La Persi si è accorta, dopo due anni, che manca un programma per la città PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Maggio 2015 14:09

Carolina Persi, la first girl del PD senese, si è accorta che “Manca un progetto lungimirante per la città” e chiede “un vero programma” (Corriere di Siena, 22 maggio 2015); evidentemente, dall’elezione di Valentini ad oggi, nessuno si era preoccupato di avvertirla che il programma non c’era. Forse sarà nello stesso cassetto dove è finito il piano regolatore del Comune di Monteriggioni e che ancora non è stato trovato. La caccia al tesoro è aperta.

Persi auspica un cambio di passo e di persone, ipotizzando un inquietante “a volte ritornano” del programma 2.0 dell’ex sindaco Franco Ceccuzzi e del fedelissimo ceccuzziano Alessandro Mugnaioli; il vecchio che avanza è sempre in agguato.

Dopo l’avviso di garanzia al sindaco di Siena Bruno Valentini, inviato dalla Procura di Siena, con le imputazioni di falso in atto pubblico e omissione di atti di ufficio, reati non da poco per un amministratore pubblico, la lotta tra le varie fazioni all’interno del PD senese, ha indubbiamente subìto un’accelerata.

 

 

Persi, fedele della corrente del Ceccuzzi, rinviato a giudizio, insieme a Mussari, Del Mese ed altri, su richiesta della Procura di Salerno, per il crac del Pastificio Amato, “per concorso in bancarotta fraudolenta” (Corriere del Mezzogiorno.it, 21 gennaio 2015 post ore 14,48), vuole apparire sui giornali come “critica” di Valentini, ma lei e i suoi compagni lo tengono in sella; se Valentini fosse appartenuto ad altra sponda politica, Persi e compagni sarebbero stati in piazza in nome della legalità, a chiedere le dimissioni del sindaco.

In tema di legalità, ricordiamo inoltre, per gli smemorati, ciò che riporta il Corriere di Siena del 14 gennaio 2015 a pagina 8: “Stadio a Isola d’Arbia. Ex  amministratori finiscono in tribunale - le integrazioni al progetto, 450 mila euro, non sono state pagate e gli architetti citano in causa la prima e la seconda giunta Cenni”.

Sono molti gli esponenti del PD senese, del passato e del presente, ad essere coinvolti in vicende giudiziarie. Piena fiducia nella magistratura e garantisti fino all’ultimo grado di giudizio. Questo sempre e a prescindere di chi sono i coinvolti.

Per il bene della città, l’unico vero gesto di serietà, da parte del PD senese, sarebbe quello di andare a casa e farla finita con le commedie. L’economia della città è a terra e per ripartire non può avere le zavorre della lotta per bande de “il Partito”.

Cassandra

 

 
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