La fonte di Pescaia, e la riserva di pesce della città PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Giugno 2016 16:45

Fuori porta Camollia, in direzione del colle di San Prospero, sorge la bellissima fonte di Pescaia, che è l’unica che conserva traccia della merlatura originale, risalente al 1270 circa, anche se inglobata in una posteriore costruzione soprastante la fonte stessa. Tutta in cotto, consta di tre grandi archi romanici. Di rilievo anche gli annessi situati ai piedi dell’alto muro che parte dal fianco sinistro della fonte principale: l’abbeveratoio per i cavalli e vari lavatoi su diversi livelli. Il complesso delle costruzioni formava una sorta di piazza, dove per secoli ha sicuramente pulsato intensamente la vita quotidiana senese. Pur essendo fuori dalle mura, la fonte era molto utilizzata, in quanto posta al lato di una strada assai frequentata, corrispondente all’antica via romana diretta a Fiesole e a Volterra.

 

 

L’origine della fonte è sicuramente molto antica, ma il primo documento risale al 1226, quando la stessa risultava fra quelle assiduamente custodite, e quindi considerata di pubblico interesse dal Comune di Siena. Nei decenni successivi si avvicendarono lavori di ampliamento e abbellimento. Sulla facciata è posta una lapide che ricorda i lavori di sistemazione effettuati nel 1247.

La costruzione che sovrasta la fonte, realizzata nell’Ottocento, e che oggi ospita il museo dell’Acqua, durante l’ultima guerra e negli anni successivi ha ospitato numerose famiglie di sfollati.

La zona di Pescaia prende nome dal fatto che un tempo c’era il torrente Pescaia (oggi tombato), cosiddetto perché alimentava dei tomboli o fontoni ricchi di pesce, dei veri vivai per l’approvvigionamento del mercato ittico della città.

Senio Ghibellini

 
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