Il sindaco legge i nomi dei nominati, ma non parla dei criteri PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Luglio 2015 15:38

Il sindaco ha l'obbligo, nella prima seduta utile, di comunicare al consiglio comunale le nomine da lui effettuate nelle società partecipate. Durante la seduta consiliare del 25 giugno 2015, Bruno Valentini ha pronunciato in aula la seguente comunicazione: "Presidente e consiglieri, vi rendo partecipi delle ultime nomine effettuate. Per quanto riguarda l'Accademia Chigiana, oltre al mio nome, che è per statuto nel consiglio di amministrazione, la nomina riguarda Roland Boer che, sia detto per inciso, è anche il direttore artistico del Cantiere Internazionale di Montepulciano; nel collegio sindacale invece c'è il dottor Giuseppe Mastrandrea. Nel consiglio di amministrazione dell'Istituto Rinaldo Franci, a seguito del bando, il Comune ha ricevuto tre proposte, una donna e due uomini. La donna è l'unica che era presente nel bando, ed è Luisa Dallai, e l'uomo è Duccio Nello Peccianti, per il quale si tratta di una riconferma. Nella Siena Parcheggi, nel consiglio di amministrazione, a seguito delle dimissioni del membro del cda Paola D'Orsi, è stato nominato Francesco Simpatico. Nella FISES, come membro del consiglio di amministrazione, è stato nominato Manuel Giuggioli, insieme ad altri, ovviamente, di spettanza di altri enti soci, e nel collegio sindacale il dottor Roberto Lusini".

 

 

NEMMENO UNA PAROLA SUI CRITERI ADOTTATI PER EFFETTUARE LE NOMINE, criteri che pure il sindaco ha per norma il preciso compito di rispettare ed applicare, in base alle indicazioni a suo tempo espresse con voto dal consiglio comunale. Niente da dire sulle qualità dei nominati, che ovviamente non abbiamo gli elementi per valutare. Ma il sindaco, perché si limita a leggere i nomi, senza precisare i criteri e i motivi delle scelte fatte? Così facendo, che senso ha far perdere tempo al consiglio comunale? E' questo il rispetto sostanziale della democrazia? E' questa la trasparenza che Valentini prometteva in campagna elettorale? Ma sia chiaro che ha ragione lui, perché incredibilmente i senesi lo hanno votato.

Diogene Laerzio

 
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