Bartolo di Fredi, un punto di riferimento della pittura senese nella seconda metà del secolo XIV PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Giugno 2017 13:46

Le prime notizie di Bartolo di Fredi Battilori, pittore (e forse anche orafo) nato a Siena nel 1330 circa, risalgono al 1353, quando l’artista era socio di Andrea Vanni. Sappiamo anche che partecipò attivamente alla vita pubblica senese. Più volte fu eletto capitano del popolo per il terziere di Camollia, e nel 1376 fu nominato castellano di Massa Marittima. Bartolo, come molti altri artisti della Siena del tempo, fu un tardo seguace di Simone Martini e dei Lorenzetti; con garbato eclettismo riuscì a fondere gli elementi principali della grande tradizione senese, distinguendosi, dal canto suo, per la caratteristica propria di un ingenuo realismo e di un gaio colore, che attraverso il tempo nulla ha perduto della sua luminosità, nonché per una particolarissima vivacità narrativa.

Bartolo lasciò una produzione vastissima, anche se diseguale nei risultati e, se è vero che da un lato non può stare alle altezze dei maestri che lo ispirarono, dall’altro non può in ogni caso essere considerato un minore, se non altro per la notevolissima influenza che ebbe sulla pittura senese immediatamente seguente, avendo egli saputo raggiungere una sua propria originalità di forme e di stile.

 

 

Nel 1367 Bartolo di Fredi era a San Gimignano, dove eseguì affreschi nella chiesa di Sant’Agostino (con “Storie della Vergine”), e soprattutto nella collegiata di Santa Maria Assunta. Gli affreschi della collegiata (cominciati nel 1356) riproducono “Storie del vecchio testamento”, e sono particolarmente apprezzabili, per la briosa e spregiudicata disinvoltura e per la freschezza della immaginazione, non di rado prossima ad una autentica vena poetica. Del 1368 sono i pregevoli affreschi con “Storie della Madonna e di San Michele Arcangelo” nel coro della parrocchiale di San Michele Arcangelo a Paganico. Del 1380 circa è la tavola con la “Adorazione dei magi” (datata al 1367 circa da Cesare Brandi), conservata attualmente nella Pinacoteca nazionale di Siena, da considerare una delle sue creazioni più vivaci, pervasa da una velata atmosfera di fiaba. Nella medesima Pinacoteca è conservata una “Madonna col Bambino”, mentre una “Presentazione al tempio” (1366 circa) si trova nel museo del Louvre di Parigi.

Bartolo lavorò moltissimo in Siena (affreschi del 1361 in palazzo Pubblico, duomo, pala Malavolti nella basilica di San Domenico nel 1397, varie chiese ed edifici cittadini, opere oggi in parte perdute) e nel territorio circostante, fra l’altro, eseguendo la “Madonna della Misericordia” (1364) oggi nel museo Diocesano d’arte sacra di Pienza, opera firmata e datata (“Bartalus magistri Fredi de Senis pinxit hoc opus sub anno Domini MCCCLXIIII”), e gli affreschi nel convento di San Lucchese a Poggibonsi).

Dal 1377 al 1380 Bartolo fu a Volterra, dove eseguì affreschi nella cappella maggiore del duomo, ed altre opere. Il suo capolavoro viene in genere considerato il grande polittico, oggi smembrato, con la “Incoronazione della Vergine”, la cui parte centrale si conserva nel museo Civico e Diocesano di Montalcino, proveniente dalla chiesa di San Francesco (frammenti si trovano anche nella Pinacoteca di Siena); la severa, armoniosa composizione, e la limpidezza del colore dell’opera, realizzata nel 1388, ne fanno un capolavoro veramente nuovo, pure se la grazia dei tipi si avvicina a Simone Martini. Nel museo di Montalcino si trovano anche altri dipinti, fra cui una “Madonna col Bambino” proveniente dalla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo degli agostiniani. Degli anni ’80 del secolo XIV sono gli affreschi nella sala capitolare della chiesa di Sant’Agostino a Monticiano con la “Madonna in trono fra i Santi Agostino e Beato Antonio Patrizi da Monticiano”. Altre opere attribuite a Bartolo sono conservate in Italia (“Adorazione dei pastori” nella chiesa delle Sante Flora e Lucilla di Torrita di Siena, un affresco con la “Madonna del Soccorso” nella chiesa di San Simeone a Castiglione d’Orcia, vari affreschi nella chiesa di San Francesco a Lucignano in Val di Chiana, trittico con la “Madonna con Bambino e santi” nella Galleria nazionale dell’Umbria a Perugia, “Natività” e adorazione dei pastori”, del 1383 circa, nella Pinacoteca vaticana) e all’estero (tavole con “San Pietro” e “San Paolo” nella chiesa di Saint Louis en l’Ile a Parigi, “Adorazione dei pastori” nel museo di Béziers, “Cristo in croce e santi” al Lindenau museum di Altenburg, “Annunciazione” del 1383 circa al Szépművészeti Múzeum di Budapest, “Annunciazione” del 1388 al Los Angeles County museum, “Adorazione dei magi” del 1390 circa al Metropolitan museum di New York)). Bartolo di Fredi morì a Siena il 26 gennaio 1410 e fu sepolto nel convento di San Domenico. Aveva sposato nel 1357 Bartolomea di Cecco, che morirà nel 1420, dalla quale aveva avuto vari figli, di cui il solo Andrea (1360 circa - 1428), anch’egli pittore, gli sopravvisse.

Senio Ghibellini

 
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