseguì poi un altro altare e il lavabo nella sacrestia.

 

 

Dal 1509 al 1517 l’artista lavorò al bellissimo altare maggiore della chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta, in Siena, opera che gli valse molti elogi. Del 1514 è un piccolo ciborio marmoreo nella chiesa di San Lorenzo a Sarteano. Del 1517 è la sua unica opera di sicurissima attribuzione come scultore puro: un busto in terracotta policroma di “Santa Caterina da Siena”, conservato nella chiesa della contrada del Drago; nello stesso oratorio, una statua in terracotta policroma con la “Vergine annunciata”, di attendibile attribuzione. Di grande finezza sono le decorazioni dell’altare Marsili (1522) nella chiesa di San Martino a Siena. Il Marrina lavorò anche nel palazzo Pubblico, dove eseguì (inizio secolo XVI) l’altare della cappella interna. Tra le opere in Siena, da ricordare ancora le statue lignee della “Vergine annunciata” e dell’ “Angelo annunciante” nell’oratorio della Arciconfraternita di Misericordia e l’altare marmoreo della cappella del Sacramento nella chiesa di San Niccolò al Carmine. Lorenzo di Mariano morì a Siena nel 1534.

Altre opere sono state attribuite al Marrina. Fra queste, la scala di accesso al pulpito del duomo di Siena, disegnata da Bartolomeo Neroni detto il “Riccio” (1500-1573); una statua con “Gesù benedicente” ora nella Pinacoteca nazionale di Siena; un fregio in terracotta esterno all’oratorio di Santa Maria degli Angeli annesso al palazzo Diavoli a Siena; due pregevoli caminetti rinascimentali nel palazzo Spannocchi, ora filiale della Banca Monte dei Paschi a Siena; capitelli dell’atrio ed altre parti decorative nel palazzo Piccolomini in Banchi di Sotto a Siena; decorazioni al terzo altare sinistro nella chiesa di San Girolamo a Siena; due sculture con “San Pietro” e “San Paolo” oggi nel museo Diocesano d’arte sacra di Pienza.

Senio Ghibellini

 
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