Banca MPS: Valentini, con incredibile candore, scrive a Pierferdinando Casini (?!) PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Mercoledì 15 Novembre 2017 13:55

Fa quasi sorridere la lettera aperta del sindaco di Siena, Bruno Valentini, inviata al presidente della commissione di inchiesta parlamentare sul sistema bancario, quel Pierferdinando Casini che, ai tempi della “Siena da bere”, convolò a nozze nel palazzo Pubblico con la figlia di un membro del cda guidato da Mussari (Azzurra Caltagirone).

A chi sono da imputare le “scelte scellerate ed imprudenti che hanno depauperato Banca MPS e colpito i risparmiatori”, citate dall’attuale primo cittadino?

Come fa Valentini, allora sindaco di Monteriggioni e dirigente del PD, ad affermare che “la comunità senese non può e non intende chiamarsi fuori”, riferendosi soprattutto alla classe dirigente di maggioranza, “dalla responsabilità morale delle scelte compiute”? Come è possibile che ciò avvenga se siamo ancora guidati dal Partito Democratico?

Come fa, il sindaco, ad invocare giustizia contro gli “intoccabili”, quando sa bene che la commissione, ora che siamo a fine legislatura, non porterà a nulla di nuovo?

In realtà Valentini sta tentando il solito giochino: cercare, goffamente, di rifarsi la verginità, prendendo in giro i cittadini e nascondendosi dietro un paravento.

Il declino che sta vivendo la nostra città ha un unico colpevole: la centralità di quel “Sistema Siena” che ha provocato una continua confusione ed una sovrapposizione fra partiti (o meglio: “Partito”) e istituzioni.

A nostro giudizio occorre ridare finalmente centralità ai cittadini e all’istituzione comunale, primo atto concreto per restituire ai senesi la possibilità di ottenere una nuova consapevolezza civica, che cambi il rapporto tra cittadini e amministratori.

Siena, a nostro giudizio, deve finalmente voltare pagina e mandare in pensione i vertici di quella sinistra che hanno contribuito alla rovina della nostra città ed in particolare quelli del PD, ovvero il Partito che, tramite i suoi uomini, guidava Banca e Fondazione all’epoca delle scelte scellerate che hanno dilapidato un patrimonio enorme che apparteneva ai senesi.

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