Come si chiamava quello che, quando passava, non cresceva più l'erba? PDF Stampa E-mail
Vedochiaro
Martedì 06 Luglio 2010 13:25

Tempo d’estate, tempo di gran caldo. Avrebbero proprio fatto scomodo quei nove bellissimi pini che con la loro fresca ombra costeggiavano la strada di Petriccio e Belriguardo, e che (foto 1) hanno lasciato il posto ad un assolato marciapiede?

 

 

E che fine ha fatto il parco intitolato ai Ragazzi di Sarajevo sulla collina dell’ex Park Hotel, che (foto 2) è stato distrutto per ricostruire il campino di calcio che, a sua volta, era stato distrutto per far posto allo stabilimento Biotech? Sono stati ripiantati da un’altra parte gli alberelli distrutti, o i loro “sostituti”, come prescrive il regolamento edilizio? E dove? E c’è ancora, a Siena, un parco intitolato ai Ragazzi di Sarajevo? Dove?

 

 

Frattanto, in via Avignone, al confine con via Pisacane, c’erano alcuni verdissimi, robusti e sanissimi pini. Ora (foto 3) c’è un marciapiede assolato e un pratino mal tenuto. Un bel progresso, da questi progressisti…

 

 

In questi anni gli alberi in città si sentono come gli agnelli per Pasqua. Sarà meglio cominciare a fotografarli, per conservarne almeno il ricordo. Per esempio, ce la farà quel monumentale leccio della Lizza (foto 4) a superare la primavera del 2011?

Vedochiaro

 

 
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