Società della Salute: forti dubbi di costituzionalità per il nuovo carrozzone PDF Stampa E-mail
Archivio - Politica
Sabato 20 Dicembre 2014 11:02

Durante la seduta del 18 dicembre 2014 il consiglio comunale ha votato a maggioranza l’atto di indirizzo politico-amministrativo sul Consorzio pubblico “Società della Salute Senese”. Nell’occasione, ecco il testo dell’intervento pronunciato in aula dal consigliere Marco Falorni, capogruppo di Impegno per Siena.

 

 

“Direi che è orribile anche il nome: Società della Salute. Perfino sulla salute si fa una società! Non solo sui servizi pubblici da erogare, a cominciare dall’acqua, il Comune ha delegato tutto. Con il risultato che i servizi stessi, quando erano comunali, costavano la metà ed i cittadini erano contenti il doppio. Ora anche sulla salute si fa una società.

Ebbi modo, nel febbraio 2010 in quest’aula, pur non essendo un costituzionalista, di esternare forti dubbi di costituzionalità sulle Società della Salute. Guarda caso, dopo un annetto circa la corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di queste società. D’altra parte, io sono rimasto a questo schema: la sanità la fanno le Regioni, il sociale lo fanno i Comuni. Dunque, secondo me, uno degli uffici del Comune di Siena che negli anni ha funzionato meglio degli altri è quello dei servizi sociali. E questo Comune, dopo aver appaltato all’esterno la cultura, ora vuole appaltare anche il sociale, che è un settore che funziona? Io stesso, in tanti anni da consigliere, ho fatto sollecitazioni, ho chiesto informazioni, ma contestazioni nel settore sociale ne ho fatte poche, ed ora si delega anche questo settore!

Che le Società della Salute, nella loro prima versione, siano state un completo fallimento è nei fatti, ed è stato un fallimento anche personale dell’ex assessore regionale alla sanità Enrico Rossi. E se ora lo stesso Rossi ripresenta la sua candidatura alla presidenza della Regione, non può permettersi che la sua creazione principe, le Società della Salute, siano completamente fallite, e quindi bisogna rimettere in pista la nuova copia delle stesse. Non ho approfondito il testo della nuova legge regionale, probabilmente sarà fatta un po’ meglio dal punto di vista formale, ma io continuo ad avanzare le mie perplessità dal punto di vista della costituzionalità. Poi vedremo, fra uno o due anni, quando qualcuno impugnerà la legge regionale, se questa reggerà al vaglio di costituzionalità. Lo dico perché resti a verbale. Lo avevo detto in quest’aula nel 2010, ed ho avuto ragione. Lo ridico nel 2014, e vedremo magari nel 2015 o nel 2016, se saremo vivi, chi avrà avuto ragione. Che qualche riserva mentale, in questo senso, ce l’abbia anche la nostra amministrazione comunale è svelato dal fatto che nella delibera non si parla affatto di problemi di costituzionalità, e neppure l’assessore competente, nella sua illustrazione, lo ha fatto.

In questa delibera è vero che si parla di settore socio-sanitario, ma a questo proposito, proprio il fatto che sia compreso anche il sociale nella prevista esternalizzazione è motivo di preoccupazione. Continuerà a funzionare il sociale? E’ vero che l’ottimismo aiuta, perché un ottimista, se va male, sta male una volta sola, mentre un pessimista rischia di star male due volte. Io, però, visti i precedenti, diffido, e dico che non mi sembra la soluzione migliore quella di delegare un settore che funziona ad un nuovo carrozzone. Si parla tanto di semplificare la macchina burocratica, ma quando si va al concreto, si aumentano sempre di più le complicazioni ed i costi, soprattutto per i cittadini”.

 
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