La Marsigliese, Santa Caterina, la Bibbia, Napoleone, la Siria… nella storia “tout se tient”! PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Dicembre 2015 15:17

Dopo i tragici fatti di Parigi, è risuonata spesso la Marsigliese, l’inno nazionale francese, intonato, non solo dai francesi, ma dagli abitanti dell’Europa che di fronte a tanto terrore si sono sentiti tutti un po’ “enfants de la Patrie”. A questo proposito ricordiamo che già nel 1967 i mitici Beatles misero in apertura del loro hit “All you need is love” alcune note della Marsigliese in segno di amore e fratellanza tra i popoli.

L’identità nazionale francese era affermata già molti secoli prima che fosse composto l’inno della Marsigliese e prima che “liberté, egalité, fraternité” diventasse il motto nazionale dei nostri cugini d’oltralpe. Ci dà testimonianza di questo anche Santa Caterina da Siena, che nella Lettera 310, si rivolge ai tre cardinali italiani: il fiorentino Pietro Corsini, il milanese Simone di Borzano e il romano Jacomo Orsini, a quel tempo gli unici cardinali italiani che facevano parte del conclave, gli altri cardinali che componevano il conclave erano tutti francesi. Ai tre cardinali Caterina scrive: “(…) voi italiani, che non vi poteva muovere la passione della Patria, come gli oltramontani: cagione non ci veggo, se non l’amore proprio”. Caterina richiama i cardinali italiani a rimanere fedeli a Papa Urbano VI in quanto era italiano e quindi anche loro, che erano italiani, dovevano essergli fedeli.

 

 

I francesi, o oltramontani presenti in conclave, agivano secondo gli interessi di Patria, già nel XIV secolo, ai tempi in cui la futura patrona d’Italia e d’Europa sapeva bene con quale forza i cardinali francesi si stavano opponendo al suo progetto, portato avanti insieme a Raimondo da Capua e all’Ordine domenicano, cioè quello di far tornare il Papa “nel loco suo” e cioè a Roma. Ai tempi di Caterina erano lontane le note della Marsigliese, ma il sentimento di identità nazionale era già presente nei francesi e si rivelava nell’azione politica dei suoi cardinali.

La libertà, l’uguaglianza e la fratellanza sono princìpi che tornarono di attualità con la rivoluzione francese e nel 1789 entrarono a far parte della dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ma anche questi princìpi sono frutto del cristianesimo che aveva forgiato la Francia e l’Europa già molti secoli prima. I princìpi di libertà, uguaglianza e fratellanza riassumono quella “regola d’oro” che dice “non fare agli altri, ciò che non vorresti fosse fatto a te”, essi sono riportati nella Bibbia e nelle Sacre scritture, già molti secoli prima dell’avvento dell’età dei lumi e della rivoluzione francese. Corsi e ricorsi storici, sosteneva Giovanni Battista Vico.

Tornando all’inno della Marsigliese, questo fu composto da Rouget de Lisle, come marcia militare, il 26 aprile 1792, e il 14 luglio 1795 venne dichiarato inno nazionale francese. Nel 1815, con la restaurazione, l’inno venne messo al bando, la Marsigliese venne sostituita, in quanto ritenuta una canzone che fomentava le rivolte popolari. L’inno che la sostituì era stato composto da Ortensia de Beauharnais, figliastra di Napoleone, in occasione della campagna d’Egitto, o forse, come ritengono alcuni studiosi, era stato composto da Louis Brouet. Questo inno, per uno scherzo della storia, aveva per titolo: “Partant pour la Syrie”. Nel 1879 la Marsigliese tornò ad essere, definitivamente, l’inno nazionale francese.

Franca Piccini

 
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