Sanità senese, Falorni: “Dall’intervista a Desideri preoccupanti conferme” PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Dicembre 2016 15:48

Sono rimasto colpito dall'attenzione mostrata alla mia interrogazione presentata al Sindaco del Comune di Siena riguardante i nuovi modelli organizzativi che verranno applicati alla sanità senese, soprattutto dall'immediatezza della risposta fornita dal Direttore Generale della nuova grande Usl Toscana Sud Est Enrico Desideri. Tale immediatezza mi ha fatto sperare che la mia preoccupazione, o il mio “pessimismo” come lo ha definito il sindaco Valentini, venisse fugata.

Devo dire che dopo aver letto l'intervista sono ancora più preoccupato di prima, perché ho la sensazione che certe scelte siano proprio dettate da indicazioni precise venute dalla Regione.

Nella mia interrogazione faccio riferimento ai presupposti annunciati, da chi guida la Sanità regionale, in sede di approvazione degli atti che stanno trasformando le Aziende Usl da provinciali (o quasi) ad  Area vasta. Cioè che tale nuova organizzazione dovrebbe dare un maggior livello di assistenza a fronte di una riduzione di costi.

 

 

E' evidente che tutto ciò mal si concilia con quanto affermato dal Direttore Desideri, in particolare quando parla di aumento di postazioni di emergenza sul territorio: in questo caso non dice che in tali postazioni, in gran parte, saranno presenti semplici encomiabili volontari ai quali si pensa di affidare ulteriori responsabilità, rispetto a quante già ne hanno, formandoli per intervenire in caso di infarto ovviamente con strumentazione adeguata come i defibrillatori, in sostituzione del medico. Oppure elevare (verbo curioso perché in provincia di Siena ad oggi non ce ne sono) il numero di ambulanze con infermiere a bordo che dà sicuramente più tranquillità di un semplice volontario, ma che non potrà elaborare una diagnosi che per legge può fare solo il medico. E se la patologia è grave e il paziente si trova a Radicondoli? Spero che questo tipo di equipaggio venga inserito nei punti di emergenza più strategici per il territorio.

Ma la domanda che viene spontanea è: i medici che verranno sostituiti da questo nuovo modello organizzativo termineranno il loro rapporto contrattuale oppure verranno destinati in altra struttura operativa? Se fosse valida la seconda ipotesi qualcuno dovrebbe spiegare a quale voce corrisponderebbe il risparmio per l'Azienda Usl Toscana Sud Est, e soprattutto dove si individua contestualmente il miglioramento del livello di assistenza territoriale.

L'altro aspetto che mi ha colpito è la chiara conferma che la definizione di “aretinizzazione” del sistema sia corretta. Infatti il Direttore Desideri afferma palesemente di voler applicare a Siena quanto avviene ad Arezzo. Tanto per capirci, ad oggi, se un utente della provincia di Arezzo ha un problema di natura sanitaria deve decidere da solo se è grave a sufficienza per chiamare il 118 e far intervenire un'ambulanza o un'auto medica con equipaggio sanitario, oppure chiamare con numero diverso un call center che lo indirizzerà verso una guardia medica. A Siena invece esiste un numero unico per tutto, che è il 118, dove un professionista preparato sa indirizzare la chiamata verso il percorso più adeguato.

Approfitto per informare il Direttore Desideri che ho appreso per altra via che il telefono cellulare è già in dotazione alle guardie mediche senesi da sempre.

Infine farebbe piacere un chiarimento sulla annunciata trasmissione dei dossier clinici dei cittadini, in relazione alle vigenti normative sulla privacy.

Devo ammettere che più si acquisiscono informazioni su quanto sta avvenendo nella sanità senese e toscana, più posso affermare di essere veramente pessimista per il futuro delle nostre comunità.

Sindaco Valentini e Sindaci componenti le Conferenze per la Sanità, se ci siete battete un colpo.

Marco Falorni

Impegno per Siena

 
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