Limitare lo spreco di cibo? No (13 a 11). Contrari PD, Siena Cambia, Valentini e Ronchi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Giugno 2017 07:52

E’ stata respinta, per 13 a 11, la mozione presentata da Giuseppe Giordano, Laura Sabatini e Alessandro Trapassi, con cui si chiedeva che “il Comune di Siena, in accordo con la ASP Città di Siena, approvi e renda esecutivo entro la fine del mandato amministrativo 2013-2018 uno specifico progetto consistente nel recupero del cibo nelle mense scolastiche al fine di ridurre gli sprechi di alimenti perfettamente commestibili a ridistribuirli a cittadini in difficoltà economica avvalendosi della collaborazione delle associazioni di volontariato”.

Bisogna ricordare che è vero che già funziona un sistema di recupero per il cibo scatolato e confezionato, ma è anche vero che in altri comuni, anche in Toscana, si sono organizzati per limitare ulteriormente lo spreco di cibo avanzato e redistribuirlo ai cittadini in difficoltà economiche, in collaborazione con associazioni di volontariato.

 

 

Hanno votato contro tutti i consiglieri del PD presenti (compreso il presidente Ronchi), ed anche, senza nemmeno una dichiarazione di voto per giustificare il loro comportamento, il sindaco Valentini e i tre consiglieri di Siena Cambia Di Renzone, Zacchei e Cappelli. Hanno votato a favore due membri di maggioranza, Simone Lorenzetti (che ha anche dichiarato il voto) e Letizia Maestrini, e tutti i consiglieri di minoranza presenti (Giordano, Sabatini, Trapassi, Falorni, Corsi, Bianchini, De Risi, Aurigi, Campanini).

Qui di seguito, ecco il testo dell’intervento pronunciato in aula da Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

“Io questa mozione l’ho già sentita quando ero piccolo, quando ho passato diversi anni per buona parte in campagna. La mozione l’aveva presentata la nonna Gelsomina, che tale mozione la illustrò, l’approvò e l’applicò. La mozione recitava così: non si butta via nulla. E a volte la nonna aggiungeva: buttare via il pane è peccato. Secondo me aveva ragione. E allora facevamo così. Quando il pane era diventato troppo duro, si bagnava, si strizzava, ci si faceva la panzanella e la ribollita. Quando era ulteriormente sovrabbondante, si bagnava e si aggiungeva al pastone per il cane e al mangime per i polli. Se non si torna a questi princìpi si va poco lontano. Si può avere tutta la tecnologia del mondo, ma se non si hanno chiare le idee, si fa poca strada. Ora, sentire dai banchi della maggioranza,  bocciare questa mozione con una freddezza glaciale mi ha lasciato basito. Ma ce l’avete un cuore? Si può comprendere che ci siano dei problemi di applicabilità, soprattutto nell’immediato, ma se la maggioranza voleva dare un segno di sensibilità anche minimale, poteva chiedere di emendare il dispositivo; coinvolgiamo le associazioni di volontariato, avviamo un percorso, ma non rinunciamo a questo intento. Non si può fare, non ci interessa: questo il messaggio che date ai cittadini senesi. Siete capaci di emozionarvi un po’? Pare di no, e questo io non l’accetto. Anche se il conto non tornerà, come non mi è mai tornato dal 2001 in poi, io non l’accetto, con tutta la poca o tanta forza di cui dispongo”.

 
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