Il Comune non ha i soldi, e i cipressi possono tranquillamente seccare PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Ottobre 2015 14:33

Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, nella seduta consiliare del 27 ottobre 2015 ha illustrato in aula la sua interrogazione sullo stato di salute dei cipressi presenti in città e nel territorio circostante. Della stessa interrogazione era stata fornita notizia su IPS in data 21 agosto 2015, per leggere il testo integrale: http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2498:i-cipressi-rischiano-di-scomparire-che-fa-il-comune-per-tutelarli&catid=40:varie&Itemid=49 .

 

 

La risposta, giudicata dall’interrogante assolutamente insoddisfacente, è stata fornita dall’assessore Paolo Mazzini. “Il cipresso - ha detto l’assessore all’ambiente - è una pianta tutelata, quindi ricade sotto la competenza dell’Amministrazione provinciale, e da quanto questa ci ha comunicato, numerosi sono stati gli interventi effettuati  dal 1995 al 2012 con finanziamenti regionali”. “Dal 2012 - ha evidenziato l’assessore - la Provincia, pur avendo presentato annualmente un progetto di risanamento del cipresso per l’intero territorio, compreso dunque il Comune di Siena, per carenza di fondi non ha ricevuto disponibilità economiche. La mancanza di interventi ha perciò permesso una recrudescenza della malattia che, con la chiusura delle Province, dovrà essere fronteggiata con la copertura economica di progetti tesi al risanamento all’abbattimento delle piante malate e loro sostituzione con essenze resistenti al cosiddetto cancro del cipresso” “Il Comune - ha proseguito - per fronteggiare l’attuale situazione, che comprende decine di migliaia di piante, da una parte impiega il sempre più carente personale addetto alle aree verdi in operazioni di monitoraggio delle zone a verde pubblico e dall’altra ha chiesto a una ditta specializzata di effettuare un monitoraggio  su una parte del cospicuo patrimonio arboreo. Controlli e interventi che verranno ampliati non appena avremo certezza sui finanziamenti”.

Completamente insoddisfatto della risposta il consigliere Falorni,  che ha ribadito come “non venga fatto nulla di concreto per salvare i cipressi, un elemento caratteristico e protetto del nostro territorio”.

 

 
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