Andrea Vanni, pittore, politico di grande livello e discepolo di Santa Caterina PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Giugno 2017 15:29

Nato a Siena da Vanni d’Andrea e Giacoma di Nannuccio nel 1330 circa, Andrea (di) Vanni è una figura minore, ma non certo trascurabile della pittura senese del secolo XIV, e ricoprì anche un ruolo importante nella vita politica cittadina; si può dire anzi che, fra tutti gli artisti senesi, il Vanni sia stato quello maggiormente impegnato nella vita pubblica. Fu anche capitano del popolo a Siena e, ad onta del suo carattere impossibile, fu molto amato ed apprezzato. Nel 1364 era castellano di Montalcino e nel 1368 era fra gli esponenti della fazione popolare, e prese parte attiva nella sollevazione che portò alla caduta del governo dei dodici. Fu nominato “difensore della Repubblica”, insieme a Bartolo Benincasa, fratello della futura Santa Caterina. Nel 1376 Andrea era rettore dell’Opera del duomo e provveditore di Biccherna. Furono rilevanti soprattutto le ambascerie affidategli dalla Repubblica di Siena, che egli rappresentò presso la corte papale di Gregorio XI ad Avignone (1372), a Firenze (1373), in Maremma, e spesse volte a Napoli (1365, 1375, 1383, 1384, 1385) dove incontrò anche il papa Urbano VI. In questa città Andrea fu attivo anche come pittore (di rilievo la sua tavola con “San Giacomo Maggiore”, del 1365 circa, nel museo di Capodimonte), divenendo così il tramite della diffusione dello stile pittorico senese nell’Italia meridionale. Nel 1385 si spinse anche in Sicilia, dove però non lasciò tracce sicure.

Certamente egli fu tra i discepoli più vicini a Caterina Benincasa, fu fra i primi “caterinati”, tanto che restano tre lettere della santa proprio a lui indirizzate. Non c’è dubbio che Caterina abbia appreso dal Vanni preziose informazioni sulla corte avignonese.

 

 

L’attività artistica di Andrea cominciò nel 1353 circa, quando lavorava nella stessa bottega di Bartolo di Fredi, ed è ricostruibile fino al 1400. La sua pittura risentì molto dell’arte di Simone Martini. Il disegno un po’ monotono delle sue Madonne viene riscattato dal prezioso apparato ornamentale e dalla raffinatezza degli ori. Il suo capolavoro, e certamente la sua opera più nota, viene ritenuto l’affresco con “Santa Caterina da Siena e una devota” (la devota era probabilmente Alessia Saracini), conservato nella cappella delle Volte della basilica di San Domenico a Siena, che è anche la più classica e celebre rappresentazione della patrona d’Italia e d’Europa. La tradizione vuole che l’affresco sia stato dipinto nel 1378, mentre la santa era ancora in vita, ma più probabilmente l’opera risale ai primi anni dopo il 1380, subito dopo la morte di Caterina. In ogni caso, l’affresco del Vanni è detto anche la “vera imago” di Caterina, l’immagine più vicina al vero, perché realizzata da un amico della Santa, che l’aveva conosciuta ed a lungo frequentata.

Fra le altre opere notevoli dell’artista, sono da ricordare: il piccolo trittico con al centro la “Crocifissione” nella Corcoran art gallery di Washington (1385 circa), proveniente da Napoli, e il grande polittico con la “Madonna col Bambino e santi” realizzato per la chiesa di Santo Stefano alla Lizza (1400), con predella aggiunta da Giovanni di Paolo, oggi conservato presso il battistero di San Giovanni a Siena.

Varie altre opere sono conservate all’estero: ”Madonna” presso il museo Statale a Berlino; “Crocifissione” al Fogg art museum di Cambridge; “Madonna” presso l’Ashmolean museum di Oxford; “Crocifissione” al Groninger museum di Groninga; un “San Francesco” presso il museo Lindenau ad Altenburg; “Ascensione” all’Ermitage di San Pietroburgo; ancora altre opere a Francoforte sul Meno e Boston.

A Siena l’artista lavorò a più riprese per il duomo, nel 1379 per il Santa Maria della Scala, nel corso degli anni ’70 del ‘300 per la chiesa di San Martino (“Martirio di San Sebastiano”), nel 1396 per la basilica di San Francesco (“Madonna col Bambino, crocifissione e profeti” ora alla Pinacoteca nazionale di Siena), eseguì un “Redentore benedicente” ora presso l’oratorio delle Pie Disposizioni, ed ancora lavorò per la chiesa di Santo Spirito. Lavorò anche nel territorio senese, in particolare a Seggiano.

Andrea Vanni, che aveva due fratelli, Francesco e Cristoforo, entrambi pittori, abitava nel Terzo di San Martino, di cui fu anche gonfaloniere, morì a Siena nel 1414 circa, e fu sepolto molto probabilmente nel chiostro di San Domenico, dove c’era la tomba di famiglia.

Senio Ghibellini

 
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