Bilancio del Comune: tasse altissime, ed in ulteriore aumento. Per Valentini tutto ok PDF Stampa E-mail
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Giovedì 26 Maggio 2016 14:07

Il bilancio consuntivo 2015 del Comune di Siena è stato approvato a maggioranza, con 18 voti favorevoli e 11 contrari. Fra i contrari, per la prima volta, anche Mauro Marzucchi. Qui di seguito pubblichiamo il testo pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

“Il sindaco ha rivendicato, nella illustrazione del bilancio consuntivo del Comune, di aver rimediato ad una situazione di disastro ereditata. C’è tanta amarezza in chi per anni da questi banchi aveva messo in guardia i predecessori del sindaco a non crearlo, quel disastro. Diceva sempre il sindaco che il bilancio prima funzionava così: i conti alla fine tornavano solo perché si immettevano i contributi della Fondazione MPS. Questo non poteva durare, lo si doveva capire da subito, dal 2001, ma non lo si poteva non capire dal novembre 2007, cioè dall’acquisto dell’Antonveneta. Dico questo perché fino ad allora la Fondazione MPS aveva quello che noi da questi banchi definivamo il tesoro della città, e cioè alcuni miliardi di euro investiti in buoni e redditizi titoli, che annualmente assicuravano alla Fondazione stessa un ottimo risultato annuo, e questo le dava autonomia e dava garanzie alla città. Poi c’erano anche gli utili che arrivavano dalla Banca MPS, finché questi sono stati veri e reali. Dopo l’acquisto dell’Antonveneta ai costi noti era facilmente prevedibile che questi utili non ci sarebbero stati più, ma la cosa più grave, per la città e per il Comune, è stata il comportamento della Fondazione, che ha venduto tre miliardi e mezzo di euro di buoni titoli redditizi per metterli tutti in azioni del MPS, che non hanno reso niente. Quello che è ancora più grave è che il Comune e la maggioranza consiliare hanno sempre approvato pervicacemente questo comportamento. E ancora più grave è che l’amministrazione ha continuato a perseguire le sue politiche di bilancio, sempre sperando, anno dopo anno, bilancio dopo bilancio, preventivo dopo consuntivo, che tanto sarebbero arrivati i soldi della Fondazione. A un certo punto questi non sono arrivati, e allora si sono aumentate le tasse ai cittadini del 90 per cento. Questa è la buona amministrazione che ha ereditato Valentini. E questo era per mettere i puntini sulle i e capire da dove si parte. Vediamo dunque questo bilancio consuntivo 2015.

 

 

Dalla relazione tecnica fornita dall’amministrazione si rileva, nella parte relativa alle entrate tributarie accertate, che queste, dopo il necessitato maxi-aumento praticato dalla gestione commissariale, sono ulteriormente aumentate in soli due anni di gestione Valentini, dal 2013 al 2015, da 59 ad oltre 69 milioni di euro. Quindi quando l’amministrazione dice che ha mantenuto inalterate le tasse, non è vero. Queste erano già altissime, ma sono aumentate.

Passiamo alla spesa corrente, anche questa aumenta dal 2014 al 2015 da 85 a 92 milioni di euro. Ma quale spending review è stata fatta? La spesa aumenta. Se poi osserviamo il nevralgico settore sociale, esso rimane inalterato rispetto all’anno scorso, sugli 11 milioni di euro, ma evidentemente cala in percentuale, rispetto alla aumentata spesa corrente complessiva. E questo è un fatto matematico. La voce che più delle altre è segnalata in aumento nel 2015 è quella relativa a viabilità e trasporti. Qui ci saranno i contributi relativi al trasporto pubblico, ma penso che ci siano anche i costi per la gestione delle biciclette. Lasciamo passare un altro po’ di tempo, e poi sulle biciclette faremo i conti, vedremo quanto queste biciclette costano ai pedoni.

Parliamo della spesa per investimenti impegnata per funzioni, che è significativa. L’amministrazione Valentini si mantiene coerente nel tempo. Infatti dal 2013 al 2014 al 2015 continua a dedicare allo sviluppo economico, al turismo, al settore sociale lo zero per cento, che è pari quindi a zero euro. Pariamo di sicurezza: investimenti previsti per la polizia municipale: zero per cento. Questa è la buona amministrazione Valentini.

Analizziamo il prelievo tributario pro-capite. Dopo il maxi-aumento del 2012, non è che questo prelievo è rimasto invariato. No, ha continuato ad aumentare. Il prelievo tributario pro-capite a carico di ogni senese nel 2013 era di 1.093 euro, nel 2015 è stato di 1.287 euro, il che significa un aumento di quasi il 20 per cento in soli due anni.

Infine diamo un’occhiatina alle conclusioni della relazione del collegio dei revisori. Essi annotano diverse cose non banali. Intanto fanno un richiamo a dotare il Comune di un controllo analogo più efficiente e adeguato per le società in house, riferendo anche al collegio dei sindaci. Figuriamoci se non dovrebbe riferire al consiglio comunale! Cosa che Valentini non fa, nonostante gli impegni presi all’inizio del mandato. C’è poi la richiesta di effettuare adeguate verifiche nella riscossione dei crediti, adeguare il sistema di controllo interno. Inoltre il collegio chiede particolare attenzione alla economicità della gestione dei servizi pubblici e degli organismi a cui gli stessi sono stati affidati, all’indebitamento dell’ente, al costo delle risorse umane, che come noto è proporzionalmente uno dei più alti d’Italia, soprattutto alla attendibilità delle previsioni e veridicità del rendiconto. Almeno a memoria non mi ricordo, nelle tante altre relazioni dei revisori che negli anni ci sono passate sotto il naso, di aver letto un richiamo all’ente sulla veridicità del rendiconto. Eppure il bilancio, lo dice anche la legge, per essere valutato deve essere vero e attendibile.

In conclusione questo è un bilancio che non può essere presentato con toni trionfalistici come ha fatto il sindaco, è un bilancio che sconta gli errori e gli orrori del passato e in cui non si ravvisa poi un granché per porvi rimedio”.

Marco Falorni

 
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