Pietro di Tommaso del Minella, scultore in marmo e legno PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Ottobre 2017 15:47

Nato a Siena nel 1391, scultore di buona levatura, abilissimo nell’intaglio in marmo e legno, Pietro di Tommaso del Minella rinnova la tradizione dei grandi maestri senesi che lo avevano preceduto. Nel 1427-28 egli fu collaboratore di Jacopo della Quercia nei rilievi del fonte battesimale della pieve di San Giovanni annessa al duomo di Siena. Nel 1431-33 trascorse un primo periodo ad Orvieto, dove fu capomaestro dell’Opera del duomo e lavorò per il coro. Tornato a Siena, nel 1437-38, riprendendo il disegno fornito da Sano di Matteo, proseguì la costruzione di quello splendido edificio gotico-rinascimentale che è la loggia della Mercanzia. Nel 1439 gli fu commissionato il coro della chiesa dello spedale della Scala. Nel 1441 Pietro fu di nuovo ad Orvieto per lavorare nella cattedrale (aiutato anche dal fratello Antonio), dove eseguì le tarsìe e gli ornati della sedia vescovile.

 

 

Tornato definitivamente a Siena, nel 1444 l’artista fu nominato capomaestro dell’Opera del duomo, e lasciò vari importanti lavori nella cattedrale. Da ricordare la lastra tombale, sul pavimento, del vescovo Carlo Bartoli (1445-46). Nel 1445 e negli anni seguenti lavorò alla decorazione della cappella di San Crescenzio, mentre sul pavimento marmoreo del duomo eseguì pure (1447), con la collaborazione di Antonio Federighi, la bella tarsìa con la “Storia della morte di Assalonne”. Mentre era capomaestro del Duomo, Pietro di Tommaso realizzò anche, in collaborazione con altri, la chiesa di Sant’Ansano detta “delle Carceri” in via San Quirico. Pietro di Tommaso del Minella morì a Siena nel 1458.

Senio Ghibellini

 
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