Nell’anno eucaristico il Palio di luglio 2015 dedicato alle Sacre Particole PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Gennaio 2015 10:15

Il Palio del 2 luglio 2015 sarà dedicato al culto delle Sacre Particole. L’evento è stato ufficializzato dal Comune di Siena, con un comunicato che riferisce  appunto che il drappellone della carriera di Provenzano 2015 avrà come  tema il culto verso le sacre ostie consacrate che dal 14 agosto 1730 si conservano incorrotte a Siena, nella basilica di San Francesco.

Era proprio dalla vigilia  dell’Assunta del 1730 che uno sconosciuto rubò, dalla chiesa di San Francesco, una pisside con 351 ostie consacrate. Le cronache riportano che il coperchio della pisside rubata fu ritrovato al Chiasso Largo, mentre nelle chiese della città si pregava ininterrottamente e si viveva un clima di tristezza e di lutto.

 

 

Le sacre ostie furono ritrovate tre giorni dopo, il 17 agosto, in una cassetta delle elemosine della basilica di Provenzano e non furono consumate, con molta probabilità perché nella suddetta cassetta c’erano ragnatele e soldi, quindi le condizioni igieniche non erano delle migliori, per cui fu deciso di conservare le ostie in un piviale e riposte sotto l’altare maggiore della basilica di San Francesco, come riporta la cronaca del padre francescano Carlo Antonio Ambrosi, inquisitore di Siena. Vennero riportate alla luce, ben cinquanta anni dopo, nel 1780, durante una visita pastorale dal ministro generale dei frati minori conventuali Giovanni Carlo Vipera, che con molto stupore  le definì “una specie di prodigio”. Da un furto, avvenuto mezzo secolo prima, nasceva un prodigio che la scienza ufficiale ha tentato più volte di spiegare nel corso dei secoli, spinta anche dalla Chiesa senese, che ha sempre cercato di indagare un fenomeno che va contro ogni legge chimica e fisica della natura. Iniziava così il culto per le Sacre Particole.

Nel centenario della ricognizione del 1914, l’arcivescovo di Siena, monsignor Antonio Buoncristiani, ha indetto l’anno eucaristico diocesano, per ricordare questa storica ricognizione, che confermò che la sostanza di cui erano fatte le particole era semplicemente pane, pane che si conservava incorrotto dal 1730.

Quest’ anno eucaristico vedrà le Sacre Particole pellegrine nelle chiese della diocesi a partire dal febbraio prossimo: una chiesa per ognuna delle sette foranìe in cui è diviso il territorio diocesano, ospiterà le Sacre Particole e in ciascuna di queste chiese si terranno veglie, messe, confessioni; in queste occasioni, in dette chiese sarà possibile acquistare l’indulgenza plenaria, sia per i vivi che per i defunti.

 

 

La ricognizione del 1914, voluta dall’arcivescovo Prospero Scaccia, ebbe tra i componenti la commissione personaggi come il Beato Giuseppe Toniolo, professore di diritto dell’Università di Pisa, fondatore delle settimane sociali, che fu comunicato con una delle Sacre Particole, come fu comunicato con una delle Sacre Particole anche il professor Siro Grimaldi, chimico bromatologo dell’Università di Siena,  “noto per i suoi princìpi positivistici, contrari a qualsiasi credenza religiosa. Dopo gli esperimenti fatti, tra la commozione di tutti, il professor Siro Grimaldi cadde in ginocchio, abbracciando con entusiasmo generoso quella fede, che morendo lascerà ai suoi figli come il patrimonio più ricco e prezioso”.

La scienza non aveva più nulla da dire, non restava che lasciare il campo alla fede.

Così come oggi, lo stesso risultato è avvenuto il 10 settembre scorso, quando si è svolta la ricognizione delle Sacre Particole, per volere dell’arcivescovo Buoncristiani: non è rimasto che constatare che le 225 sacre particole, ad oggi conservate (le altre sono state consumate con comunioni nel corso dei secoli, con autorizzazione ecclesiastica), sono lì incorrotte, fresche come quella mattina del 14 agosto 1730, quando vennero consacrate.

Franca Piccini 

 
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