Se la segnaletica orizzontale piange, quella verticale... fa piangere PDF Stampa E-mail
Vedochiaro
Venerdì 30 Luglio 2010 15:10

Amministrare una città non significa solo fare le grandi scelte urbanistiche, o magari decidere il livello di tassazione locale da applicare ai cittadini, significa, o dovrebbe significare anche, se non soprattutto, una quotidiana attenzione alle piccole cose, che poi tanto piccole non sono, perché incidono in maniera grande sulla qualità della vita delle persone.

Prendiamo per esempio la segnaletica stradale. Abbiamo già parlato delle condizioni disastrose (e pericolose) in cui versa la segnaletica orizzontale, praticamente su tutto il territorio comunale. Ma non sta affatto meglio, anzi, la segnaletica verticale, cioè quella, per capirsi, che riguarda i cartelli stradali. Anche questa appare complessivamente maldisposta, degradata, e spesso tale da comportare situazioni di pericolo.

 

 

Facciamo solo qualche esempio, per cominciare ad “introdurre” i navigatori nell’argomento. Intanto la disposizione dei cartelli: moltissimi sono piegati e sbatacchiati, segno che hanno ricevuto degli urti da automezzi in transito. Il che significa, non solo che i conducenti sono distratti e imprudenti, ma anche che i segnali sono ubicati con poco criterio. La foto 1 mostra il cartello posto in viale Vittorio Veneto, quasi davanti alla farmacia Comunale 1.

Ci sono poi gli aspetti di pericolosità per i pedoni. Sì, avete letto bene, per i pedoni, perché i cartelli stradali sono fabbricati in materiale ferroso rigido, e nella parte posteriore anche con i bordi rialzati e taglienti (cfr. foto 2).

 

 

Dunque, se i cartelli stessi non sono piazzati con attenzione, e soprattutto ad una altezza da terra sufficiente, possono provocare degli urti da parte dei pedoni di passaggio. Si pensi ai pericoli per le persone non vedenti, o per gli ipovedenti, o semplicemente per le persone che indulgono ad un attimo di distrazione, che può capitare a tutti. Un tipico esempio è il cartello posto in fondo a via Piave, all’incrocio con via Ricasoli (foto 3).

 

 

Inoltre, forse ancora più pericolosi, ci sono i cartelli provvisori, quelli piazzati dall’amministrazione in maniera posticcia, e spesso poggianti sul piedistallo di una lastra in pietra serena. Sono troppo bassi, e le persone possono andare a sbatterci e farcisi del male, con gli urti che possono provocare non solo contusioni, ma anche ferite da taglio. E’ il caso del cartello posto nella centralissima piazza Matteotti (foto 4), che però sembra assolvere bene almeno ad un’altra funzione, quella di parcheggio “custodito” per biciclette.

 

 

Chiaro che, come minimo, andrebbe fatta una ricognizione generale per dislocare i cartelli con più raziocinio, eliminare le situazioni più a rischio, e dove ciò è difficile limitare i pericoli almeno fasciando le parti sporgenti e taglienti dei cartelli. Insomma, un lavoro da fare con cura, con amore, con attenzione…

Di questa storia della segnaletica, orizzontale e verticale, e del materiale di supporto, come birilli per delimitare i marciapiedi ecc., ne riparleremo. Perché l’argomento non è marginale. Ma proprio per niente.

Vedochiaro

 
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