Vincenzo Tamagni da San Gimignano PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Aprile 2018 12:06

Vincenzo Tamagni nacque a San Gimignano il 10 aprile 1492. Fu allievo del Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi, 1477-1549), con cui nel 1505 già collaborava al ciclo di affreschi con “Storie di San Benedetto” nel chiostro grande dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, e si recò due volte a Roma (1516-21 e 1525-27), dove subì l’influsso di Raffaello Sanzio (1483-1520) e di Baldassarre Peruzzi (1481-1536). Tornato in Toscana, l’artista dimostrò vari ricordi della scuola pittorica fiorentina (Mariotto Albertinelli, 1474-1515, Ridolfo del Ghirlandaio, 1483-1561), ma anche di quella senese (Andrea del Brescianino, 1486-1527). Il Tamagni fu operoso in molti luoghi diversi, soprattutto in Toscana (San Gimignano, vari centri del contado senese, Firenze, Pomarance), ma anche a Roma, a Perugia, in Emilia e nel Savonese (dove si rifugiò probabilmente in seguito al sacco di Roma del 1527). Fu pittore di buona fama, come dimostra la varietà delle commesse ricevute. Fra il 1527 e il 1530 eseguiva diversi lavori a San Gimignano, dove morì precocemente nel 1530 circa.

 

 

Fra le numerose opere attribuite a questo artista, qui se ne citano alcune. Affreschi con “Storie della Vergine” (1510-12) nella chiesa di San Francesco e nell’ex spedale di Santa Maria della Croce a Montalcino; tavola con la “Madonna della Misericordia” oggi nel museo Civico e diocesano d’arte sacra di Montalcino; collaborazione con la bottega raffaellesca agli affreschi (1516) della loggetta del cardinal Bibbiena in Vaticano; ciclo di affreschi con “Storie della Vergine” (1516), eseguito insieme a Giovanni da Spoleto, nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arrone, presso Terni; affresco con la “Assunzione della Vergine” nella badia dei Santi Salvatore e Cirino a Badia a Isola (Monteriggioni); tavola con la “Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Gualberto, San Giovanni Battista, San Benedetto e San Girolamo” (1522) nella chiesa di San Girolamo a San Gimignano; “Nascita della Vergine” (1523) e affresco con la “Adorazione della croce” nella chiesa di Sant’Agostino a San Gimignano; affresco con “Santa Caterina che guarisce Matteo Cenni” nell’oratorio di Santa Caterina in Fontebranda a Siena; affreschi vari (1524) e tavola con “Madonna e Santi” nella pieve di San Giovanni Battista a Pomarance; lo “Sposalizio della Vergine” (1526) oggi nella Galleria nazionale di arte antica di palazzo Barberini a Roma; affreschi a Villa Lante a Roma; la “Madonna delle Rose” (1527) nella basilica di San Biagio a Finalborgo (Savona); affreschi nella sala dell’Asino d’oro nella rocca dei Rossi a San Secondo Parmense; “Madonna del Soccorso” (1527) a Montalcino; “San Giuseppe” (1528), proveniente da Pomarance, oggi a palazzo Barberini a Roma; tavola con l’ “Incontro di San Gioacchino e Sant’Anna alla porta Aurea” (1528) nella pieve di San Salvatore a Istia d’Ombrone; affresco a monocromo con la “Giustizia che calpesta la menzogna” nella parte esterna del palazzo Comunale a San Gimignano; affresco con lo “Sposalizio mistico di Santa Caterina d’Alessandria” (1528) nella biblioteca comunale in palazzo Pratellesi a San Gimignano.

Senio Ghibellini

 
© 2008 impegnopersiena