Il tabernacolo più antico e prezioso, quello di Duccio, e l'origine del nome Pian de' Mantellini PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Giugno 2016 19:51

Il più antico tabernacolo di Siena, fra quelli ancora esistenti, ed anche il più prezioso in assoluto, è quello posto in piazzetta delle Due Porte, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino. L’affresco risale al primo ‘300 ed è attribuito addirittura al sommo Duccio di Buoninsegna. E certamente Duccio, nei pressi delle Due Porte (che sorgevano sulla vecchia cinta muraria, prima dell’allargamento verso porta Laterina e porta San Marco) aveva la sua bottega, prima all’esterno, pare dal 1308 al 1311 (gli anni in cui fu dipinta la “Maestà”), e poi all’interno, in via Stalloreggi, come ricorda la lapide di cui si è già parlato. L’affresco viene considerato di qualità altissima, ma la visione è purtroppo praticamente impossibile, a causa dei riflessi sulla copertura in vetro, ed anche a causa dell’altezza del tabernacolo, situato a circa cinque metri da terra.

 

 

Stando ad una tradizione radicata, l’attigua via in direzione del Carmine avrebbe preso il nome di Pian de’ Mantellini perché un tempo, sotto la veneratissima Madonna duccesca si usavano appendere dei mantelli da bambini per chiedere la grazia che questi ultimi venissero preservati dalle malattie. Una versione leggermente diversa è fornita da Giugurta Tommasi e Girolamo Gigli, che sostengono che l’usanza di appendere i mantellini dei fanciulli si perpetuava sotto ad una graziosa immagine di Maria un tempo esistente sulla facciata della chiesa di San Niccolò al Carmine. La sostanza non cambia di molto, e può darsi pure che i piccoli mantelli venissero appesi sotto entrambe le immagini mariane. Sta di fatto che le donne senesi affidavano la protezione dei loro figli alla Regina della città, e così nacque il toponimo del Pian de’ Mantellini.

Senio Ghibellini

 
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