Sano di Pietro, il campione della tradizione tardogotica senese PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Ottobre 2017 11:27

Sano (o Ansano) di Pietro Mecio, pittore e miniatore, nacque a Siena nel 1406, fu attivo dal 1428 e si formò artisticamente presso il Sassetta, senza però raggiungere lo splendore del maestro, e venne in qualche misura influenzato anche dal quasi coetaneo Giovanni di Paolo, tenendosi comunque lontano dalla fantastica bizzarria di quest’ultimo. La pittura di Sano di Pietro è stata eccessivamente osannata o svalutata a seconda dei periodi storici. Oggi bisogna correttamente osservare che, se il suo svolgimento stilistico non fu sempre coerente, certo l’artista seppe raggiungere una padronanza assoluta della tecnica pittorica, che gli permise di approdare, con una felice combinazione di diversi elementi espressivi, ad un suo proprio stile ben riconoscibile. D’altra parte la sua stessa abilità nel riprodurre formule di sicuro successo commerciale fu forse cagione del diseguale valore di alcune sue opere. Egli fu infatti tenuto in grande considerazione e, ricevendo una notevolissima quantità di commesse, fu probabilmente costretto a valersi spesso del lavoro delle maestranze della sua attivissima bottega, o comunque ad eseguire egli stesso le opere in tempi forse troppo abbreviati. E’ comunque certo che Sano ci ha lasciato una vastissima produzione, complessivamente di buon livello, conservata in gran parte in Siena e nel contado, ed è anche certo che le sue opere migliori, soprattutto quelle di esclusiva mano, si segnalano sempre per una grande raffinatezza del disegno e del colore, e per un sapientissimo uso dell’oro. In queste opere traspare la mite religiosità di Sano, priva di inutili sentimentalismi, ma pervasa da un’austerità ancora tutta trecentesca.

Uno dei primi lavori di Sano fu la “Incoronazione della Vergine” dipinta, nel 1440 circa, sulla porta Nuova (oggi porta Romana) a Siena, opera deteriorata, con i resti dell’affresco, staccati, collocati nella basilica di San Francesco. A prima del 1444 risalgono due tavole raffiguranti “San Bernardino che predica nel Campo di Siena” e “San Bernardino che predica in piazza San Francesco”, conservate nella sala capitolare del duomo di Siena, e da considerare non solo di notevole suggestione, ma anche di grandissimo interesse documentario, eseguite fra l’altro mentre l’Albizzeschi era ancora in vita. Del 1450, l’anno della canonizzazione, è un affresco con “San Bernardino da Siena” nel palazzo Pubblico.

 

 

La prima opera datata è del 1444 ed è il grande polittico con al centro la “Madonna col Bambino” oggi conservato nella Pinacoteca nazionale di Siena, e proveniente dalla chiesa del convento dei gesuati di San Girolamo nella stessa città; l’opera è da considerare un vero capolavoro, per la limpidezza del disegno, e per i fulgidissimi colori, ancora perfettamente conservati. Provenienti dallo stesso polittico per i gesuati sono alcune tavole con “Storie di San Girolamo” oggi al Louvre di Parigi. Nel 1445-46 Sano di Pietro riprese e portò a termine il grande affresco con la “Incoronazione della Vergine”, cominciato da Domenico di Bartolo nella sala di Biccherna del palazzo Pubblico di Siena, una delle sue creazioni più riuscite ed ammirate. Nella sala delle Lupe del palazzo Pubblico, nel 1446 Sano eseguì l’affresco con “San Pietro Alessandrino fra i Beati senesi Andrea Gallerani e Ambrogio Sansedoni”; molto bella la rappresentazione di Siena, tenuta sulle ginocchia dal santo patrono degli speziali, in cui si distinguono nitidamente il duomo e il palazzo Pubblico. Del 1449 è la tavola con “Un miracolo di San Biagio” nella Pinacoteca nazionale di Siena, parte di un polittico eseguito per la chiesa di San Biagio a Scrofiano.

Forse di poco posteriore al 1450 è una preziosissima tavoletta raffigurante la “Madonna col Bambino, angioli e santi” situata nella collezione Chigi Saracini a Siena; risulta qui particolarmente evidente che il pittore si trovava maggiormente a suo agio nei dipinti piccoli e raccolti, nei quali, superato il mestiere, raggiungeva i vertici più alti della sua arte. In questa tavoletta il colore è magnificamente conservato; in essa, al centro è posta una dolcissima “Madonna col Bambino”, avvolta nel vivacissimo azzurro del manto, in grande risalto sui rutilanti bagliori del fondo oro. Di poco posteriore al 1455 è la pregevole tavola con la “Madonna che raccomanda Siena al papa Callisto III”, proveniente dal palazzo Pubblico e attualmente conservata nella Pinacoteca senese, dove si trova anche la tavola con “L’annuncio ai pastori”, del 1460 circa. Nella medesima Pinacoteca si trovano pure molte altre validissime opere di Sano, tra cui alcuni polittici raffiguranti la “Madonna in trono col Bambino e santi”.

Sarebbe poi lungo elencare una miriade di altre opere conservate in Siena, dove Sano lavorò fra l’altro anche nella chiesa di San Pietro alle Scale (polittico di cui restano frammenti con la “Madonna col Bambino”, “Angelo annunziante” e “Santa Lucia”, oggi conservati al museo Diocesano di Siena), nella chiesa di San Bartolomeo della contrada dell’Istrice (tavola con la “Madonna col Bambino fra i Santi Bernardino e Girolamo e due angeli”), di San Cristoforo (tavola rappresentante “San Cristoforo”, oggi nel museo Diocesano di Siena), nella basilica di San Domenico (gigantesca croce lignea a fondo oro, 1450-60, sopra l’altar maggiore della cripta) ed altre e negli oratori di alcune confraternite (piccola tavola con la “Madonna col Bambino e santi” presso l’oratorio della Santissima Trinità nella contrada di Valdimontone). Numerosi lavori egli li eseguì anche nel contado, tra i quali è da citare un trittico con la “Madonna col Bambino e quattro santi” nella collegiata di San Quirico d’Orcia. Inoltre, negli anni 1461-62, durante il pontificato del papa senese Pio II (Enea Silvio Piccolomini, 1405-1464), l’artista fu fecondamente attivo nella cattedrale di Pienza, dove lavorò insieme agli altri artisti senesi che, nel momento, godevano di grande considerazione. Nel 1471 Sano eseguì, per la badìa a Isola presso Monteriggioni, uno dei suoi più prestigiosi polittici.

Non bisogna a questo punto dimenticare la sua attività come miniatore. Egli dipinse molti codici e copertine di libri, conservate nel museo Diocesano di Pienza, nell’Archivio di Stato di Siena, dove celebri sono alcune sue tavolette di biccherna (fra cui quella con “Le nozze di due giovani nobili”, 1473), nel museo dell’Opera del Duomo e altrove. La sua massima attività come miniatore, tuttavia, egli la svolse, intorno al 1471, partecipando alla realizzazione degli splendidi corali della libreria Piccolomini nel duomo di Siena. In questa occasione, Sano ebbe accanto uno stuolo di altri validi artisti, in maggioranza senesi, ma soprattutto si misurò con l’arte sublime dei due grandi maestri settentrionali della miniatura allora presenti in Siena, Girolamo da Cremona (morto dopo il 1483) e Liberale da Verona (1445-1530. Le miniature di Sano si posero allora come cosciente alternativa all’orgoglioso mondo di Girolamo e all’inquieta umanità di Liberale, raggiungendo effetti bellissimi.

Nell’ultimo periodo dell’attività pittorica di Sano, è da segnalare il polittico on la “Assunzione di Maria”, del 1479, realizzato per la chiesa di Santa Petronilla a Siena, ed oggi conservato nella Pinacoteca nazionale. Sano di Pietro, dopo aver raggiunto una certa agiatezza e dopo essersi sposato due volte, morì a Siena il 1 novembre 1481.

Numerose altre opere sono di attribuzione, certa o probabile, a Sano di Pietro. Qui se ne citano alcune. Piccola tavola con “Madonna col Figlio, angeli e due santi” (1450-60) nel museo dell’Opera del duomo di Siena; frammenti di polittici con figure di santi (Santo monaco, San Giovanni Battista, San Pietro, San Giovanni Evangelista, San Francesco d’Assisi, e numerose altre opere, fra cui alcune pregevoli “Storie di San Biagio” conservate nella Pinacoteca nazionale di Siena; tavola con “Compianto su Cristo morto”, opera firmata e datata 1481, ed una “Crocifissione e santi” nella collezione della Banca MPS a Siena; due tabernacoli con la “Madonna col Bambino, angeli e santi” nel museo della Società di esecutori di pie disposizioni di Siena; tabernacolo affrescato con la “Madonna col Bambino fra i Santi Ansano e Bernardino e angeli” posto all’interno della porta Ovile a Siena; un trittico con la “Madonna in trono col Bambino fra i santi Bernardino e Girolamo”, 1460 circa, nella basilica dell’Osservanza a Siena; nella collezione Salini, nel castello di Gallico presso Asciano, si trovano varie opere di Sano di Pietro, una tavola dipinta con il “Cristo crocifisso al Calvario” (1440 circa), una tavola a tempera e oro con la “Madonna col Bambino fra i santi Bernardino da Siena e Vincenzo Ferrer” (1460 circa), una tavola a tempera e oro con la “Madonna col Bambino fra San Bernardino, San Girolamo e sei angeli” (1460 circa), una tavola a tempera e oro con la “Madonna col Bambino” (1450 circa); una tavola ad olio con “San Bernardino da Siena”  nel Museo della città di Acquapendente;  un trittico con la “Madonna col Bambino e i Santi Giacomo e Giovanni Evangelista” (1450 circa) e una “Madonna dell’Umiltà” al Brooklyn museum of art di New York; “Prediche di San Bernardino” al museo dell’Opera del duomo di Siena;  “Presentazione della Vergine al tempio” e “Matrimonio della Vergine” presso la Pinacoteca Vaticana a Roma; “Assunzione della Vergine” e “Ritorno della Vergine alla casa dei genitori” al Lindenau museum di Altenburg; antifonario miniato al museo Diocesano di Pienza; salterio miniato al museo della Cattedrale di Chiusi, proveniente dall’abbazia di Monteoliveto Maggiore; “Madonna col Bambino e santi” (1450 circa) presso il Lowe art museum di Coral Gables (Florida); “Sant'Antonio Abate” e “San Girolamo” (1450-60) e una “Madonna col Bambino” (seconda metà XV secolo) proveniente dalla chiesa dei Santi Cerbone e Michele di Montorsaio (Grosseto) al museo d'Arte sacra di Grosseto; “Madonna in trono col Bambino e santi” (1458) nella chiesa di San Giorgio a Montemerano (Grosseto);  pala con i “Santi Cosma e Damiano” (1456) nella Pinacoteca nazionale di Siena; “Madonna, santi e angeli in adorazione del Bambino” al Mead art museum di Ahmerst (Massachusetts); “Nascita di Maria Vergine” al Museum of art of the university of Michigan di Ann Arbor; “Nascita di Maria Vergine” ed altre opere al museo d’Arte sacra di Asciano; “San Bernardino da Siena in gloria” al Museo del tesoro della basilica di San Francesco ad Assisi”.

Senio Ghibellini

 
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