Pinacoteca-Santa Maria: il sindaco conferma che siamo ancora all’anno zero PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Giovedì 28 Luglio 2016 16:45

Nel consiglio comunale di martedì 26 luglio 2016 ho illustrato una interrogazione, firmata insieme a Giuseppe Giordano primo firmatario, Massimo Bianchini, Andrea Corsi e Pietro Staderini, in merito ai rischi del mancato trasferimento della Pinacoteca Nazionale al Santa Maria della Scala. In sostanza chiedevamo al sindaco di riferire “i termini precisi della vicenda del trasferimento di una parte delle opere della Pinacoteca nel palazzo Chigi alla Postierla; che tipo di coinvolgimento ha ricevuto al riguardo; quali iniziative ha preso per evitare che venga irrimediabilmente vanificato il protocollo di intesa siglato il 10 aprile 2000 fra il ministro dei Beni culturali, il sindaco di Siena, il presidente della Provincia ed il legale rappresentante del Santa Maria della Scala finalizzato al trasferimento della Pinacoteca all’antico spedale”.

 

 

In sede di illustrazione in aula, ho aggiunto quanto segue: “La presente interrogazione è quasi un naturale seguito ad una precedente interrogazione da me illustrata oltre un anno fa sullo stesso tema, in cui chiedevo notizie sul trasferimento di una sessantina di opere d’arte dalla Pinacoteca al palazzo Chigi alla Postierla. Chiesi fra l’altro all’amministrazione se aveva avuto un inventario di tali opere, senza ottenere risposta, chiesi se le opere trasferite sarebbero state messe in sicurezza, già sapendo che era impossibile, perché gli uffici amministrativi non possono essere attrezzati come sede museale. Espressi anche le mie perplessità sul fatto che queste opere d’arte sarebbero state rese fruibili, come invece aveva promesso di fare la Soprintendenza, che avrebbe aperto periodicamente i propri uffici alle visite del pubblico; da allora non si sono più avute notizie al riguardo. Quindi anche su queste appendici ai quesiti posti nel dispositivo dell’interrogazione, chiedo se l’amministrazione nel frattempo, e direi che di tempo ne è passato abbastanza, ha qualcosa da riferire”.
Il sindaco, nella sua lunga e sterile risposta, ha prima di tutto polemizzato con gli interroganti, rei, a suo dire, di aver parlato di “protocollo di intesa” per l’atto firmato nel 2000, quando invece si sarebbe trattato solo di un preliminare con valore esclusivamente politico. Poi il sindaco ha riferito di un incontro sul tema avuto con le autorità statali, facendo capire che si è trattato di un incontro “vivace”, ma non dando notizie in merito né rassicuranti né definitive.

Nella mia replica, ho pronunciato le seguenti parole: “Della risposta non basta dire che sono insoddisfatto, cosa su cui non ci piove, ma bisognerebbe esprimere quanto sono insoddisfatto. E devo dire che nell’ambito del lessico politicamente corretto mi è difficile trovare le parole per precisare il livello di insoddisfazione. Ancora non siamo a niente. La notizia che ha dato il sindaco è che da sedici anni ci troviamo fra le mani un documento che ha valore solo politico. Peccato che la espressione protocollo di intesa sia stata usata da tutte le amministrazioni precedenti non so quante volte, probabilmente anche da questa, e quindi, per scrivere l’interrogazione abbiamo copiato da lì. Ma oggi il sindaco mi dice che siamo ancora più indietro di quello che già si pensava, andiamo bene. Il sindaco dice anche che ha fatto una riunione vivace, speriamo vivace abbastanza, con le autorità statali. Sta di fatto che al momento non abbiamo neppure - il sindaco non ne ha parlato - l’inventario delle opere d’arte spostate al palazzo Chigi alla Postierla. Ora se è vero - ma per ora non lo è stato - che queste opere saranno visitabili, bisogna sapere quali sono per decidere se andarci o no a vederle. Una cosa condivido della risposta del sindaco, e cioè quando ha ricordato che non tutte le opere della Pinacoteca sono dello Stato, infatti ci sono molte opere in deposito, di proprietà del Comune, del Santa Maria della Scala quando aveva la veste di istituzione, di molte chiese eccetera. E allora: quante di queste opere spostate sono dello Stato, o sono di altri, o magari anche nostre, del Comune di Siena? Si potrebbe sapere finalmente? Dopo sedici anni ancora non sappiamo niente di come dovrà effettivamente svilupparsi il trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria della Scala, o comunque sulla razionalizzazione del polo museale fra il palazzo Buonsignori e l’antico spedale. Mi sembra che per ora le idee siano a dir poco confuse, e noi siamo a dir poco insoddisfatti”.

Marco Falorni (Impegno per Siena)

 
© 2008 impegnopersiena