Francigena: la Regione se la squaglia, e il Comune di Siena diventa il “bancomat” PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Venerdì 14 Luglio 2017 19:37

Durante il consiglio comunale del 13 luglio 2017 è stato approvato a maggioranza (13 a favore, 7 contrari) uno schema di convenzione fra i comuni della provincia di Siena il cui territorio è attraversato dalla Francigena. Tale convenzione è molto discutibile, perché sposta il costo del mantenimento e delle iniziative correlate alla Francigena dalla Regione Toscana ai comuni interessati, e nel caso della provincia senese, a causa dei criteri adottati in convenzione, gran parte del peso finanziario dovrà essere sostenuto dal Comune di Siena. Qui di seguito, ecco il testo dell’intervento pronunciato in aula da Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

 

“Prima riflessione: che cosa rappresenta la Francigena nella nostra storia? Oltre a quanto ha già detto il collega Staderini, faccio solo un piccolo, ma significativo esempio. Nell’anno 1300, quello in cui il papa Bonifacio VIII indisse il primo giubileo, dopo poche settimane dalla diffusione della bolla pontificia, all’interno della Repubblica di Siena già si era costituita quella che oggi chiameremmo una cooperativa, che lungo la via Francigena si occupava di accogliere i pellegrini, effettuare il cambio dei cavalli, fornire ospitalità, vitto, alloggio e cure mediche, il tutto a prezzo politico. Ecco, al di là degli scambi culturali che ci sono stati, che cosa significa per noi la Francigena.

Seconda riflessione: bisogna intendersi su quale è il percorso della Francigena. Lo ha detto più di una volta il sindaco in quest’aula, è un percorso sostanzialmente di fantasia, perché Sigerico, nel suo viaggio da Canterbury a Roma elenca 80 località, ma non descrive il tracciato per andare da un posto all’altro. Quindi la Francigena si può far passare da dove fa comodo, e il Comune di Siena ne ha dato un esempio evidente. Infatti, la cittadella dello sport all’Arbia era attraversata dal percorso della Francigena, ma il sindaco ha disinvoltamente spostato il tracciato della storica via, proprio perché lo stesso non è storicamente accertato.

Ci aggiungo un altro esempio, che riguarda il Comune di Monteriggioni, che il nostro sindaco conosce. Passando dalla Cassia si può osservare una stradina a sterro che si inerpica verso il castello, con un cartello con la scritta ‘Via Francigena’. Peccato che quando da quelle parti ci passò Sigerico, Monteriggioni ancora non esisteva. Appare quindi improbabile che egli si sia inerpicato in cima alla collina solo per allungare la strada o godere il panorama.

Terza riflessione: chi deve pensare alle spese. Ai tempi della Repubblica di Siena era essa stessa che curava, e molto bene, le strade, prima fra tutte la Francigena, ma si avvaleva delle risorse di tutte le terre e castelli della Repubblica, non di quelle del solo Comune di Siena di allora. Oggi, alla promozione e al mantenimento della Francigena, finora ci aveva pensato la Regione Toscana, che è competente per territorio. Ora, invece, con questa convenzione che viene fatta recepire ai vari comuni interessati, mi sembra che l’intendimento della Regione Toscana sia proprio quello di scaricare i costi sui comuni attraversati dalla Francigena. E in base al testo della convenzione fra i comuni, le maggiori spese nel nostro territorio, da San Gimignano ad Abbadia San Salvatore, le dovrebbe sostenere il Comune di Siena.

Questo deriva dai parametri presi a base per ripartire i contributi al fondo comune: Siena fa la parte del leone. Quindi, in sostanza, anche per un miglioramento della Francigena nel territorio di Abbadia San Salvatore, i maggiori costi ricadrebbero sul Comune di Siena. Ma come si fa ad assumere un impegno di spesa così, fra l’altro al momento ignoto nella sua consistenza? Mi domando se anche sul piano della legittimità pura e semplice questa delibera potrebbe reggere l’impatto di una eventuale, quanto improbabile, impugnazione. Secondo me un comune può prendere impegni di spesa relativamente al proprio territorio. Se ci fosse da spendere per la Francigena sull’Amiata, non mi pare corretto che a pagare debba essere il Comune di Siena, e se il Comune di Abbadia non ce la facesse, ad intervenire dovrebbe essere la Regione Toscana.

Mi sembra che votare a favore di questa delibera non sia compatibile con la diligenza del buon padre di famiglia, e per estensione con la diligenza del buon amministratore, e non importa se di maggioranza o di minoranza. Noi bisogna ragionare da amministratori, e non di condominio, ma da amministratori del Comune di Siena, e fare i legittimi interessi del Comune di Siena. Il quale non è fuori dal mondo, certo ragiona con gli altri enti, ma non può assumere impegni di spesa che non gli competono. Quindi ritengo che questa delibera sia assolutamente da rigettare”.

IPS

 
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