Bartolomeo Socini, giurista conteso fra le migliori università PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Gennaio 2018 14:37

Nato a Siena nel 1436, figlio dell’illustre giurista Mariano Socini il Vecchio (1401-1467), anche Bartolomeo Socini (o Sozzini) godette di alta reputazione nel campo delle dottrine giuridiche. Egli partecipò attivamente anche alla vita pubblica, ma più volte, per vari motivi di ordine politico, fu costretto a lasciare la sua città, come nel 1480, quando venne dichiarato ribelle. Dopo aver studiato a Siena, completò la sua formazione in vari atenei, fu discepolo a Bologna di Alessandro Tartagni (1424-1477), che lo definì “acutissimum discipulum meum”, e di Andrea Barbazza (m. 1480), e a Pisa di Francesco Albergotti; Bartolomeo Socini fu quindi a sua volta illustre maestro nelle università di Siena, Ferrara (1471-72), Pisa (1473-94), Firenze e Bologna (1495-98).

 

 

Frattanto nel 1482 il Socini aveva ottenuto dal governo senese l’autorizzazione a poter tornare nella sua città, e più volte sarà inviato anche come ambasciatore della Repubblica di Siena, fra l’altro nel 1492 presso il papa Alessandro VI (Rodrigo Borja, 1431-1503). Mentre si trovava a Firenze, nel 1489, a tenere la cattedra di diritto della locale università, venne richiesto dalla università di Padova, ma i fiorentini lo trattennero con la forza, addirittura imprigionandolo. In seguito Firenze gli permise di continuare l’insegnamento a Pisa, ma non a Padova. Il Socini, molto indignato, cercò di incitare i pisani a ribellarsi a Firenze, che la controllava fino dall’anno 1406. Il governo fiorentino finì per bandire il Socini dal suo stato, e a seguito di questo il giurista senese cercò a lungo di convincere il re di Francia Carlo VIII di Valois (1470-1498) a trovare il modo di svincolare Pisa dal dominio fiorentino.

Il Socini insegnò comunque a Padova nel periodo 1498-1501 e poi di nuovo a Bologna per un anno. Ovunque riceveva stipendi elevati (fino a 900 ducati annui a Bologna, informa lo storico Emilio Orioli), segno della sua alta reputazione di maestro. Il giurista Marco Mantova Benavides (1489-1582), citato da Girolamo Gigli (1660-1722), ebbe a scrivere di Bartolomeo Socini che i suoi scritti “tolgono la speranza, che a’secoli avvenire debba nascere uno a lui simigliante in questa professione”. Bartolomeo Socini morì a Siena nel 1507. Nella sua produzione giuridica, particolarmente importanti furono diverse ripetizioni, consulti (stampati a Venezia nel 1571) e commentari al “Digesto” giustinianeo (stampati a Venezia nel 1524, e poi nel 1579).

Senio Ghibellini

 
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