Riorganizzazione della sanità di emergenza, è necessario saperne di più PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Novembre 2016 16:35

Una interrogazione a risposta scritta è stata presentata dal consigliere Marco Falorni del gruppo Impegno per Siena in merito alla riorganizzazione dell’emergenza e della continuità assistenziale dell'Area vasta Ausl Toscana sud est. Qui di seguito eccone il testo.

 

Atteso che:

- il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una legge che ha cambiato il modello organizzativo della Sanità Toscana accorpando dodici aziende sanitarie locali in tre Aree Vaste: azienda Usl Centro, azienda Usl Toscana Nord Ovest, azienda Usl Toscana Sud Est con l’obiettivo annunciato del rafforzamento della organizzazione sul territorio e dei relativi processi di governance attraverso ulteriori successivi modelli organizzativi dipartimentale e della rete ospedaliera;

- la Giunta Regionale Toscana già a suo tempo aveva approvato una delibera  in linea con le indicazioni internazionali e nazionali e alla luce delle esperienze organizzative e gestionali di altre realtà regionali italiane (come indicato nel contenuto della stessa), nella quale individuava l’ Area Vasta quale dimensione ottimale per il riassetto delle Centrali Operative 118 del territorio toscano;

- la Giunta Regionale Regione Toscana con una delibera successiva ha approvato il piano attuativo di riorganizzazione di tutto il sistema di emergenza-urgenza dove si dava atto che, stante la complessità tecnologica ed organizzativa necessaria per giungere all’assetto definitivo di una centrale di Area vasta (o per superare i campanilismi emersi nel dibattito politico), si prevedeva una fase di transizione, nella quale siano operative sei Centrali Operative 118, tra le quali nella Area vasta Toscana sud est sono state individuate l’Azienda U.S.L. di Siena accorpando l’U.S.L.di Grosseto e l’Azienda U.S.L.di Arezzo.

 

 

Quanto sopra premesso:

- considerate le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità regionale che individuava la vera essenza della nuova legge di accorpamento delle Asl sopra citata è  la qualità e la vicinanza dei servizi al cittadino in un sistema più snello, con meno burocrazia e più integrazione sociosanitaria.

- tenuto conto quindi che le finalità che questa nuova organizzazione, come affermato dal Presidente della Regione,  dovrebbero avere lo scopo di ottimizzare la gestione riducendo i costi insieme al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia e che la nuova organizzazione territoriale dell’emergenza sarà la cartina di tornasole per avere una prima valutazione sulla validità della scelta effettuata di accorpare le Asl;

- valutato che in base alle affermazioni fatte dai massimi rappresentanti della sanità regionale, il presupposto per ottenere il risultato atteso da questi accorpamenti dovrebbe essere  quello di applicare i modelli migliori fra quelli in vigore costruiti con l’ esperienza dalle tre Aziende sanitarie in questione;

- riconosciuto che esistono nella sanità senese dei percorsi terapeutici nati per mettere tutti i cittadini presenti sul territorio provinciale nelle condizioni di usufruire delle migliori terapie erogate dai centri di Alta Specializzazione e che è stato possibile fare nella nostra realtà grazie e due motivi: la presenza di una Azienda Ospedaliera  di Alta specializzazione e per la grande collaborazione creatasi grazie al forte rapporto culturale formativo delle figure professionali operanti nel territorio, derivanti entrambi  dalla  presenza dell’Università degli Studi di Siena con la sua Facoltà storica di medicina e Chirurgia. Percorsi riguardanti l'infarto del miocardio e l'ictus cerebrale tali che hanno  permesso di ottenere risultati riconosciuti i migliori a livello nazionale, per efficacia in termini di vite salvate o limitazione dei danni;

- considerato che la logica vorrebbe che le esperienze sopra citate  venissero prese in considerazione prioritariamente anche come esempio rispetto ad altre esperienze sicuramente lodevoli ma non corroborate dagli stessi dati;

- appreso che in eventi pubblici vengono ridisegnati nuovi meccanismi di gestione delle suddette patologie (infarto del miocardio e ictus cerebrale) senza confronti con l'esistente e senza validazione con criteri scientifici: ad esempio viene preannunciato la centralizzazione di tutti i casi di infarto dalla Val di Chiana non più verso Siena, ma verso Arezzo basati solo sulla tempistica di trasferimento calcolati  su dati presi da google e non da una valutazione dei tempi globali e degli esiti ottenibili (es. la validazione avviene su indicatori legati alla mortalità a distanza di tempi predefiniti e non sulla distanza chilometrica e temporale del percorso);

-  appreso altresì di altri annunci riguardanti la modifica della gestione della Guardia medica che nel modello senese la visita della stessa veniva assegnata da un professionista sanitario  che valutava  lo stato di salute del paziente e decideva se lo stesso doveva essere assegnato alla continuità assistenziale o all'emergenza.

- Il nuovo modello proposto non senese prevede che sia il cittadino a prendersi  la responsabilità di decidere se il suo stato di salute sia più idoneo all'intervento di una guardia medica o di un'equipe di emergenza;

- considerato che in base ai movimenti della nuova direzione dell’ Azienda Usl Toscana Sud Est la sensazione che si avverte, riferita al Modello dell’emergenza  senese garantista per il paziente con una consistente presenza medica in un territorio morfologicamente multiforme e quindi con una  viabilità complessa e che per questo ha richiesto punti di riferimento medicalizzati più diffusi, sia in fase di smantellamento utilizzando la scusa dei costi senza mai aver fatto una comparazione con criteri oggettivi;

- visto anche un atteggiamento diffuso che non tiene conto della realtà e dell'esperienza  legata alla presenza di una Università con il Dipartimento di medicina e chirurgia con relative scuole di specializzazione storiche che hanno permesso la creazione di un'Azienda di Alta specializzazione, tutti elementi  che avrebbero dovuto rappresentare da soli quella Centralità che avrebbe dovuto avere Siena nella costituzione della nuova Azienda Sanitaria (senza considerare la centralità territoriale) che invece non ha avuto e che si sta lavorando perché venga definitivamente persa;

- constatato dai fatti che si stanno succedendo che la costante e continua “aretinizzazione” del sistema sanitario senese e grossetano è ormai evidente, ma non può essere un criterio vista la mancanza totale di confronti fra le varie esperienze;

- ribadito che le responsabilità in materia di indirizzo sanitario sono in capo alle istituzioni;

si chiede al sindaco e  alla conferenza dei sindaci

- se  sono a conoscenza di quanto sta avvenendo riferito alla riorganizzazione dell’emergenza e della continuità assistenziale dell'Area vasta Ausl Toscana sud est e se hanno consapevolezza delle conseguenze sul  futuro sanitario dei cittadini senesi della città e della provincia;

si chiede al Sindaco

-  se è informato che al momento l'unica struttura complessa di gestione della Centrale Operativa 118 non assegnata è quella di Siena, come invece lo sono nelle strutture di Arezzo e Grosseto  e del perché non è stata assegnata e se nel futuro rimarrà tale come previsto dalla legge o verrà declassata;

- considerato il capoverso precedente chi è a Siena che contribuisce alla costruzione del nuovo sistema e che fa valere quanto costruito negli anni, visto che attualmente si sta “guadagnando  una centralità fisica” (vedi trasferimento della Centrale Operativa 118 nella caserma dei Vigili del fuoco) ma non esiste più la centralità decisionale e se questa centralità rimarrà anche quando si passerà ad un’unica Centrale Operativa 118;

- perché l'Azienda Ospedaliera Senese, fulcro di quei modelli creati a Siena sopracitati (vedi coinvolgimento nei “percorsi” dell’U.O. Emodinamica delle Scotte) che se smantellati vedrà un suo ulteriore indebolimento, non prende posizione attraverso i suoi rappresentanti;

- se i piccoli ospedali verranno sacrificati nell’ottica del risparmio concentrando  ulteriori servizi sanitari in presidi ospedalieri centrali smantellando ovviamente i presidi nelle zone svantaggiate;

- se non condivida il sospetto che in questa fase di riorganizzazione che riguarda anche le tre grandi Aziende Ospedaliere Toscane sia in atto un continuo svuotamento  delle periferie dei migliori professionisti privilegiando i grandi centri come  Firenze anche a discapito di altre realtà piccole come lo sta diventando Siena dopo il dissolvimento dell’ ”ombrello” del Monte dei Paschi, con il rischio futuro di un possibile declassamento dell’ “Ospedale delle Scotte”;

- se quanto sta avvenendo nell'emergenza (aretinizzazione del sistema con atteggiamenti unilaterali) è riscontrabile anche in altri settori sanitari;

- considerato la necessità di risparmiare risorse nel settore sanitario, come si concilia il contenuto del verbale approvato dal Comitato Regionale di Medicina Generale, del quale s’invita a prenderne visione, dove si approva il Regolamento del Dipartimento di Medicina Generale anticipando decisioni in mancanza del nuovo Accordo Nazionale di Medicina Generale non ancora approvato;

- se ritiene opportuna una verifica sulla posizione dei coordinatori di AFT dai quali scaturirà il nuovo direttore del Dipartimento, prevedendo anche incarichi tramite contratti 15 septies;

- se i coordinatori delle attuali AFT della nostra provincia sono anche rappresentanti sindacali;

- considerato che le AFT senesi non sono ancora operative, la posizione contrattuale dei coordinatori delle attuali AFT della provincia;

- se esistano motivi oggettivi di proroga generalizzata dei coordinatori AFT come richiesto nel verbale del Comitato Regionale di Medicina Generale, visto che almeno in alcuni casi l’attività degli organismi AFT non sarebbe ancora iniziata”.

 
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