Basta con il buonismo a senso unico, giustizia per tutti e certezza della pena! PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Lunedì 31 Luglio 2017 20:28

“La situazione dei migranti sul nostro territorio è sotto controllo, il modello di distribuzione diffusa nei nostri comuni è efficace" così si è espresso un paio di settimane fa, il deputato senese del PD Luigi Dallai, durante un dibattito organizzato al circolo Arci di Ruffolo. Alla luce di quanto successo sul bus che collega Siena a Santa Colomba, rileggere le parole di Dallai, insieme a quelle del sindaco di Siena Bruno Valentini che come un disco rotto ci ripete quanto Siena sia una città sicura, ormai non fa più neppure sorridere. Le politiche migratorie del PD nazionale, alle cui decisioni gli onorevoli Dallai e Cenni contribuiscono attivamente stante il loro status parlamentare, e la chiara inadeguatezza di amministratori locali come il Valentini sono riusciti a far distruggere, dopo la Banca Monte dei Paschi  e l’economia,  l’altro caposaldo di  Siena: la sicurezza e la vivibilità del territorio.

Noi, come consiglieri comunali, faremo tutto quello che è nelle possibilità del nostro mandato per capire quale sia la reale situazione nella gestione dei migranti da parte del Comune di Siena, a chi vadano i denari stanziati per l'accoglienza, cosa sia stato fatto nel campo della prevenzione e quali provvedimenti sono stati presi concretamente verso chi  delinque o non abbia i requisiti per richiedere asilo.

Invece di inondarci di retorica buonista, sarebbe meglio che i nostri rappresentanti in parlamento si adoperassero concretamente per far si che anche in Italia ci sia la certezza della pena per chi commette un reato, indipendentemente dall'essere un migrante o un italiano, e che il sindaco Valentini, seguendo l'esempio di sindaci che lavorano davvero per il loro territorio, facesse sentire l'indisponibilità di Siena a continuare con questa politica di accoglienza indiscriminata, pericolosa ed ingiusta nei confronti dei cittadini e di chi scappa davvero da guerre e persecuzioni.

Andrea Corsi

Massimo Bianchini

Marco Falorni

 
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