Veglia delle “Sentinelle” partita male e finita benissimo PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Maggio 2015 20:49

Davvero non riusciamo a comprendere l’amministrazione comunale.

Una veglia nazionale delle Sentinelle in Piedi che ha visto scendere, in oltre 100 piazze d’Italia, migliaia di persone in difesa della famiglia naturale e della libertà di espressione del pensiero e che, per Siena, era stata preannunciata a Questura e Comune con una PEC del 30 aprile. Niente di particolare e il silenzio assenso delle istituzioni destinatarie ci faceva presumere, come altre volte, che tutto fosse a posto.

Invece quattro giorni prima della veglia, una e-mail inviata alla casella di posta elettronica delle Sentinelle senesi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) avvisava dell’indisponibilità della prescelta piazza Salimbeni, dedicata ai comizi elettorali.

Fermo restando che dei comizi elettorali in piazza rimane una vaga memoria negli over 60 e che il resto dell’elettorato può solo rivederli negli spassosissimi films con Fernandel e Cervi, con questa notizia del 19 maggio, veniamo di colpo proiettati in una situazione surreale, che avrebbe dato nuovo spunto creativo perfino al regista cubano Gutiérrez Alea,  solito irridere la burocrazia cubana degli anni ’70.

Surreale perché che c’erano le elezioni regionali lo si sapeva dalla tornata elettorale precedente e che le piazze fossero riservate ai comizi elettorali altrettanto; allora perché avvisare le Sentinelle solo il 19 maggio, o meglio il 21 maggio quando il comandante della Polizia Municipale ci ha ufficialmente informati della non disponibilità praticamente di quasi tutte le piazze nel centro storico? Misteri che nemmeno Roberto Giacobbo sarebbe in grado di risolvere.

 

 

Ma le Sentinelle non si sono perse d’animo, e con una serie di contatti telefonici, avvenuti con alcuni funzionari del Comune, ma soprattutto con i segretari provinciali dei partiti assegnatari della piazza Salimbeni (PD e Forza Italia), sono riusciti a far prevalere il buon senso e la democrazia: la possibilità di poter esprimere il proprio pensiero, anche se a fatica, è stata ancora una volta possibile al di là delle piccole difficoltà, dei cavilli burocratici e di qualche dispetto.

Così Siena ha potuto partecipare alla Veglia Nazionale delle Sentinelle in Piedi che sono “scese” in piazza del Monte sabato 23 maggio, per un’ora di lettura silenziosa in difesa della famiglia naturale, della libertà di espressione, contro la dittatura del pensiero unico. Iniziata sotto la pioggia, la veglia si è svolta ed è terminata serenamente. Molte le persone di passaggio che si sono fermate a chiedere spiegazioni, persone che ignoravano i progetti gender entrati subdolamente nelle scuole per indottrinare i giovani: tematiche che saranno approfondite nella conferenza del prossimo venerdì 29 maggio, organizzata da LMPT Siena e dall'associazione Scienza & Vita alle ore 18 presso la Cappella Universitaria in San Vigilio.

Solo con la conoscenza e l’informazione vera, infatti, si combatte il regime dittatoriale che la cultura dominante intende instaurare con la complicità del silenzio dei più, i quali, per quieto vivere, preferiscono non scontrarsi con l’ideologia LGBTQI e con gli estremismi, lasciando di fatto che questa dittatura culturale possa attuare la decostruzione dell’uomo e della società.

Se rimane la gioia per i risultati della veglia di sabato scorso, non possiamo non esprimere che una grande amarezza per la totale indifferenza con cui il primo cittadino sta trattando le persone che partecipano alle veglie delle Sentinelle in Piedi.

Infatti Bruno Valentini, che dovrebbe ricoprire un ruolo istituzionale e super partes come sindaco di Siena, non manca di intervenire a titolo personale sui social con affermazioni chiare che sottolineano la sua distanza dalle posizioni dalle Sentinelle, ma al tempo stesso non ha ancora risposto ad una richiesta formale di udienza, inviata dalle Sentinelle senesi nel lontano giugno 2014,  a lui rivolta in qualità di primo cittadino.

Quando i politici scordano il ruolo istituzionale che sono chiamati a ricoprire e credono che questo sia solo emanazione di un potere personale validato da un dato elettorale, la polis ha perso ogni capacità di espressione democratica e le istituzioni divengono facile preda di quel delirio di onnipotenza che a Siena ha già mietuto abbastanza vittime.

Come cittadini, come persone, come esseri umani dotati di senso civico, rimaniamo stupefatti nel vedere come la classe politica senese, specchio di quella nazionale, sia completamente incapace di affrontare una tematica etica ed umana, radice e fondamento di tematiche economiche e sociali.

Auspichiamo solo che le coscienze dei nostri politici vengano scosse e risvegliate da tale torpore, così come abbiamo visto risvegliarsi da questo tanta gente, tanti giovani, alla lettura dei volantini delle Sentinelle in Piedi.

Una classe politica che ha in mano le sorti della nostra civiltà: uomini e donne a cui è chiesta la responsabilità e la forza di custodire i valori fondanti l’uomo, che non possono essere soggetti ad un misero compromesso politico e di potere.

Alcuni partecipanti alla veglia delle “Sentinelle” di sabato 23 maggio 2015

 

 
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