Ecco la verità sul bilancio comunale di previsione del 2015 PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Aprile 2015 15:55

Qui di seguito pubblichiamo l'intervento sul bilancio preventivo 2015 del Comune di Siena, pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, in occasione della seduta consiliare del 16 aprile 2015.

Nella sua introduzione il sindaco ha detto alcune cose importanti. Per esempio ha detto che i servizi per la cittadinanza non diminuiscono e che la pressione fiscale nei confronti dei cittadini non aumenta assolutamente. Vediamo se è vero. Prendiamo la relazione tecnica fornita dall’amministrazione. Nella parte delle spese correnti, pagina 27, io leggo, nel settore sociale, quello dedicato ai servizi, per l’anno 2014, 13 milioni e 20 mila euro, e previsti per l’anno 2015 11 milioni e 200 mila euro. A casa mia fa quasi due milioni di euro in meno. E questi non sono dati inventati da chi vi parla, ma forniti dalla stessa amministrazione. Per quanto riguarda la pressione fiscale sui cittadini, vediamo la relazione tecnica a pagina 53, laddove si nota che il prelievo tributario pro-capite a carico di ciascun cittadino senese, in tre anni, dal 2012 al 2015, sale da 908 a 1.284 euro. E c’è un piccolo, ma non trascurabile incremento anche sull’anno scorso, con un aumento di 28 euro pro-capite. Quindi, sindaco, suffraghiamole con i numeri, le affermazioni. Mi sembra che ci sia qualcosa che non torna.

 

 

Vediamo la spesa in conto capitale, quella dedicata agli investimenti, e osserviamo lo specchietto a pagina 33 della relazione tecnica. Si rileva la spesa per investimenti del Comune di Siena nel settore sociale per l’anno 2015, che è pari ad euro zero. Tale cifra ha comunque il pregio di non diminuire rispetto all’anno precedente, perché era sempre zero. Prendiamo la previsione di spesa per lo sviluppo economico: euro zero. Servizi produttivi: euro zero. Si dirà che il Comune investirà pur qualcosa nel mitico turismo: anche in questo caso gli investimenti per il 2015 sono pari ad euro zero, nemmeno un centesimino. E questo dopo che il Comune si gloria di non aver aumentato la tassa di soggiorno. D’accordo, ma il reinvestimento per il turismo dov’è?

Nella parte introduttiva della relazione tecnica, a pagina 15, vediamo quali sono le entrate previste nel 2015 per quanto riguarda le risorse europee: contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali euro 81.800. Ma se tutti non si va al cinema per una settimana e si fa una colletta, forse si ottiene di più! Ma che si fa? Si dorme?

Allarghiamo un pochino lo sguardo, e vediamo cosa scrivono i giornali, anche a proposito di tasse e tariffe. “Comuni toscani mani di forbice”, i 50 maggiori comuni toscani dal 2011 al 2013 hanno quasi raddoppiato le tasse in media, ma alcuni le hanno triplicate. Questa è una ricerca della Cisl toscana, se la ritenete attendibile. “Tasse comunali, Siena ha il primato”, e ti pareva, “ma incassa solo la metà delle multe”. La pressione fiscale pro-capite nel 2013 era di 1.115 euro, poi sappiamo che è ulteriormente aumentata. Siena ha le tasse comunali più salate della Toscana, quasi il doppio rispetto alle altre città toscane. Pisa che era seconda, si fermava a 690 euro, Firenze a 663, Livorno a 374. Questo articolo de La Nazione Siena non è stato smentito.

 

 

Parliamo di tariffe. “Acqua a peso d’oro e reti colabrodo. In Toscana le bollette più care d’Italia”. Con quel che costa a Firenze un bicchier d’acqua, a Isernia ci si può fare una doccia. Fra le città toscane, sette compaiono nei primi 10 posti della classifica nazionale. A Firenze, Prato e Pistoia si spendono in media per l’acqua 563 euro all’anno, appena un euro in più che a Siena e Grosseto, dove ci si ferma a 562 euro. Quindi abbiamo sostanzialmente il primato, pur se in coabitazione, anche per le tariffe dell’acqua.

Parliamo della spazzatura. “Tariffa rifiuti per le imprese, il primato spetta a Siena e provincia”, non c’era da dubitarne. Lo rileva la ricerca della Confesercenti. Importi al top in 9 categorie su 9. Siena è la città dell’area vasta Toscana sud in cui lo smaltimento dei rifiuti costa di più. In particolare, per quanto riguarda gli alberghi senza ristorante, i valori imposti agli imprenditori senesi sono quasi cinque volte quelli adottati a Cortona o a Pitigliano. Commercio ambulante: un banco vendita di generi alimentari è tenuto a versare a Siena 41 euro al metro quadro, quasi tre volte quanto paga ad Arezzo. E vi ricordo che Arezzo non è sulla luna, è a 60 chilometri.

Questa è la buona amministrazione del sindaco Valentini e di tutti quelli che lo sostengono. Qui che c’è scritto? “La corte dei conti cita anche i consiglieri di maggioranza”… Ma che c’entra questo?! Chissà perché questo articolo mi è capitato qui in mezzo, forse per una associazione di idee. E voi votate questo bilancio? Ma pensateci bene, ma fatevi venire un bisogno corporale… Per quanto mi riguarda, voterò contro questo bilancio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Grazie.

 

 
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