Gabinetti del sottopassaggio: un percorso a ostacoli PDF Stampa E-mail

Una interrogazione al sindaco è stata presentata dai consiglieri comunali Marco Falorni (Impegno per Siena), Andrea Corsi e Massimo Bianchini (L’Alternativa) in merito alle problematiche relative ai gabinetti comunali situati nel sottopassaggio della Lizza. Eccone il testo.

 

 

Premesso e considerato:

- Che i gabinetti pubblici nel sottopassaggio della Lizza sono sprovvisti di addetti al servizio di custodia e sorveglianza in via continuativa, e ciò, come si legge in un cartello, “per impostazioni condivise con l’Amministrazione comunale”;

- Che non ha senso per il Comune intrattenere un rapporto convenzionale per un servizio normalmente sprovvisto di custode;

- Che per i portatori di handicap motorio che fossero riusciti a raggiungere tali servizi (quindi che fossero riusciti ad usufruire dell’ascensore, che non sempre funziona) risulta fisicamente impossibile accedervi, e che gli stessi si trovano davanti ad un cartello con la scritta “per venire incontro alle esigenze di accessibilità dei portatori di handicap è possibile contattare il numero telefonico…”;

- Che componendo tale numero, viene attivato l’addetto più vicino, quindi in genere quello ai  gabinetti presso San Domenico, che per intervenire dovrà impiegare un certo tempo, e intanto chiudere i servizi di cui è custode;

- Che tale situazione appare umiliante per i portatori di handicap e per l’immagine stessa di un Comune ad alta vocazione turistica;

- Che inoltre, per quanto riguarda l’accesso per i normodotati, capita abbastanza spesso che si guasti la macchinetta dei pagamenti, che riceve il mezzo euro, non lo restituisce, e impedisce l’apertura dei tornelli per l’accesso, e ciò in assenza di qualsiasi spiegazione per gli utenti, che quindi se ne vanno con lo stato d’animo intuibile;

- Che in ogni caso, anche quando l’accesso è possibile pagando il mezzo euro, resta solo da sperare che la macchinetta non si guasti mentre l’utente è all’interno, altrimenti sarebbe del tutto impossibilitato ad uscire, a causa dei tornelli fatti a sbarre incrociate e ad altezza d’uomo;

- Che ciò appare totalmente irrazionale, e che quindi bisognerebbe provvedere a garantire l’uscita, almeno con l’applicazione di un maniglione antipanico;

Tutto ciò premesso e considerato:

CHIEDIAMO al sindaco:

- Se ha intenzione di porre rimedio ai gravi problemi segnalati, che certamente non fanno onore ad una città che ha l’ambizione di dimostrarsi accogliente.

 
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