Sindaco troppo social? "Il problema non è facebook, il problema è Valentini" PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Sabato 02 Aprile 2016 10:15

Qui di seguito pubblichiamo il testo dell'intervista rilasciata da Marco Falorni a David Busato per la testata giornalistica on line i-Siena.

Pochi giorni dopo il turbolento consiglio comunale con la diatriba sul numero legale, abbiamo fatto il punto con Marco Falorni, storico consigliere comunale di Impegno per Siena.

1) Ricostruzione fatti sul numero legale.

Premesso che il numero legale deve essere garantito dalla maggioranza, già prima del consiglio c’era una certa tensione a causa di un ordine del giorno enorme, più adatto a degli schiavi che a persone libere che fanno un servizio alla comunità. Le minoranze avevano provato a razionalizzarlo, sia in conferenza dei capigruppo, inutilmente, sia con una mozione d’ordine in aula puntualmente respinta dalla maggioranza senza neanche rispondere nel merito, e con i voti inopportunamente espressi dal presidente del consiglio e dal sindaco. A questo punto, visto il trattamento ricevuto, nel momento in cui la maggioranza si è trovata in difficoltà, anche a causa della propria ostinazione, le minoranze hanno alzato i tacchi e sono uscite dall’aula. E hanno fatto bene, hanno fatto il loro dovere.

2) Sindaco troppo social per te?

Valentini fa bene ad essere presente su facebook, al suo posto lo farei anch’io. Ma è assolutamente incapace di mantenere un profilo istituzionale. Non lo è nella vita politica reale, e non lo è neppure nella politica ‘virtuale’ sui social. E’ un fatto di stile e di cultura. Il problema non è facebook, il problema è Valentini.

 

 

3) Questione bilancio previsionale

Non merita perdere molto tempo a parlarne. Si tratta di un bilancio davvero previsionale, nel senso che mantiene un livello di incertezze, soprattutto nel settore delle entrate, molto elevato. E si tratta comunque di un documento dettato dalla necessità, e dalla corte dei conti. Magnificarlo è ridicolo, perché fare un pochettino meglio dei bilanci folli degli anni del disastro non è certo un merito, è il minimo sindacale.

4) Questione regolamento urbanistico

Quando Valentini aveva avocato a sé l’urbanistica, con una certa dose di coraggio visti i problemi ereditati dalla gestione a Monteriggioni, ho pensato: beh, meglio così, almeno starà attento. Le prime scelte in materia urbanistica sono state invece devastanti. Ancora consumo di suolo preferito al riuso ed alle ristrutturazioni. Non si intravede una reale sburocratizzazione delle procedure, né una necessaria facilitazione dei cambiamenti di destinazione d’uso degli immobili, come sarebbe normale in una città in profonda trasformazione a causa dei traumi subiti. Tutto secondo copione, direi. La gestione del PD non si smentisce.

5) Altri nodi per te irrisolti

Semplicemente tutti. Non c’è una strategia per la città del domani, né questa giunta può essere culturalmente capace neppure di immaginarla. Gli ultimi punti di forza della città sono in pericolo o in qualche caso in via di smantellamento. Turismo gestito con la consueta sciatteria, senza alcuno sforzo per proporre qualità dei servizi per visitatori di qualità, e proponendo una moltitudine di eventi di basso o talvolta bassissimo livello. Uso intensivo della Piazza del Campo, che finirà per svilire anche il salotto bòno. Commercio in apnea, insicurezza crescente, degrado dilagante. Alcune ampie aree cittadine, vedi Fortezza, sono in condizioni penose. E questi pensano di mandarci a sposare la gente, con tanto di buffet nello scarreggiato porticato, a quattromila euro per l’uso del suolo pubblico. Secondo me vivono sulla luna. Gestione del traffico e della sosta da incubo. Assoluta incapacità di affrontare con determinazione ed efficacia anche modeste e prevedibili emergenze, come alcune frane qua e là. Devo continuare? L’elenco è lunghissimo.

6) Tantissimi anni i tuoi da consigliere... puoi dare un giudizio oggettivo sulle differenze tra ieri ed oggi in Politica?

Posso dire del consiglio comunale, che seguivo da giornalista fino dai primi anni ’80, quando c’era un livello medio dei consiglieri, mi duole dirlo, ben diverso dall’attuale, e soprattutto c’era uno spontaneo rispetto reciproco, rispetto che ovviamente partiva dal comportamento delle amministrazioni. Io sono arrivato in consiglio nel 2001, cioè proprio nell’anno in cui furono poste le basi per la devastazione della città. Comunque da allora è stato un peggioramento continuo. Latita, in consiglio, la conoscenza profonda della città, della sua storia, delle sue strade, dei suoi personaggi, delle associazioni. Si va avanti applicando meccanicamente decisioni prese altrove. Una tristezza. Personalmente, il periodo più entusiasmante, anche se molto faticoso, è stato dal 2006 al 2011, quando c’era in consiglio una forte rappresentanza delle liste civiche senesi, eravamo organizzati, preparavamo bene le sedute e portavamo avanti le azioni concordate senza sconti. Tanto impegno e risultati modesti, i senesi dormivano sonni profondi. E ancora non si sono del tutto svegliati. Nonostante tutto, per il futuro rimango, devo rimanere, ottimista.

David Busato

 
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