Parcheggi all’ospedale: il PD si fa bello con le chiacchiere, ma di fatto si continuerà a pagare PDF Stampa E-mail
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Lunedì 29 Maggio 2017 19:40

Nel consiglio comunale del 23 maggio 2017 si è parlato dei parcheggi all’ospedale delle Scotte, in occasione della discussione di una mozione di maggioranza, strumentale anziché no. Qui di seguito, ecco il testo dell’intervento pronunciato in aula da Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

 

“E’ imbarazzante intervenire su questa mozione. La prima impressione è che sia chiaramente strumentale, di sapore elettorale, e non solo da parte del Comune di Siena, ma anche da parte della Regione Toscana. Ci sono delle cose che è riduttivo definirle tardive. Comunque qualcosetta di buono qua e là c’è, m da dove si parte? Si parte comunque dal non riconoscere un principio di fondo, che vale per tutti i cittadini, belli e brutti, ricchi e poveri, uomini e donne, e che consiste nel fatto che all’ospedale non ci si va per divertimento. Mai. Né chi ci lavora, né chi va a trovare parenti o amici, né chi va a ricoverarsi o a farsi curare. Si parla di stato sociale, e allora i parcheggi all’ospedale dovrebbero essere gratuiti. Almeno quelli! Si paga anche l’aria che si respira, si paga il Consorzio Bonifica anche se non ci sono fiumi, ed anche caro, e quest’anno doppio, perché ora stanno arrivando le bollette relative al 2016, quelle del 2017 arriveranno in autunno. Si pagano tasse che prima non c’erano, ed ora l’Europa ci vuole rimettere anche l’Imu sulla prima casa. Almeno una cosa che non si paga ci deve essere, e magari che sia il parcheggio all’ospedale.

Ricordo che nel giugno 2001, la prima mozione presentata dal sottoscritto in questo consiglio comunale fu per chiedere la gratuità dei parcheggi all’ospedale. In quella occasione, la mozione fu respinta con 19 voti contrari, 17 favorevoli e tre astensioni arrivate da tre donne del PDS. Negli anni successivi, la stessa mozione l’ho riproposta varie altre volte, ottenendo sempre meno voti, perché in realtà ci si abitua a tutto, anche alle cose negative, come pagare per andare a parcheggiare all’ospedale.

Nella attuale mozione della maggioranza ci sono dei passaggi che parlano di categorie di utenti, questo sì questo no, fasce orarie, richieste di compartecipazione di spesa, insomma tutta una serie di limitazioni. O c’è il riconoscimento del diritto di non pagare i parcheggi per andare a curarsi, o non c’è, e qui chiaramente non c’è, è tutta una strumentalizzazione. Addirittura all’ospedale si assiste a forme offensive di gestione del parcheggio. Faccio riferimento all’ultimo dell’anno e alle altre occasioni durante l’anno quando ci sono grandi concerti o spettacoli in piazza del Campo. Si tratta di iniziative più o meno valide, ma comunque effimere, e di divertimento. Regolarmente la Siena Parcheggi dirama il solito comunicato stampa con cui annuncia che in quelle occasioni tutti i parcheggi cittadini sono gratuiti fino alla mattina successiva, compresi quelli dell’ospedale. Quindi, per andare a divertirsi, i parcheggi sono gratuiti, quando invece sarebbe il caso di fare legittimamente un bell’incasso, chiedendo un modesto contributo anche ai tanti cittadini che vengono da fuori. Quando invece, tutti i giorni, c’è da andare a curarsi all’ospedale, allora si paga. Sempre, tranne che per l’ultimo dell’anno o nelle altre sere dei grandi concerti. Io vorrei sapere se, in tutti questi anni, c’è stata una sola persona che per capodanno è andata a parcheggiare alle Scotte, per poi andare a divertirsi e a ballare dal freddo in piazza del Campo. E’ una cosa veramente offensiva. Certo, nessuno approfitta della gratuità alle Scotte, perché è logisticamente impossibile approfittarne. Però ci si fa belli dicendo che la notte dell’ultimo dell’anno il parcheggio all’ospedale è gratuito. Salvo chi, poverino, è colto da infarto, chi mai va all’ospedale nella notte di capodanno? Quanto personale ci troverebbe all’interno? Queste sono delle vere prese in giro, anche crudeli, nei confronti delle persone che hanno bisogno veramente, e che hanno bisogno tutti i giorni, non solo la notte dell’ultimo dell’anno.

 

 

Dunque c’è proprio la mancata accettazione di un principio, che poi nel tempo è stata anche giustificata in vario modo, perfino dicendo che rendere gratuiti i parcheggi all’ospedale vorrebbe dire riempirli non di utenti ma di approfittatori. Ma quando mai? Non si capisce perché uno dovrebbe andare a parcheggiare all’ospedale per poi andare a piedi a Vico Alto, a San Miniato o magari in piazza del Campo! Ci potrà parcheggiare occasionalmente qualche abitante delle due o tre vie attigue, ma è difficile, perché i recinti dei condomini hanno parcheggi abbastanza capienti. Comunque, ammesso e non concesso che si verificassero degli approfitti, sarebbe facilissimo evitarlo con un sistema di vidimazioni da convalidare presso l’ospedale stesso.

Oggi questo problema strumentalmente sventolato per anni pare sparito, nella mozione di maggioranza non se ne parla. Si parla di farsi aiutare dalla Regione per sostenere i costi del mancato introito. Questo può essere un discorso anche valido, perché effettivamente all’ospedale ci vanno anche da fuori Siena. Però resta il fatto che in uno stato che voglia mantenere un minimo di socialità, almeno qualcosina difendiamo, difendiamo un principio, per esempio: all’ospedale, quando ci si va, già abbiamo motivi di preoccupazione, talvolta anche seria, almeno troviamo il posto gratis per l’auto. C’è poi il discorso della gratuità solo iniziale. Ma chi lo sa, quando si va in ospedale, quanto ci si starà? Poi si parla di categorie svantaggiate… ma chi lo decide in quale categoria rientra un cittadino che va all’ospedale? Quindi si deve avere il coraggio di affrontare il problema della gratuità della sosta nella sua interezza. C’è poi un problema di natura contabile, legato alla sostenibilità finanziaria per coprire la realizzazione dei parcheggi realizzati a suo tempo. Queste strutture sono però state realizzate ormai da decenni, e si presume che siano ammortizzate.

C’è poi da dire che i parcheggi dovrebbero essere concepiti un pochino meglio, perché sono irrazionali al massimo. La parte sottostante dei fast park, quella coperta, e quindi la più ricercata perché al riparo da pioggia, neve e sole, ha i posti auto messi perpendicolarmente alle corsie di scorrimento, ed è difficilissimo parcheggiare. I posti andavano previsti a lisca di pesce, è ovvio. Forse si potrebbe ancora rimediare, con un apposito sistema di diversa palificazione, ma per ora lasciamo perdere. Ci penserà, a costi contenuti, l’amministrazione che se Dio vorrà vi sostituirà.

Ho sentito il sindaco rivendicare che i posti lungo il viale Bracci sono comunque gratuiti. Questo lo sappiamo, ma i posti liberi buoni sono assai pochi. Chi va a posteggiare liberamente al ponte di Malizia, ha bisogno di una bella salute per raggiungere a piedi l’ospedale, altro che andare a farsi curare! Non solo, ma i posti liberi davvero vicini all’ospedale sono stati quasi tutti tolti. Da un lato, a destra verso l’ospedale, perché si è realizzata una corsia in uscita dal fast park fino alla rotonda per l’inversione di marcia. Dal lato sinistro, su una quindicina di posti buoni, ci sono ben quattro posti riservati alla ricarica del car sharing, posti fra l’altro mal segnalati, e sempre inutilizzati, salvo quando qualcuno ci mette l’auto per sbaglio e spesso prende anche la multa, ulteriore penalizzazione per chi va all’ospedale. Non solo. Se le cose non sono nel frattempo cambiate, c’è anche un giorno della settimana in cui c’è la pulizia della strada, per cui si può parcheggiare solo dalle ore 12, quando ormai il grosso dell’utenza ha già dovuto diversamente arrangiarsi. I posti buoni e liberi sono pochi e non per tutti i giorni. Infine c’è pagamento e pagamento. Perché chi parcheggia alle Scotte per l’intera giornata a Siena paga due euro e mezzo, mentre ad Arezzo. Nel nuovo parcheggio San Donato, pluripiano e da poco realizzato, quindi certamente da ammortizzare, si paga solo un euro per entrare e ci si può stare fino alla mezzanotte senza aggravi di spesa. Perché a Siena si paga due volte e mezzo? Forse che ad Arezzo sono più furbi?

Aggiungo che la situazione è particolarmente grave davanti all’obitorio, dove i parcheggi sono assolutamente insufficienti. Siamo stati così intelligenti da fare un ospedale senza parcheggi sufficienti davanti all’obitorio! Quando c’erano i soldi della Fondazione si sono sperperati in mille rivoli, nei concertoni, nelle cose effimere, ed il parcheggio non si è fatto, ed ora non ci sono più i soldi per farlo, complimenti vivissimi!

A proposito di accessibilità all’ospedale da parte dei cittadini, approfitto per dare un suggerimento. Andrebbe istituita una navetta pubblica dal cancello di ingresso al tunnel fino all’ingresso al piano uno esse, per chi è anziano, per chi è claudicante, insomma per chi ha bisogno. Una volta ho visto una persona con una gamba di legno che zampettava faticosamente sotto il tunnel, che mi ha fatto una pena dell’anima… Ma come si fa a non istituire un pulmino che possa evitare almeno questo percorso alle persone anziane? Hanno messo ora due o tre panchine, prima non c’erano nemmeno quelle. Quel tratto lo definii a suo tempo il viale del dolore e della vergogna. Come lo definireste voi? E’ il viale del dolore e della vergogna, perché una città che non pensa nemmeno a questo, è una città che non pensa e basta.

Approfitto per dare un altro suggerimento al sindaco. Visto che nei prossimi giorni dovrà prendere contatto con l’azienda ospedaliera, cerchi di parlare un pochino anche della convenzione istituita fra l’azienda stessa e la ditta incaricata di fare le rimozioni delle auto all’interno del recinto ospedaliero. Bisogna rivedere le modalità. Tempo fa c’è stato un periodo di rimozioni senza sosta. Magari erano anche giuste, ma se uno aveva mezza ruota fuori dal seminato, andava a finire sul rimorchio. Già è giuridicamente molto discutibile che delle rimozioni di auto, cioè il sequestro di un bene privato come un’automobile sia fatto in assenza di un vigile urbano o di un altro pubblico ufficiale che ne possa attestare la correttezza. Per i cittadini non c’è modo di difendersi, c’è soltanto da recarsi presso la ditta e pagare caro per riprendersi l’auto, magari nel mezzo al fango quando piove. Sarà il caso di rivedere un pochino queste norme, che mi pare abbiano poco di umano”.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
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