Sanità: “Cera una volta un servizio di emergenza che funzionava…” PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Gennaio 2017 08:54

Ho ricevuto la risposta scritta alla mia interrogazione in tema di sanità e in particolare di  riorganizzazione dell’emergenza e della continuità assistenziale dell’Area vasta Ausl Toscana Sud Est. L’assessore alla salute Anna Ferretti scrive fra l’altro che “la preoccupazione sull’eventuale declassamento delle Scotte mi sembra sia stata smentita anche dalla conferenza stampa fatta il 21 dicembre dal direttore generale Tosi alla presenza dell’assessore regionale Saccardi”. Mi ha colpito che tale affermazione sia stata fatta proprio mentre lo stesso assessore, insieme al sindaco Valentini, firma un comunicato stampa in cui dice che “non possiamo che dichiararci insoddisfatti per l’insufficiente ricambio professionale dei medici delle Scotte, sul quale direzione generale del policlinico, università e Regione hanno convergenti responsabilità”.

 

 

Per quanto riguarda la riorganizzazione del 118, Anna Ferretti scrive che ciò “che è stato fatto corrisponde  a quello che esiste praticamente ovunque. Il modello organizzativo di Siena era quindi atipico”. Dunque si conferma l’adeguamento in basso del sistema senese rispetto a quello adottato ad Arezzo e nelle altre province. Infatti prima a Siena si poteva chiamare il 118 per tutti i tipi di emergenza, mentre adesso i pazienti sono chiamati a fare la diagnosi di loro stessi, chiamando il 118 solo per le urgenze e la guardia medica, al numero 0577/367773, per le richieste ordinarie. Con la grossa possibilità di sbagliare e perdere tempo, come conferma il primo periodo di operatività, per non parlare dei casi in cui il cittadino chiama la guardia medica e nessuno risponde, perché il medico è impegnato in una visita. E se la cosa richiedesse invece un intervento di urgenza? Nel soccorso molto spesso i minuti sono decisivi per salvare vite o ridurre il danno alla salute.

Dai medici di guardia medica emerge anche la richiesta di adottare un numero verde per le chiamate, perché se il cittadino che chiama non avesse credito telefonico, abbia comunque la possibilità di rivolgersi al punto di soccorso. Questa è solo una delle osservazioni, assai pertinenti, rivolte alla Usl dai medici sia di guardia medica che del 118. Molto altro ci sarebbe da dire su un evidente peggioramento del soccorso nella zona senese, un servizio che prima funzionava assai bene, che nessuno era riuscito ad eguagliare, e la soluzione che ora si trova è quella di abbassare l’efficienza della risposta sanitaria al livello delle altre province. Solo ora sindaco e assessore si svegliano e provano timidamente a farsi sentire, non si sa quanto convintamente. Ben altra determinazione si richiederebbe a degli amministratori che vogliano tutelare fino in fondo la salute dei propri cittadini.

Una chicca conclusiva. L’Italia è nel mirino dell’Unione Europea perché non ha ancora adottato il numero telefonico unico, il 112, per tutte le richieste di emergenza dei cittadini, non solo in tema di sanità, ma anche per quelle rivolte alle forze dell’ordine. E in questa situazione, quale è la risposta delle autorità toscane? Perfino laddove, come a Siena, almeno in tema di sanità il numero telefonico era unico, cioè il 118, questo si sdoppia, creando una gran confusione, ed ora ci si affanna a tentare di rimediare almeno qualcosa, il tutto senza mai ammettere i propri errori, ci mancherebbe altro.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
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