Riorganizzazione 118: il PD ha fatto approvare una mozione inutile e controproducente PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Aprile 2018 13:39

Nel consiglio comunale di martedì 10 aprile 2018 è stata discussa la mozione presentata dal PD in merito alla cosiddetta riorganizzazione del servizio di emergenza 118. Dopo il dibattito, la mozione è stata approvata a maggioranza, con 13 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni. Qui di seguito, ecco il testo dell’intervento pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

 

“In tema di sanità, mi sembra di aver notato che da un po’ di tempo a questa parte tutto quello che fa la Regione Toscana, con le sue articolazioni in materia, Usl e quant’altro, va regolarmente a detrimento della sanità pubblica e a vantaggio della sanità privata. Credo proprio che ciò non lo facciano apposta, ma questa non è un’attenuante, è semmai un’aggravante. La sanità pubblica, al di là di come funziona, di fatto si paga tre volte. La prima volta con la fiscalità generale, la seconda volta con i ticket sempre crescenti sulle prestazioni, ormai non più competitive, nemmeno come prezzo, con le prestazioni erogate dai privati, la terza volta si paga essendo costretti ad andare dai privati, visti i tempi di attesa che ci sono nel pubblico. Guardate il Corriere di Siena di oggi, dove si parla di anni di attesa, di sei mesi per un’ecografia, che è un esame poco invasivo e che dovrebbe essere fatto da un giorno all’altro. Quindi, se uno vuole tutelare la propria salute, va dal privato. Ecco che la sanità si paga tre volte. Preferirei, a questo punto, che funzionasse come in America ai tempi eroici, quando ognuno se la pagava da sé, la sanità, ma una volta sola e solo al bisogno.

Per quanto riguarda, nello specifico, la cosiddetta riorganizzazione del servizio di emergenza 118, siamo andati a mettere le mani in un servizio che, tutti gli operatori del settore con cui ho parlato me lo confermano, nel territorio senese funzionava bene, come tempi di intervento ed efficienza delle prestazioni. Ed il servizio è stato omologato con quello dei territori circostanti, Arezzo e Grosseto, per cui i senesi ci rimettono.

In particolare, fra le tante criticità, come riduzione delle postazioni medicalizzate, riduzione degli automezzi di soccorso eccetera, la cosa che, a me cittadino, e come tale potenziale utente di questo servizio, colpisce di più è che, non solo si istituzionalizza la non presenza del medico a bordo, cosa imprescindibile in uno stato che si voglia dire sociale… Perché in uno stato sociale la prima cosa è la sanità, e nella sanità le diagnosi le fanno i medici, così dice la legge, con tutto il rispetto per le altre figure professionali, che hanno importantissime competenze. E quando c’è un’emergenza, c’è bisogno di una diagnosi corretta, e per giunta veloce, per indirizzare bene il percorso di terapia. Non solo, dicevo, si istituzionalizza la non presenza del medico a bordo, ma si teorizza la possibile presenza di solo personale volontario.

Sia chiaro che i volontari vanno solo ringraziati, perché fanno una monumentale opera di supplenza di quello che non fa il pubblico, in tutti i settori, ed anche nella sanità, ma non si può chiedere loro l’impossibile. Qui si vuole fare la sanità a costo zero, con i volontari. E fra l’altro ce ne sono sempre meno… chiedete alla Misericordia e alla Pubblica assistenza, ci sono sempre meno volontari, perché in pensione la gente non ce la mandano mai… Quando uno crede di esserci, lo obbligano ad altri due anni di lavoro. Quando poi arriva alla pensione, l’interessato dice: io ho già dato, sia in termini di energie fisiche, sia in termini di voglia di aiutare il prossimo.

Quindi stanno mancando volontari, perché in pensione non ci si va più. E comunque, se anche ci fossero dei volontari adatti, preparati, che hanno fatto tutti i corsi di preparazione, restano volontari, non medici, e neanche infermieri. Sulle ambulanze ci vuole un medico e un infermiere, non uno o due volontari e basta. Mi sembra talmente lampante, questa cosa…

E che risolve questa mozione? Questa è soltanto una toppa, messa lì dal PD perché la protesta c’è, da parte dei medici, degli infermieri, dei volontari e dei cittadini. E i volontari non possono essere certo contenti di assumersi responsabilità assolutamente improprie, perfino con la propria coscienza, se poi le cose andassero male. E che fa il PD? Per giustificare l’ingiustificabile, cioè la politica sanitaria regionale, presenta una mozione per dire: eh no, così non va, perché c’è da fare tutta una serie di cose per contentarci, tipo farci vedere un po’ di documenti, informare preventivamente il sindaco ed altre piccolezze. E’ una mozione assolutamente inconsistente, che se approvata darebbe solo una giustificazione alla Usl per fare come vuole. Per di più, si dà mandato a un sindaco che, con tutto il rispetto, è in scadenza, e quindi in una posizione oggettivamente debole, non ci sono i tempi per incidere davvero. Meglio sarebbe anche un semplice documento unitario e concreto, approvato dalla conferenza dei capigruppo in cui si dica con chiarezza che il consiglio comunale non è disposto ad accettare cambiamenti imposti a svantaggio dei cittadini senesi.

C’è questa volontà politica? Non c’è. Anzi, temo che ci sia una volontà politica contraria, cioè quella di continuare a giustificarsi a vicenda fra piccoli o medi potentati che comunque sono nati o cresciuti sotto la stessa egida politica. Ripeto dunque che questa mozione è inaccettabile, è irricevibile, proprio dal punto di vista del cittadino. Se volete votatela, ma sapendo che, non solo non servirà a niente, ma potrebbe essere anche controproducente, perché con essa si danno tutte le scuse del caso alla Usl per proseguire sul cammino intrapreso.

Quando invece non si tratta di informare il sindaco prima che venga fatto l’accordo con i volontari, si tratta invece di fare un eventuale accordo con tutte le parti interessate: con i sindacati dei medici, con i sindacati degli infermieri e con le rappresentanze dei volontari, ma per migliorarlo il servizio, non per peggiorarlo, non per giustificare che il medico a bordo non c’è.

E’ questo il punto. Non è importante se un documento arriva prima o dopo, se il sindaco lo vede o non lo vede prima di una certa fase del procedimento, il punto è: in uno stato sociale il medico a bordo nelle ambulanze ci deve stare sì o no? Per me sì”.

Marco Falorni

 
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