Comune condannato, ma le spese processuali le pagano i senesi PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Aprile 2016 20:24

Ripercorrendo la vicenda dello sciopero indetto dalla Polizia Municipale l’8 marzo 2014 e della relativa sentenza con cui, lo scorso 11 gennaio, il giudice del Tribunale del Lavoro di Siena ha riconosciuto il comportamento antisindacale del Comune che, per lo stesso giorno, aveva messo obbligatoriamente in servizio 42 unità di personale, Marco Falorni (Impegno per Siena) ha presentato, oggi, un’interrogazione sul tema, sottoscritta anche da Massimo Bianchini e Andrea Corsi (L’Alternativa). Per leggere il testo completo della interrogazione cfr. http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2564:comune-antisindacale-le-spese-processuali-non-le-devono-pagare-i-senesi&catid=40:varie&Itemid=49

“Il giudice - ha affermato Falorni - ha disposto che le spese processuali venissero computate a carico del Comune per tre quarti del loro importo complessivo e quindi per euro 6.469,50. Inoltre, l’ente era tenuto alla pubblicazione del dispositivo della sentenza nella stampa locale”.

Il consigliere ha quindi chiesto “se tali spese siano state poste a carico del bilancio comunale, e quindi dei cittadini, oppure se saranno recuperate con addebito ai diretti responsabili del comportamento censurato dal giudice”.

 

 

L’assessore al Personale, Mauro Balani, ha ripercorso la vicenda dello sciopero dell’8 marzo 2014, giorno in cui si è svolta la competizione ciclistica “Strade bianche” promossa da RCS/Gazzetta dello Sport, un’ordinanza del Questore demandava alla Polizia Municipale il presidio di alcuni punti nevralgici per il traffico cittadino e la scorta ai mezzi dell’organizzazione fino ai punti di sosta e la successiva vigilanza; la rimozione dei veicoli in divieto di sosta, il supporto per lo stoccaggio e il posizionamento delle transenne lungo il percorso. “Preme innanzitutto rilevare - ha continuato l’assessore - che, in caso di sciopero, l’accordo decentrato del 1996 prevede che, su richiesta del Prefetto, il sindaco esoneri dallo sciopero stesso il contingente in servizio di pubblica sicurezza”. “I contenuti dell’ordinanza ci sono stati trasmessi alle ore 13 del giorno precedente, il 7 marzo: quindi senza che ci fosse la materiale possibilità di rispettare i 5 giorni formali per informare preventivamente sindacati e lavoratori dei nominativi di coloro che sarebbero stati esonerati dall’effettuazione dello sciopero per esigenze di pubblico servizio. Nessun’altra valutazione è stata ritenuta dal giudice attendibile o applicabile nel merito della denuncia di comportamento antisindacale. Pertanto, nessuna responsabilità può essere riconosciuta al Comandante di Polizia Municipale che ha agito nei tempi disponibili rispetto all’ordinanza del Questore e ha, così, garantito la corretta e regolare effettuazione del servizio di vigilanza per la sicurezza di tutti i cittadini”.

Insoddisfatto Marco Falorni perché, ha detto “l’assessore si è limitato a leggere l’arringa fatta dall’avvocato di parte del Comune al Giudice del lavoro che, di fatto, ha dato torto all’Amministrazione, e non ha risposto a quanto chiesto nell’interrogazione. Presumo che i dirigenti, così come gli assessori, siano coperti da assicurazione, in modo che le spese processuali non debbano ricadere sui cittadini. A questo non mi è stato risposto. Mi riservo di leggere attentamente il verbale di quanto letto in aula dall’assessore Balani”.

 
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