Dispersione delle ceneri all’interno del Laterino: a Siena la legge fa rima con pulegge PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Ottobre 2015 15:13

“A Siena la legge fa rima con pulegge” ha detto il consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena, nel replicare alla risposta ricevuta dall’assessore Paolo Mazzini sulla interrogazione relativa alla dispersione delle ceneri dei defunti all’interno del cimitero comunale del Laterino. Il rappresentante di IPS si è detto assolutamente insoddisfatto, ed anche indignato, per la risposta ricevuta, in quanto la legge impone il divieto di tale dispersione, ed il Comune pensa di aggirare l’ostacolo con la richiesta di un semplice parere alla USL. Come se una letterina potesse prevaricare le leggi. “Del resto - ha detto Falorni - da questa amministrazione non c’era da aspettarsi niente di meglio”.

Il consigliere, nel ricordare che nello scorso mese di aprile il sindaco aveva detto in aula “che l’amministrazione stava studiando le modalità per accogliere all’interno del cimitero del Laterino la presenza di un’area dedicata” alla dispersione libera delle ceneri dei defunti, ha illustrato la sua interrogazione, incentrata su argomenti giuridici (ricordando che il quadro normativo, compreso lo stesso regolamento di polizia mortuaria del Comune di Siena, vieta espressamente tale dispersione) e su argomenti di natura igienico sanitaria, in quanto le ceneri disperse nell’ambiente, in presenza di vento, e non solo nel momento stesso della loro dispersione, potrebbero investire i cittadini in visita nel cimitero e i residenti nella vicina sottostante area di Fontebranda esterna.

Per leggere il testo integrale della interrogazione, pubblicato su IPS in data 4 agosto 2015, cfr. http://www.impegnopersiena.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2493:e-una-lotta-per-la-liberta-anche-di-non-respirare-le-ceneri-del-caro-estinto&catid=40:varie&Itemid=49

 

 

Falorni ha ricordato che nel cimitero del Laterino esiste, come prevedono le norme, un cinerario comune, ed è solo lì che le ceneri possono essere disperse. La libera dispersione è assolutamente vietata all’interno dei centri abitati.

 “La creazione di uno spazio apposito per la dispersione delle ceneri - ha detto l’assessore ai lavori pubblici Paolo Mazzini - deriva dallo studio, effettuato nel 2004, per la costruzione della cosiddetta sala dei dolenti. A quel tempo la normativa richiamata non era in vigore. Adesso, con la legge regionale 66/2013, è stato reintrodotto quanto dettato dalla legge 130/2001, che prevede l’impossibilità di dispersione entro i centri abitati. L’area dedicata alla dispersione, chiamata roseto del ricordo, da realizzare in prossimità del tempio crematorio, per deroga, può comunque essere individuata previo parere della competente ASL e approvata dallo stesso consiglio comunale. Il regolamento della polizia mortuaria del nostro Comune, pur recependo i requisiti minimi previsti dalla normativa (presenza di cinerario comune) deve, comunque, tenere conto dell’eventuale necessità di recepire modifiche e integrazioni sulla base di nuove esigenze, e consentire la più ampia libertà di scelta”.

Una risposta tirata come la trippa. Marco Falorni  ha aggiunto una considerazione di carattere culturale. “Non ho nulla contro la cremazione dei defunti - ha detto - Essa rientra nella tradizione laicista, anticlericale e massonica, ma è ammessa anche dalla Chiesa cattolica, se fatta non in spregio alla fede. Ma la tradizione laicista e massonica niente ha da spartire con la dispersione libera delle ceneri nell’ambiente. Quest’ultima attiene invece alla tradizione tipica del sub-continente indiano. In occidente, invece, per quanto riguarda i cimiteri, vige la tradizione napoleonica, sostanzialmente arrivata fino a noi”.

 
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