Lippo Vanni, miniatore e "mago" degli affreschi PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Aprile 2017 19:27

Uno dei più dotati, nel campo della pittura, fra i senesi minori del secolo XIV, in particolare come affrescatore; trasse ispirazione da Simone Martini, e successivamente subì l’influenza anche dei Lorenzetti, soprattutto di Pietro, del quale è da considerare forse il seguace più completo e maturo.  La pittura di Lippo, apprezzabile soprattutto per il bel colore puro e per il sicuro e chiaro comporre, documenta lo sviluppo di una raffinata corrente artistica “metropolitana” in Siena nel periodo posteriore ai Lorenzetti.

Lippo ebbe anche incarichi pubblici, risiedé nel supremo magistrato nel 1352, e fece parte del governo dei dodici. Lippo di Vanni, nato a Siena nella prima parte del ‘300, nel periodo compreso fra il 1341 e il 1375, lavorò moltissimo in Siena e nel territorio circostante (fra l’altro a San Gimignano), e fu attivo anche a Roma e Napoli. Nel 1341 era già attivo a Siena come miniatore. Nel 1342 era a Napoli, dove dipinse il “Redentore benedicente” ora nel museo di Capodimonte e, per conto della regina d’Ungheria Elzbieta Lotietkowna (1300-1380), un trittico oggi conservato presso il museo di Coral Gables in Florida, negli Stati uniti. Tornato a Siena, lavorò ancora come miniatore per per lo spedale della Scala (1345), con i relativi lavori ora al museo dell’Opera del duomo di Siena. Nel 1352 eseguiva un affresco con la “Incoronazione della Vergine” nella sala della Biccherna del palazzo Pubblico, opera radicalmente rifatta da Sano di Pietro nel secolo successivo.

 

 

Altre opere di sicura attribuzione sono: la “Madonna col Bambino” (1355 circa) conservata nella Galleria nazionale dell’Umbria a Perugia; il trittico con la “Madonna col Bambino fra i Santi Domenico e Aurea” nella chiesa dei Santi Domenico e Sisto a Roma (1358), opera datata e firmata: “Lippus Vanni de Senis me pinxit sub AD VCCCLVIII”; l’affresco con la “Annunciazione”, oggi quasi completamente perduto, per il del chiostro di San Domenico a Siena (1372); il grande affresco monocromo con la “Battaglia della Valdichiana” (1363) nella sala del Mappamondo del palazzo Pubblico di Siena, nel quale è ricordata la vittoria dell’esercito senese, comandato dal conte Francesco Orsini, sulla compagnia di ventura detta del Cappello, comandata dal conte Niccolò da Montefeltro (1319-1367), battaglia svoltasi appunto in Valdichiana nel 1363. Da ricordare che la compagnia del Cappello era formata da mercenari italiani, bretoni e tedeschi, e nel 1363, al servizio di Firenze, guerreggiò contro Siena e Pisa. Nella battaglia della Valdichiana, la compagnia fu sorpresa dall’improvvisa carica di 800 cavalieri senesi, che la misero in rotta, e catturarono 1.300 prigionieri, fra cui lo stesso Niccolò da Montefeltro.

Tornando a Lippo, egli nel 1372-74 realizzò il trittico con i “Santi Domenico, Pietro martire e Tommaso d’Aquino” oggi presso il museo Pio Cristiano in Vaticano. Altre opere attribuite a Lippo e conservate all’estero si trovano in Germania (Altenburg, Gottinga, Berlino), Francia (Tours) e Stati uniti (New York, galleria Walters a Baltimora).

La critica è oggi concorde nell’assegnare a Lippo anche un affresco, databile fra il sesto e il settimo decennio del secolo XIV, a forma di polittico con predella, nella cappella Martinozzi nella basilica di San Francesco a Siena, in cui è rappresentata la “Madonna col Bambino e quattro santi”; l’opera è purtroppo gravemente deteriorata, ma non in misura tale, soprattutto dopo i recenti restauri, da impedire di apprezzarne il valore, altissimo, per la squisita morbidezza dei chiaroscuri, la grazia soave delle figure e l’eleganza lineare. Il Vanni, nello stesso periodo, eseguì inoltre vari affreschi con “Storie della Vergine” nell’eremo di San Leonardo al Lago, presso Siena, fra cui sono da citare “La presentazione di Maria al tempio” e “Lo sposalizio di Maria”; in quest’opera, l’arte del Vanni raggiunge i suoi esiti più alti e significativi. Non si conosce la data di morte di Lippo.

Senio Ghibellini

 
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